Apre a Milano nelle Gallerie d’Italia VOCE, il nuovo ristorante di Aimo e Nadia

Tra gli indirizzi imperdibili per gli amanti della cucina gourmet nel capoluogo lombardo, Aimo e Nadia inaugurano un nuovo ristorante all’interno delle Gallerie d’Italia a Piazza Scala, proponendo menu ispirati alle opere in mostra. Ne abbiamo parlato con Stefania Moroni, CEO di Aimo e Nadia, e con Michele Coppola, direttore delle Gallerie d’Italia che ci ha anticipato i progetti futuri…

VOCE Aimo e Nadia, ph. credits Paolo Terzi
VOCE Aimo e Nadia, ph. credits Paolo Terzi

Arte e cibo, binomio raffinato e ricercato, che sempre più spesso vede nascere sinergie tra mondi apparentemente distanti eppure vicini, accomunati dall’estetica e il buon gusto. Non sorprende, quindi, se a un’esperienza sperimentale e di successo ne succedano poi altre, magari mettendo in gioco nuovi ingredienti, giusto per restare in tema gastronomico. È questo il caso di Aimo e Nadia, tra i ristoranti più noti e storici di Milano, considerato uno degli indirizzi imperdibili per gli amanti della cucina gourmet che – dopo la recente l’apertura di BistRo Aimo e Nadia, locale nato dalla collaborazione tra il ristorante stellato, la designer e gallerista Rossana Orlandi e la casa di moda Etro – si cimenta in una nuova avventura che coniuga arte e gastronomia, stavolta all’interno delle Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo a Milano. VOCE Aimo e Nadia è il nome del ristorante inaugurato proprio in queste ore in Piazza Scala, guidato dalla CEO di Aimo e Nadia Stefania Moroni e dagli chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini, e di cui ci ha parlato in una videointervista anche Michele Coppola, direttore delle Gallerie d’Italia.

IL PROGETTO

VOCE è un progetto in cui si intrecciano cibo, cultura e arte in tre diversi ambienti: la libreria dove trovare cataloghi delle mostre di Gallerie d’Italia e testi dedicati all’arte, la caffetteria, sempre aperta al pubblico, e il ristorante gourmet. Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Chef Patron, hanno elaborato una proposta gastronomica nel loro stile – rispecchiando i valori di eccellenza, italianità, attenzione al territorio e alle persone che contraddistinguono da sempre Aimo e Nadia –, che si inserisce nel tessuto museale diventando elemento complementare alla visita. Ma come nasce il progetto di VOCE all’interno delle Gallerie d’Italia? “Ho sempre prestato attenzione all’universo culturale di riferimento del cibo, in tutti i suoi aspetti antropologici e sociologici: l’arte in tutte le sue espressioni è un elemento essenziale che da sempre caratterizza gli ambienti de ‘Il Luogo di Aimo e Nadia’ e che oggi, grazie a VOCE, trova la sua massima espressione”, risponde ad Artribune Stefania Moroni. “VOCE nasce grazie alla sinergia con Intesa Sanpaolo, che ci ha scelto per la realizzazione di questo ambizioso progetto che rispecchia a pieno la nostra visione e la direzione dei nostri progetti futuri, ma anche a tutte le persone che hanno contribuito e che lavoreranno qui ogni giorno portando avanti i nostri valori. Da grande appassionata d’arte, sono orgogliosa di fare il nostro ingresso in Gallerie d’Italia, nel cuore della città di Milano”.

IL RISTORANTE (E NON SOLO)

Il layout del ristorante, curato dallo studio aMDL, sotto la guida dell’architetto Michele De Lucchi, e realizzato dalla Direzione Immobili e Logistica di Intesa Sanpaolo, contribuisce a valorizzare gli spazi come un unicum con il museo, accrescendone l’interesse da parte della città. La caffetteria con annesso bookshop, a cui si accede sia dal museo che da Piazza Scala, rappresenta nella nuova configurazione un’area dalla forte funzione attrattiva integrata con la proposta culturale del museo. Ma in che modo il locale entrerà concettualmente in relazione con lo spazio museale e con le opere esposte? “VOCE è un’esperienza enogastronomica e culturale complementare alla visita alle Gallerie d’Italia”, ci spiega Moroni, “con un menu che nasce dal forte legame con il territorio e dalla stretta relazione con i tanti produttori della nostra penisola. Una visione in grado di coniugare il patrimonio della ricca storia gastronomica nazionale con un gesto contemporaneo. VOCE è un ulteriore punto di arrivo della nostra attività in continua evoluzione: siamo partiti da Il Luogo di Aimo e Nadia, passando per il BistRo, ed oggi inauguriamo VOCE”.

IL MENU AD ARTE

“I menu della caffetteria e del ristorante coniugano il patrimonio gastronomico nazionale con la contemporaneità, nello stile unico che caratterizza Aimo e Nadia: il forte legame con il territorio italiano e la stretta relazione con i tanti produttori di materie prime eccellenti della nostra penisola”, risponde così Stefania Moroni alla nostra domanda sul menu di VOCE, e sulle possibili relazioni che i piatti avranno con le opere custodite all’interno delle Gallerie d’Italia. “La Caffetteria offre numerose proposte, adatte ai diversi momenti della giornata: dalla colazione al pranzo leggero, fino all’aperitivo e al dopo cena, attraverso una selezione di dolci e insalate, ma anche focacce e sandwich realizzati con ingredienti di qualità. Cinque, invece, i menu elaborati per il Ristorante, fra cui uno ispirato alle esposizioni: infatti, ogni mostra avrà sempre un menu degustazione di 4 portate dedicato che cambierà con il cambiare della mostra stessa. In questo caso, apriamo con il menu ‘Il Romanticismo’”, conclude Moroni, “che offre un piccolo viaggio nei luoghi della nostra Penisola, un percorso ispirato da alcuni dei temi principali su cui si sviluppa l’esposizione: la Patria, il Tricolore e l’italianità; il territorio e il paesaggio; la rappresentazione contemporanea della nostra storia; le emozioni e l’amore”.

– Desirée Maida
 
Milano // dal 27 novembre 2018
VOCE Aimo e Nadia
Gallerie d’Italia
Piazza Scala
www.gallerieditalia.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.