Performance, mostre e free school in una centrale idroelettrica trentina

Centrale Fies, polo di ricerca sulle pratiche performative contemporanee a Dro, punta sui weekend, concentrando le sue attività nei fine settimana. Ecco un assaggio della programmazione estiva

Philippe Quesne, Farm Fatale © Martin Argyroglo
Philippe Quesne, Farm Fatale © Martin Argyroglo

Ci stiamo abituando al nuovo formato dei weekend corti intrapreso da Centrale Fies, attraverso cui poter entrare in contatto con la sperimentazione, la ricerca degli artisti e di coloro che li accompagnano da anni, sempre con grande lungimiranza, in un percorso di produzione e cura. Dino Somadossi e Barbara Boninsegna lo sapevano fin dall’inizio e noi ce ne stiamo rendendo conto poco a poco: la scelta di abbandonare il formato festivaliero permette a tutti una maggiore libertà di lavoro e fruizione. Agli artisti, che possono così sperimentare fuori dal formato spettacolo o performance tradizionale, ai curatori, che si affiancano sempre in maggior numero ai curatori storici del progetto (la board curatoriale è oggi composta da: Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Claudia D’Alonzo, Filippo Andreatta, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Denis Isaia, Justin Randolph Thompson, Maria Chemello), ognuno portando con sé competenze e conoscenze specifiche e permettendo quindi di creare un mosaico che ci restituisce la vivacità del paesaggio contemporaneo. E poi soprattutto questa libertà ci appartiene come spettatori.

Silvia Calderoni & Ilenia Caleo, The Present. Photo credits Ilenia Caleo
Silvia Calderoni & Ilenia Caleo, The Present. Photo credits Ilenia Caleo

MAGGIO: UN WEEKEND CANNIBALE

Il programma di questa estate inizia dal 26 al 29 maggio, con un weekend cannibale da sogno in collaborazione con CollettivO CineticO: durational performance, foraging, yoga e installazioni. “Al centro del programma è la presenza del corpo, i suoi stati biologici e fisiologici, le sue alterazioni e la sua virtualità, la sua resistenza e la sua trascendenza, visti come terreno su cui incontrarsi, respirare, mangiare, dormire e sognare, dove muoversi o stare assolutamente immobili”.
In quest’occasione, l’artista di origini senegalesi Binta Diaw presenta il suo lavoro su temi legati a fenomeni sociali contemporanei, come la migrazione e la nozione di genere, portando l’attenzione al corpo, luogo di conflitti, e allo spazio, inteso anche come geografia, protagonisti della mostra The Land Of Our Birth Is a Woman.
CollettivO CineticO ci invita a un incontro al buio, a entrare nello spazio teatrale senza sapere cosa andremo a vedere. La prova aperta della durational performance DREAM di Alessandro Sciarroni riflette ancora una volta sul tempo come materia da sperimentare perdendone coscienza e fa eco, in qualche modo, alla video installazione di Danilo Correale, artista italiano residente a New York. No More Sleep No More (attualmente in mostra anche al Palazzo delle Esposizioni nell’ambito della rassegna Il video rende felici, riflette sul tema del sonno come possibile strumento di fuga dal dominio capitalista, in una società in cui anche il ritmo sonno / veglia è scandito da logiche di mercato. Il giovane artista Marco Calzolari ci riporta alle tematiche ambientali, attraverso l’installazione SEVY: THE COLLECTIVE HOUSEPLANT, che invita gli spettatori a interagire dal vivo o da remoto. “Chiunque voglia interagire con l’opera contribuirà alla conservazione o, viceversa, al collasso dell’equilibrio tra fruizione sostenibile e sfruttamento eccessivo del lavoro stesso”, dice l’artista.

Manifesto Cannibale. Photo Piero Tauro
Manifesto Cannibale. Photo Piero Tauro

LUGLIO: LIVE WORKS

Si inaugura in questo primo weekend anche la mostra collettiva KAS, che costituisce il terzo episodio di Trilogia anti-moderna, ciclo di esposizioni che Centrale Fies dedica alla relazione tra gli oggetti e le loro attivazioni, rivalorizzando forme di sapere (affettivo, somatico, visuale) censurate o soppresse dalla modernità sesso-coloniale occidentale. La natura di questa mostra prevede l’attivazione attraverso delle performance durante il weekend di Live Works, dal 1° al 3 luglio. Durante il weekend di luglio, il Summit di Live Works porterà in Centrale le performance degli alumni della scorsa edizione e darà il via al periodo di residenza collettiva e di free school per i nuovi 7 artisti selezionati su bando internazionale e guidati dal team curatoriale con sguardo multidisciplinare: Gaia Giuliani (ricercatrice e docente in Filosofia Politica), Patricia MacCormack (filosofa, scrittrice e curatrice), Valentina Desideri (artista e curatrice, PhD al Social Justice Institute a Vancouver) e Denise Ferreira da Silva (filosofa, scrittrice e filmmaker).

Muna Mussie, Curva Cieca. Photo Claudia Pajewski
Muna Mussie, Curva Cieca. Photo Claudia Pajewski

GIUGNO: FEMINIST FUTURE

Di artiste e artisti internazionali è costellato anche il weekend dal 17 al 19 giugno, che precede Live Works, curato da Barbara Boninsegna con Filippo Andreatta. Apap – Feminist Future: performance, spettacoli, installazioni, conferenze, che hanno al centro i corpi, intesi in senso ampio “i nostri, gli altri, quelli più fragili, quelli animali, quelli vegetali e anche quelli che dimentichiamo esserlo come l’aria, l’acqua o la terra stessa”. Parlando di corpi, si parla anche di differenza e accessibilità, temi vastissimi con cui si confrontano lo spettacolo di Chiara Bersani, l’Animale, accompagnato da autodescrizione per un pubblico di non vedenti, e l’installazione di Muna Mussie. Verso l’immagine nasce proprio dal confronto tra un gruppo di vedenti e uno di non vedenti, tra il rapporto fra il ricamo e la scrittura Braille. Seguendo il suo intento formativo oltre che performativo, durante questi tre giorni, Centrale Fies apre al pubblico la Feminist Futures School, condotta da ricercatrici ambientali, sociologhe del lavoro, artiste e artisti, tra cui Angela YT Chan, Florinda Saieva / Farm Cultural Park, Muna Mussie, Harun Morrison e OHT.
Poiché l’impegno politico di Fies trova sempre un suo risvolto in affermative action, anche quest’anno è attiva la fellowship Agitu Ideo Gudeta in collaborazione con Razzismo Brutta Storia e BHMF, che permette l’accesso al mondo delle pratiche performative ad artiste e artisti razzializzati italiani appartenenti a minoranze etniche o con background migratorio, che potranno così partecipare alla scuola di Live Works.

Chiara Pirri

https://www.centralefies.it/

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Chiara Pirri
Chiara Pirri (Roma, 1989), residente a Parigi, è studiosa, giornalista e curatrice, attiva nel campo dei linguaggi coreografici contemporanei e delle pratiche performative, in dialogo con le arti visive e multimediali. È capo redattrice Arti Performative per Artribune e dal 2016 collabora con Romaeuropa Festival. Ha curato progetti di comunicazione multimediale per festival e istituzioni come Drodesera - Centrale Fies, Museo MACRO di Roma, Istantanee festival. In Francia cura progetti artistici per aziende e istituzioni (Unesco, Dior, Renault, Loewe, Kering…) attraverso collaborazioni internazionali.