Pentesilea Ultras. L’incontro sul palcoscenico tra CollettivO CineticO ed Enzo Cosimi

CollettivO CineticO ha messo in scena un nuovo lavoro, affidando la coreografia e la regia ad Enzo Cosimi. Il risultato è avvincente.

Con un lapidario incipit tratto da Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche si apre il sipario su Pentesilea Ultras, il nuovo lavoro di CollettivO CineticO con la regia e coreografia di Enzo Cosimi, debuttato al Teatro Comunale di Ferrara nel dicembre scorso, che già nel titolo, eroico, pop, unisce a pennellate ferali e glamour il mondo del coreografo romano con quello della compagnia ferrarese. Il secondo episodio di Dialoghi, progetto ideato da Francesca Pennini come atto di apertura e pratica di negoziazione del segno autoriale, “rappresenta un incontro di natura umana, artistica, intellettuale”, in cui la compagnia si predispone, come già prima con l’israeliano Sharon Fridman, a divenire strumento, materia, campo di attraversamento del linguaggio di un autore.
Enzo Cosimi risponde all’invito e crea una coreografia “a partire da CollettivO CineticO, dalla sua specificità e anomalia” tornando, dopo circa vent’anni, sulla figura di Pentesilea, già indagata in Sacrificio Ritmico (1996), Super Deluxe (1997) e Eliogabalo ‒ Climax no stop (1998), iniettandola qui di una diversa e inedita, per la compagnia ferrarese, impronta tragica.
A partire dalla “radicale re-invenzione del mito della regina delle Amazzoni di Heinrich von Kleist, opera aliena, febbrile e iconoclasta”, Cosimi osserva la struttura e i codici di CollettivO CineticO. Nascono quattro capitoli di furore, scalfiti come grafite, che segnano e ritmano il flusso narrativo di un racconto astratto e illuminano, con una luce oscura, l’universo femminile, passionale, eroico della leggendaria Amazzone plasmato su Francesca Pennini.
Il lavoro apre sulle note di Egyptian March di Johann Strauss II, un ordito di ricami orientaleggianti che accompagna con toni brechtiani, illusionistici, l’ingresso di goliardiche figure, in vestito e guanti neri. Le ombre furtive entrano nella scena a scortare i protagonisti della tragedia, Pentesilea e Achille, che si avvicinano e si spogliano del rigoroso dress-code aziendale mentre le luci di Gianni Staropoli racchiudono loro e il coro in un frame alabastrino e digitale, fissandoli e scolpendoli nell’inquadratura, come nel fregio di un tempio classico.

Collettivo Cinetico, Pentesilea Ultras. Regia e coreografia di Enzo Cosimi. Photo Daniele Zappi

Collettivo Cinetico, Pentesilea Ultras. Regia e coreografia di Enzo Cosimi. Photo Daniele Zappi

ACHEI E AMAZZONI

La regina guerriera si tinge dei colori della guerra e affronta l’amore nel campo di battaglia, duettando in un agone di morte con il diafano Angelo Pedroni, un Achille sanguinario e passionale, di cui implora sangue tra efflorescenze livide e sensuali. Crociati della distruzione, con corpi tesi e arroventati di desiderio, i due eroi si battono nella tensione plastica di una coreografia asciutta e tagliente, dove troneggia la Pentesilea cinetica nella sua nuova veste tragica. Furiosa, dionisiaca, l’eroina, in una solitudine regale e dannata, sfida la classicità rappresentata dall’eburnea pelle del “giovane cervo”, bramandone la carne, desiderandone il possesso e l’abbandono in un combattimento che sarà rito carnale, pasto antropofagico, ma anche scontro tra mondi, visioni, civiltà.
La scrittura di danza individua nella tensione e nel dolore una cifra del sentire, una forma di trasparenza e nello scavo dei muscoli una corrente elettrica che domina i corpi e li convoca all’apertura. CollettivO CineticO si dispone al confronto con il linguaggio coreografico di Cosimi lasciando scoprire possibilità espressive e paesaggi inattesi, e mostrando un’inedita Francesca Pennini in una temperatura alta, potente, eroica della sua vis performativa.
Tra latrati di cani, mangiatoie e frustini, un coro tutto al maschile (Simone Arganini, Carmine Parise, Giulio Santolini, Stefano Sardi) incide ritmicamente il lavoro, assumendo la voce ora degli Achei ora delle Amazzoni. Assiste e canta l’evento tragico in forme parossistiche, estranianti, salmodiando litanie o gorgheggiando inni da stadio, liturgico, pop, tribale. Ne frattura il flusso narrativo, destrutturando la linearità e contribuendo a creare una partitura goliardica e performativa, esito dell’incontro artistico tra le due generazioni.
Branchi, eserciti di cani e cagne, così potentemente presenti nel testo di von Kleist, alimentano questo fiume di segni, accompagnati da un effluvio di testi tratti dallo stesso von Kleist, Nietzsche, Bataille insieme ad altri elaborati dai componenti della compagnia, confessati al microfono, come un’ordalia.

Collettivo Cinetico, Pentesilea Ultras. Regia e coreografia di Enzo Cosimi. Photo © Marco Caselli Nirmal

Collettivo Cinetico, Pentesilea Ultras. Regia e coreografia di Enzo Cosimi. Photo © Marco Caselli Nirmal

APOLLINEO E DIONISIACO

Rose che la primavera rifiuta, le Amazzoni e la sua regina si dimenano, alternano la rovina al party, la battaglia al festeggiamento, la morte alla seduzione tra props feticisti che vengono detournati, invertendo ironicamente la loro funzione: jockstrap, gagging ball, mangiatoie per cani si trasformano ora in oggetti seduttivi ora in escamotage burleschi.
Il terzo quadro, Paradise Now, apre il lavoro a una sosta, a un tempo fermo (citando Stefano Tomassini) dove, nel non accadere, tutto si sottrae e si rigenera. È un riposo di atleti, un bagno termale, dove i corpi sudati, bagnati, sensuali si lasciano andare all’inazione sotto il sole di una luce estranea, fuori campo, che sembra premere e sfondare da dietro il fondale come un’alba incandescente o un apparato di sorveglianza.
È lo srotolarsi di un tappeto orientale ad accendere nuovamente il campo di battaglia, evocando una Troia devastata ai bordi dell’Occidente, uno scontro al confine tra mondi e culture di cui la storia contemporanea è terreo paesaggio. Apollineo e dionisiaco, classicità e barbarie, compostezza e dissoluzione, violenza sottesa e furore si armano l’uno contro l’altro, uniti allo stesso tempo in un desiderio impossibile, dissolvendo la lotta in un eccidio di corpi.
Sbranato in pasto l’amato, la regina delle Amazzoni rimane sola, in un latrato finale, in una danza che è pianto che irrora di sangue il paesaggio e cosparge la scena di un dolore abissale, quello di un’umanità che non sa amare senza distruggere, che non sa comprendere l’Altro senza soffocarlo, e nel desiderio di possesso uccide. Regina iconoclasta, Francesca Pennini fa del suo corpo il teatro di questo abbandono finale, consegnando sé e l’umanità tutta a una terra desolata, all’abisso della sua devastazione.
Pentesilea Ultras, titolo doppio, potente, brutale è anche, come lo definisce Pennini, un campo inatteso, incontro tra due universi, quello di Cosimi e di CollettivO CineticO, che si ritrovano nella condivisa attitudine, nel piacere di mescolare l’alto con il basso e di creare cortocircuiti cognitivi sempre spiazzanti. In forme ultra pop e tribali, le generazioni guardano ludicamente alla ferocia, al bestiale, senza tuttavia ritrarsene, affrontando una sfida reciproca, quella del contatto tra due mondi.  “Nel riconoscersi e nel riconoscere la propria differenza attraverso l’altro” convergono in una straordinaria prova che ci riporta al silenzio e ci invita a osare oltre i confini dei singoli linguaggi.

Maria Paola Zedda

http://www.collettivocinetico.it/

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Maria Paola Zedda

Maria Paola Zedda

Curatrice ed esperta di performance art, danza e arti visive, rivolge la sua ricerca ai linguaggi di confine tra arte contemporanea, danza, performance e cinema. Ha lavorato come assistente e organizzatrice per oltre un decennio nelle produzioni della Compagnia Enzo…

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