“Ora e sempre Resistenza”: i C.S.I. tornano ad Alba trent’anni dopo. Il report dal concerto di Giovanni Lindo Ferretti e gli altri

Reduce dal suo ultimo tour “In viaggio” che si conclude il 12 settembre a Catania, la mitica band nata dalle ceneri dei CCCP è ritornata ancora una volta sotto i riflettori con un concerto memorabile l'8 settembre ad Alba. Per ribadire la necessità di tradurre in arte lo spirito del proprio tempo


Mettendo da parte le mode, i protagonismi, e i successi economici, quel che davvero rende un artista un grande artista è sicuramente la capacità di essere testimone del proprio tempo, cantore dei tempi passati, e profeta di quelli futuri. Ragionando in questi termini è impossibile non annoverare Giovanni Lindo Ferretti e i suoi compagni di viaggio tra gli autori più importanti a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale. Fra canzoni emblematiche, sperimentazioni musicali/performative d’avanguardia e fatiche letterarie, Ferretti è stato fautore di opere rilevanti rese tali anche dall’incontro di altri artisti incredibili come Massimo Zamboni, Annarella Giudici, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali, solo per citarne alcuni. E ancora oggi, con il ritorno dei C.S.I. riunitisi dopo 26 anni dalla separazione, continua a rivendicare la propria attitudine rivoluzionaria in un’era dove è cambiato sia il modo di concepire la musica che di fruirne.

Chi sono i C.S.I.

Sorti dalle ceneri degli storici – e storicizzati – CCCP, i C.S.I. (acronimo di Consorzio Suonatori Indipendenti) si formano nel 1992 con la volontà di espandere e rinnovare le sonorità, le suggestioni e le tematiche esplorate nell’esperienza precedente. Si tratta di un’avventura straordinaria che grazie ai sopraccitati Zamboni, Canali, Maroccolo, al tastierista Francesco Magnelli e alla cantante Ginevra Di Marco, ha segnato l’età dell’oro della musica rock alternativa nostrana: un’epoca irripetibile durante la quale sono emersi gruppi eccezionali come gli Ustmamò, gli Scisma, gli Almamegretta, i Marlene Kuntz, e i Disciplinatha. Con all’attivo tre monumentali album in studio (se non si conta Breviario Partigiano del 2015, del progetto Post-CSI), altrettanti live, e diverse raccolte, i C.S.I. sono riusciti a racchiudere in un unico corpo un’energia viscerale che, tra evocazioni di guerre e ataviche suggestioni mistiche, racconta la storia tutta del genere umano. Sul finire degli Anni Novanta, il rapporto tra Zamboni e Ferretti inizia a incrinarsi e poco dopo la band si scioglie per mettere poi in piedi, senza Zamboni, i PGR.

C.S.I, photo Doris V. de Mercanti
C.S.I, photo Doris V. de Mercanti

La reunion dei C.S.I.

Ma la vita segue strade e logiche imprevedibili e, nel 2022, i quattro membri fondatori dei CCCP (Ferretti, Zamboni, Giudici e Fatur) si ritrovano insieme per il documentario Kissing Gorbaciov, di Luigi D’Alife e Andrea Paco Mariani. Da qui qualcosa si riaccende e partono progetti inediti come la mostra nei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, Felicitazioni! Fedeli alla linea 1984–2024, spettacoli al Teatro Valli (cristallizzati nel disco live Gran Gala Punkettone) e alcuni concerti tra Berlino e l’Italia, fino al 2025. Presi dagli effetti positivi della reunion dei CCCP, Ferretti e Zamboni pensano di cavalcare quest’ondata di entusiasmo annunciando, il 22 gennaio del 2026, un ritorno sui palchi dei C.S.I. con sette date estive.

Le date del tour “In viaggio”

Intitolato In viaggio (come l’omonima prima traccia del loro debutto Ko de mondo), l’ultimo tour dei C.S.I. ha toccato alcuni luoghi simbolo per la carriera dei musicisti partendo il 28 agosto da Marzabotto per poi concludersi il 12 settembre a Villa Bellini a Catania. Fra queste date ve ne è stata una particolarmente speciale, quella dell’8 settembre ad Alba, in provincia di Cuneo.

C.S.I, photo Doris V. de Mercanti
C.S.I, photo Doris V. de Mercanti

Il ritorno dei C.S.I. ad Alba, trent’anni dopo

Trent’anni fa infatti, il 5 ottobre del 1996, ad Alba i C.S.I. si erano già recati per una memorabile esibizione in ricordo del partigiano, e scrittore albese, Beppe Fenoglio: un concerto tenutosi nella Chiesa di San Domenico che è entrato nella storia e che è stato immortalato sia nell’ultimo disco dal vivo della band, La terra, la guerra, una questione privata, sia nel documentario di Guido Chiesa, Un giorno di fuoco.

https://www.youtube.com/watch?v=xuQozzrjLuY

Ancora una volta la storia si è ripetuta e, la sera dell’8 settembre (poche ore prima del 73esimo compleanno di Ferretti), i C.S.I. al completo sono saliti sul palco allestito in Piazza Medford per dare vita a uno spettacolo epico della durata di ben due ore e mezza a cura del Comune di Alba insieme al Centro Studi “Beppe Fenoglio”, al Portami Via Festival e all’ANPI Alba-Bra. Preceduta dai Lostatobrado, la band ha dato via al tutto con una dichiarazione a cui è seguita la lettura di un passo tratto da Il partigiano Johnny, di Fenoglio. “Il concerto basta a sé, non servono altre parole, tantomeno parole nuove. Per i C.S.I. parlano le loro canzoni, ma siamo ad Alba e ci fa piacere avere su questo palco l’eco di altre parole che arrivano dalla generazione che ci ha preceduto, e sono parole di Beppe Fenoglio”. Con questi versi, declamati da Giovanni Lindo Ferretti ha così preparato quello che si può tranquillamente definire come uno dei concerti italiani più importanti del 2026.

https://www.youtube.com/watch?v=LsjymwfEZds

La scaletta del concerto ad Alba dei C.S.I.

Ad aprire le danze è stata la commovente Noi non ci saremo, cover del compianto Francesco Guccini, un inizio che segna una fine ma anche un eterno ritorno. A seguire, tanti brani iconici che hanno attraversato l’intera discografia dei C.S.I. e che sono stati capaci di alternare euforie a brividi e a stati d’estasi. Canzoni quali In viaggio, A tratti, Cupe vampe – dove la voce di Ginevra Di Marco ha raggiunto vette altissime –, E ti vengo a cercare (reinterpretazione del celeberrimo brano di Battiato, inserito in Linea Gotica, del ’96) e numerose canzoni tratte dal capolavoro Tabula rasa elettrificata (1997) come Forma e sostanza, Unità di produzione, Matrilineare e M’importa ‘na sega. In scaletta, anche Depressione caspica e Montesole, rispettivamente dei CCCP e dei PGR. In quello che è stato un vero e proprio rito catartico, bisogna ammettere che ha fatto uno strano effetto sentire il pubblico inneggiare un coro quale “Ora e sempre Resistenza” se si pensa alla recente vicinanza di Ferretti nei confronti di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini. Ma forse, da un personaggio che non smette di cantare “Non fare di me un idolo mi brucerò. Se divento un megafono m’incepperò” tutto questo acquista senso, e va interpretato ancora una volta come un riflesso delle contraddizioni del nostro tempo e dunque non come una caduta di stile, bensì, come un continuo “cadere di vertigine”. Ferretti docet.

Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso

Valerio Veneruso

Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM –…

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