I morti non muoiono, Beautiful Boy e Climax: i film del week end settimana

Come stupire gli spettatori? Lo sanno bene (e lo fanno bene!) Jarmush, Van Groeningen e Noé, i registi dei film che vedremo nelle sale cinematografiche dal 13 giugno.

Dalla metafora sociale e politica che passa attraverso le vicende catastrofiche di un gruppo di zombie, all’adolescenza smarrita di un giovane che non riesce ad uscire dal tunnel della droga, per finire con il caos, l’anarchia e l’estremismo della narrazione, in tutti i sensi, stupefacente. Mentre “Aladdin”, “Il traditore” e “Pet 2” mantengono i primati al botteghino, prima di venire spazzati via dai grandi prodotti cinematografici dell’estate 2019, è assolutamente necessario dare qualche possibilità a film più piccoli ma ben costruiti e che in altre parti del mondo hanno fatto la differenza. “I morti non muoiono”, “Beautiful Boy” e “Climax” sono i tre film della settimana, tre esperienze del tutto differenti e che vanno dal dissacrante pop al più labirintico concetto di narrazione.

Margherita Bordino

1. I MORTI NON MUOIONO

Adam Driver stars as “Officer Ronald Peterson” in writer/director Jim Jarmusch’s THE DEAD DON’T DIE, a Focus Features release. Credit : Frederick Elmes / Focus Features © 2019 Image Eleven Productions, Inc.

Film d’apertura al 72esimo Festival di Cannes, “I morti non muoiono” è diretto da Jim Jarmusch e arriva nelle nostre sale con Universal Pictures. Il regista di “Ghost Dog”, “Broken Flowers” e “Paterson” porta sul grande schermo il suo ultimo lavoro. Un film intrippante e di genere, accattivante e ben costruito. Che diventa, per il suo titolo originale, un “motivetto” molto interessante. Blastato forse troppo dalla stampa italiana sulla Croisette, “I morti non muoiono” è un film niente male. Pungente, politicamente scorretto, attualissimo e ha un cast favoloso. Non solo Bill Murray ma anche Adam Driver e Tilda Swinton. Nella tranquilla cittadina di Centerville, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville: I morti non muoiono – escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi, e gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza.

2. BEAUTIFUL BOY

Beautiful Boy

Steve Carell e Timothée Chalamet sono i pilastri di un film che attendevamo da tempo che uscisse al cinema. “Beautiful Boy”, presentato alla scorsa edizione di Alice nella Città ma passato un po’ in sordina per l’assenza di talent al seguito, è un film estremamente bilanciato sia nelle parole sia nei silenzi, sia nei sorrisi ammiccanti del giovane talentuoso attore, protagonista anche di “Chiamami col tuo nome”. È un film principalmente di attori, grandi attori. Steve Carell e Timothée Chalamet sono talmente ipnotizzanti da far dimenticare il tutto il resto. Questo aspetto per alcuni è un pregio, per altri potrebbe risultare molto fastidioso ai fini della storia. “Beautiful Boy” è il commovente racconto dell’amore incrollabile di una famiglia e della sua totale dedizione nei confronti di un figlio tossicodipendente che cerca di uscire dal tunnel. Il film è tratto da due autobiografie, una scritta dal noto giornalista David Sheff e l’altra da suo figlio Nic. A fronte delle ripetute ricadute di Nic, gli Sheff dovranno accettare la dura realtà che la droga è una malattia che non discrimina nessuno e che può colpire chiunque, in qualsiasi momento. Al cinema con 01 Distribution.

3. CLIMAX

Climax

“Climax” di Gaspar Noé arriva al cinema con la “censura” e il regista risponde alla decisione di vietare il film ai minori durante una conferenza presso la Fondazione Prada. “Non mi interessa essere categorizzato come provocatore – ha affermato – Quando faccio un film non penso all’effetto che avrà sullo spettatore e in realtà non credo che i miei film siano scioccanti ma se lo sono non mi dispiace. Quando ero ragazzo, come succede a tutti, più un film aveva il divieto, più mi veniva voglia di vederlo”. Gaspar Noé è forse un po’ estremo nelle sue narrazioni, nel suo modo di raccontare ma questo film merita di essere visto assolutamente. “Climax” è ispirato a un fatto di cronaca avvenuto nel 1996. Una compagnia di ballerini si ritrova in una sala prove isolata, vicino una foresta, non ci sono ancora né cellulari, né internet. Alla fine delle prove i ragazzi decidono di fare una festa per rilassarsi ma qualcuno ha versato una strana sostanza nella sangria. Da qui un tuffo nella follia e nell’orrore, in un delirio collettivo da trance, tutti saranno condotti verso il caos. Il film arriva nelle nostre sale con Europictures.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.