Aperte le danze del Romaeuropa Festival. Ecco cosa propone il cartellone fino a novembre 2026
La coreografa e danzatrice Sofia Nappi ha inaugurato l’edizione numero 41 di Romaeuropa Festival, che fino al 22 novembre porterà in vari spazi della Capitale spettacoli eterogenei, proponendosi come specchio della creatività contemporanea
È stata Sofia Nappi, con la sua compagnia Komoco, a inaugurare la 41ma edizione di Romaeuropa Festival. In un Auditorium Conciliazione davvero gremito, la giovane coreografa fiorentina ha mostrato un dittico che attraversa temporalmente la sua poetica.
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Sofia Nappi e Komoco per l’apertura di Romaeuropa Festival
Ad aprire la serata l’8 settembre è stato, infatti, Dodi, uno dei suoi primi lavori che raffigura una bromance dal sapore mediterraneo, grazie all’interpretazione dei cofondatori di Komoco, Adriano Popolo Rubbio e Paolo Piancastelli.
In chiusura, invece, è stato mostrato in prima italiana uno dei suoi ultimi lavori: Chora – Il vuoto all’origine. Coprodotto da Romaeuropa insieme a Oriente Occidente Festival, questo lavoro, sulle musiche originali e sound di Ciaran Morahan, sviluppa una contemplazione del vuoto attraverso i movimenti di sette danzatori, intenti a sviscerare questo particolare e filosofico aspetto sia all’interno che all’esterno dei propri corpi. Salutato dal pubblico con lunghi applausi, lo spettacolo ha poi lasciato spazio a un animato dj-set nello stesso foyer dell’Auditorium Conciliazione.
Gli spettacoli all’Auditorium Conciliazione e al Teatro India
La programmazione di Romaeuropa Festival 2026 continuerà fino al 22 novembre con diversi appuntamenti per l’arte della danza. Sempre all’Auditorium Conciliazione il coreografo francese Benjamin Millepied presenta il suo Summerland, nuovo spettacolo nato dalla collaborazione con la cantautrice francese November Ultra, quale paesaggio sensoriale che evoca la California, un luogo molto frequentato dallo stesso Millepied, per sviluppare un’esperienza immersiva tra danza e musica.
Il Teatro India accoglierà, invece, la coreografa franco-algerina Nacera Belaza per la prima italiana della sua ultima creazione L’echo. Un duo con in scena la stessa autrice insieme a Valérie Dréville, attrice dalla lunga esperienza nel cinema d’autore, quale incontro artistico per sondare il “punto di giunzione” tra la parola e ciò che aziona il movimento del corpo.
Gli spettacoli al Teatro Vascello, al Teatro Brancaccio e a Villa Medici
Il Teatro Vascello presenterà, invece, il coreografo greco Christos Papadopoulos con l’assolo Landless interpretato dal danzatore Georgios Kotsifakis, ma anche la compagnia nazionale di danza della Norvegia Carte Blanche in How Romantic dell’ateniese Katerina Andreou, dato qui in prima italiana.
Al Teatro Brancaccio sarà di scena il Groupe Acrobatique de Tanger in KA-IN di Raphaëlle Boitel, in un misto di hip hop e acrobazia, mentre Villa Medici-Accademia di Francia presenta Lora,un estratto dal lavoro Tordre del coreografo francese Rachid Ouramdane, che ha come protagonista la danzatrice lituana Lora Juodkaite e si declina coniugando dimensione poetica e terapeutica.
Gli spettacoli al Teatro Argentina e al Teatro dell’Opera
Diverse compagnie saranno in scena al Teatro Argentina quali quella dell’asiatica Eun Me-Ahn in Post-Orientalist express, il francese (LA) HORDE/Ballet national de Marseille in Après moi, le déluge, il dialogo scenico della tedesca Sasha Waltz con la violoncellista Anastasia Kobekina per Bach Cello Suite e il revival del dirompente What the body does not remember del fiammingo Wim Vandekeybus.
Un’altra presenza fiamminga approderà sul palcoscenico dell’Opera di Roma (Teatro Costanzi). Si tratta dell’Opera Ballet Vlaanderen nel trittico a firma di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos. Tutt’altra atmosfera al Teatro Olimpico con il Collectif XY in Le Pas du Monde, un rito collettivo che plasma il “ritmo del mondo” attraverso architetture umane e acrobazie.
Gli spettacoli al Mattatoio
Al Mattatoio spazio al francese Boris Charmatz con la prima nazionale di Muette, alla greca Chara Kotsali, allo sloveno Nik Rajsek ma anche agli italiani Roberta Racis, Michael Incarbone, Giacomo Luci, Vidavé Company e Silvia Gribaudi col nuovo Amazzoni.
Sempre negli spazi del Mattatoio anche il progetto DNAppunti Coreografici, destinato ai talenti emergenti, che quest’anno vede quali protagonisti Noemi Piva, Alessandro Paschitto, Giulia Cannas, gruppocorp3 e Riccardo De Simone, quale vincitore dell’edizione 2025, che presenta ora Everybody Has a Fate.
Linguaggi coreutici differenti, quindi, per la 41ma edizione di Romaeuropa Festival, sempre più specchio della creatività contemporanea.
Carmelo A. Zapparrata
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