A Torino nasce il Festival del Paesaggio Fluviale sulle sponde del torrente Sangone
Dal 25 al 27 settembre il quartiere simbolo dell'industria torinese, Mirafiori, si trasforma in un cantiere di arte, natura e partecipazione. Un evento gratuito per riappropriarsi dei luoghi lungo il corso d’acqua
Mirafiori cambia pelle e riparte dalle sponde del Sangone. Dal 25 al 27 settembre la periferia sud di Torino ospita la prima edizione del Festival del Paesaggio Fluviale “Il fiume che ci attraversa”: tre giorni di eventi gratuiti tra laboratori, passeggiate geologiche, performance sonore e incontri pubblici per riscoprire il rapporto tra la città e i suoi corsi d’acqua.
Festival del Paesaggio Fluviale: iniziativa a cadenza biennale
L’iniziativa, a cadenza biennale, è promossa dalla Fondazione della comunità di Mirafiori con Orti Generali e la Città di Torino, all’interno del progetto europeo ClimaGen. L’obiettivo è chiaro: trasformare il fiume da margine trascurato a risorsa viva per il quartiere. “La scelta di far nascere a Mirafiori un Festival del Paesaggio Fluviale con cadenza biennale significa riconoscere nel quartiere un luogo emblematico di trasformazione urbana, dove il rapporto tra acqua, natura e comunità può generare nuove forme di resilienza”, spiegano ad Artribune gli organizzatori. “Il festival si innesta nel percorso del progetto europeo ClimaGen, che sperimenta soluzioni basate sulla natura, rafforza la capacità di adattamento climatico e promuove il coinvolgimento attivo dei cittadini. Anche le curatrici sono state selezionate in coerenza con questa visione. Mirafiori si conferma così un laboratorio a cielo aperto di innovazione ambientale e coesione sociale per tutta la città”.

Arte e scienza sui prati del torrente Sangone
A guidare il progetto sono le curatrici Licia Soldavini, Caterina Selva e Lorenza Manfredi, che hanno costruito un programma capace di far dialogare linguaggi diversi: dalla ricerca accademica all’arte contemporanea, fino alla partecipazione diretta dei residenti. “Nel dare forma al festival, siamo partite da una prospettiva che guarda al fiume come spazio di relazione in cui dimensioni ecologiche, culturali, affettive e politiche si intrecciano”, raccontano ad Artribune le curatrici. “Da qui nasce una proposta che mette in dialogo pratiche artistiche, linguaggi ed esperienze differenti, riconoscendo l’immaginazione come esercizio collettivo e la pluralità della partecipazione come condizione essenziale per la cura dei paesaggi d’acqua. Il festival diventa così uno spazio di incontro, ascolto e confronto, rispecchiando la capacità del fiume di connettere persone, territori e narrazioni”.

Cosa non perdere nei tre giorni di festival
Il programma si sviluppa lungo le sponde del torrente, toccando punti chiave come gli Orti Generali, il Mausoleo della Bela Rosin e l’ex Rifugio Antiaereo. Tra gli appuntamenti principali: le sessioni Swamp Jam di Melma Crew con Radio Banda Larga traducono in musica gli elementi micro-biologici raccolti nel Sangone; poi i Dialoghi Inaspettati, tavoli informali in cui cittadini, amministratori e ricercatori si confrontano direttamente sul futuro del territorio; passeggiate geologiche guidate, attività per famiglie nei parchi ed eventi serali come la proiezione del documentario I ricordi del fiume dei fratelli De Serio.

Un’eredità concreta per Mirafiori Sud
Dopo la grande installazione IDOLO di Mike Nelson, il festival aggiunge, così, un altro tassello alla rinascita culturale di Mirafiori Sud. L’ambizione va oltre la tre giorni di eventi: l’obiettivo è quello di costruire opere pubbliche partecipate, stringere reti internazionali e restituire agli abitanti una nuova consapevolezza del Sangone come bene comune da vivere ogni giorno.
Claudia Giraud
Torino // 25-27 settembre
Festival del Paesaggio Fluviale 2026 Il Fiume che ci attraversa I edizione
Mirafiori sud
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