Alla Biennale di Venezia c’è anche Taiwan. Con un evento collaterale sulla malinconia
L’artista taiwanese Lee Yi-Fan ha ideato un’installazione site specific per riflettere sulla sovrainformazione nella nostra epoca. La trovate a Palazzo delle Prigioni
Per la Biennale di Venezia del 2026, l’evento collaterale di Taiwan sarà curato da Raphael Fonseca e vedrà la partecipazione dell’artista Li Yi-Fan (Taipei, 1989). La mostra, intitolata Screen Melancholy, si terrà al Palazzo delle Prigioni e approfondirà le inquietudini dell’era digitale. Organizzato dal Taipei Fine Arts Museum, la mostra sarà visitabile fino al 22 novembre 2026.
Il progetto taiwanese esplora le ansie e le frustrazioni che derivano dall’interazione umana con i media digitali; il titolo Screen Melancholy si ispira al tema ricorrente della “malinconia”nella storia dell’arte ma è anche un riferimento all’appiattimento della percezione in un mondo sempre più plasmato dal software, e l’artista Li Yi-Fan lo ha tradotto in un ambiente a metà fra virtuale e reale, simile a un labirinto: un’installazione site-specific con un video monocanale nella sala centrale del Palazzo delle Prigioni, completato da diverse sculture umane monumentali collocate nei corridoi. L’opera intende stimolare una riflessione sulla frammentazione dei materiali e sui limiti della conoscenza umana nell’era digitale. Di fronte a un’epoca di sovraccarico di informazioni e flusso costante di immagini, il progetto solleva riflessioni sulla percezione, sulla coscienza soggettiva e su come l’umanità si esprimerà in futuro. La vita è breve, la conoscenza è sconfinata; quando non possiamo comprendere appieno tutto attraverso mezzi razionali o di archivio, forse solo la “malinconia” rimane per rispondere al nostro stato attuale.

L’approccio artistico di Li Yi-Fan
Dopo aver sviluppato a lungo i propri strumenti di produzione video e affinato un approccio creativo noto come digital puppetry, nel 2021 Li Yi-Fan ha iniziato a utilizzare motori grafici in tempo reale per rendere la produzione di animazione un processo più intuitivo, trasformando le immagini in una forma di esplorazione personale e metacognizione. Attraverso il suo lavoro, Li rivela anche le strutture di potere sottostanti all’immaginario, riesamina il rapporto tra l’uomo e la tecnologia video ed esplora come l’immaginario plasmi la percezione umana. Screen Melancholy segna una nuova fase cruciale nella pratica creativa dell’artista. Riunendo anni di ricerca nella tecnologia visiva, l’opera cerca l’essenza dell’umanità nelle lacune dell’apprendimento automatico e dell’intelligenza artificiale generativa, portandoci a riflettere sul nostro attuale stato di conoscenza in espansione e ansia tecnologica.
Le dichiarazioni ufficiali
La direttrice del TFAM, Li-Chen Loh, osserva: “Per anni, il Taipei Fine Arts Museum ha contribuito ai discorsi culturali di diverse epoche attraverso una varietà di strategie espositive, mettendo in luce la peculiarità dell’arte taiwanese nel contesto globale. Quest’anno, la curatrice sta contribuendo ad ampliare il quadro contestuale delle opere dell’artista Li Yi-Fan con una prospettiva che trascende cultura e geografia. Ciò consente all’evento collaterale del TFAM di Taiwan a Venezia di continuare a esplorare nuovi orizzonti nel discorso e nello scambio internazionale. La curatrice e l’artista si concentrano su come reinterpretiamo il mondo e ridefiniamo il nostro posto in esso, poiché le immagini diventano sempre più istantanee e infinitamente replicabili”.
Da parte sua, il curatore Fonseca afferma: “Li Yi-Fan esplora costantemente il rapporto tra artisti e media (o strumenti software), tracciandone l’evoluzione dalla pittura, dal cinema e dall’animazione fino alle immagini generate dall’intelligenza artificiale di oggi. Questo rivela la sua ossessione per la produzione di immagini contemporanea. Quindi, attraverso tecniche umoristiche e assurde, risponde criticamente all’evoluzione degli strumenti di generazione di immagini e alla formazione di una politica dell’immagine. Con il suo prossimo gruppo di opere, mira a stimolare esperienze sensoriali e a cambiare il modo in cui le persone percepiscono il mondo che non esiste”.
Niccolò Lucarelli
Venezia // dal 7 maggio al 22 novembre 2026
Screen Melancholy
PALAZZO DELLE PRIGIONI – Calle Seconda de la Fava, 4209
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati