Sfidare la gravità. Jose Dávila in mostra a Firenze

Riflette sulla materia e sulla forza di gravità l’artista messicano Jose Dávila, in mostra a Firenze negli spazi dell’associazione Base/Progetti per l’arte.

La favola della mela è un simbolo perfetto di come funzionano i sistemi di comunicazione, tra cui la scienza e l’arte. Sistemi che hanno la capacità di agire come veicoli narrativi per introdurre concetti astratti nel regno del quotidiano. Le sculture, all’interno di questa mostra, possono essere viste, al pari di gesti intermedi, a metà tra la distruzione incombente e la permanenza immutabile. È la messa in scena di un istante che si espande all’infinito. In parte è una critica al presente espanso dell’oggi tecnologico, dove tutto sembra che avvenga solo qui e ora, ma anche un modo per riflettere sul nostro passato, sul modo di ricordare e di conseguenza sulle modalità di costruzione del nostro futuro”. Jose Dávila descrive così la sua nuova mostra allestita presso Base/Progetti per l’arte a Firenze – spazio indipendente ideato da un collettivo di artisti che vivono in Toscana.

Jose Dávila. La favola della mela. Exhibition view at BASE, Firenze 2021. Photo Leonardo Morfini

Jose Dávila. La favola della mela. Exhibition view at BASE, Firenze 2021. Photo Leonardo Morfini

CHI È JOSE DÁVILA

Jose Dávila (Guadalajara, 1974) ha studiato architettura presso l’Istituto Tecnológico y de Estudios Superiores de Occidente. L’arte di Dávila esplora l’occupazione spaziale e la natura transitoria delle strutture fisiche, riuscendo a creare installazioni scultoree e opere fotografiche che allo stesso tempo emulano, criticano e rendono omaggio all’arte e all’architettura d’avanguardia del XX secolo. Le opere di Dávila si trovano nelle collezioni permanenti di numerose istituzioni internazionali, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e l’Albright-Knox Museum di Buffalo.

Jose Dávila. La favola della mela. Exhibition view at BASE, Firenze 2021. Photo Leonardo Morfini

Jose Dávila. La favola della mela. Exhibition view at BASE, Firenze 2021. Photo Leonardo Morfini

LA MOSTRA DI DÁVILA A FIRENZE

Il progetto espositivo fiorentino è composto da due installazioni, che rispecchiano la volontà di Dávila di destabilizzare lo spettatore, generando emozioni che oscillano tra il senso di fragilità e quello di resistenza. Riflessi, nitore, colori scuri in contrasto con colori chiari, tremolii leggeri fanno sì che l’opera d’arte parli e manifesti tutta la sua potenza espressiva. Tutto è immobile, silenzioso, ma si ha come la sensazione che qualcosa debba accadere. Leggerezza e pesantezza materica si mescolano, creando dapprima spaesamento, per poi guadagnare un nuovo equilibrio, acuendo il carattere immersivo delle due installazioni.
Il riflesso della sagoma dello spettatore nel palloncino laccato nero della prima opera induce a identificarsi con esso. Chi guarda, diventando un tutt’uno con il palloncino, si sente allo stesso tempo pesante e leggero, oppresso e libero, ancorato a terra attraverso un filo dalla pesantezza di una pietra e da un tubo cavo. La seconda installazione, rappresentata da una mela in bronzo sospesa in aria e collegata da un filo a una roccia, sancisce il richiamo alla scienza e alla religione cristiana. La mela, circondata da un alone di luce naturale, sembra oscillare davanti ai nostri occhi come a voler evocare una coscienza che sembra perduta.

Giada Fanelli

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Giada Fanelli

Giada Fanelli

Giada Fanelli è nata a Lucca ma ha sempre vissuto a Empoli. Si è diplomata al Liceo Artistico ”Leon Battista Alberti” di Firenze e in seguito ha conseguito la laurea in interior design al Design Campus di Firenze. Ha seguito…

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