Cosa vedere alla Berlin Art Week 2026 (che quest’anno passa anche dall’Ambasciata d’Italia)

Dal 9 al 13 settembre Berlino torna a riunire musei, gallerie e spazi indipendenti in uno dei principali appuntamenti europei dedicati all'arte contemporanea. Tra Cattelan, Sakamoto all'Hamburger Bahnhof e Carrie Mae Weems, all'Ambasciata d'Italia un progetto mette in dialogo Caravaggio e Berlinde De Bruyckere


Berlino torna a essere, ancora più del solito, una delle capitali mondiali dell’arte contemporanea. La Berlin Art Week, arrivata alla quindicesima edizione, riunisce dal 9 al 13 settembre circa 120 tra musei, collezioni private, project space, gallerie e altri attori del sistema dell’arte, distribuendo per cinque giorni mostre, performance, talk e aperture speciali in tutta la città.

Il centro simbolico dell’edizione 2026 è il Kulturforum, dove la Neue Nationalgalerie e la Gemäldegalerie ospitano il Berlin Art Week Garten. Ma, come sempre a Berlino, la manifestazione va cercata soprattutto attraversando la città. Alla Neue Nationalgalerie apre NIGHT, la prima grande personale tedesca di Maurizio Cattelan, insignito quest’anno del Preis der Nationalgalerie: fino al 7 marzo 2027, opere storiche come Him, Novecento e La Rivoluzione Siamo Noi dialogano con nuovi lavori e con l’architettura di Mies van der Rohe, in una mostra curata da Lisa Botti con Klaus Biesenbach. All’Hamburger Bahnhof, seeing sound, hearing time, la prima grande retrospettiva europea dedicata a Ryuichi Sakamoto, occupa circa 1.500 metri quadrati delle Rieckhallen fino al 23 maggio 2027, con installazioni in cui dialogano suono, immagine e tecnologia.

Da C/O Berlin arriva invece The Heart of the Matter, la prima ampia retrospettiva berlinese di Carrie Mae Weems, visitabile fino al 3 febbraio 2027 con oltre cento fotografie e video realizzati in più di quarant’anni. Alla Gemäldegalerie Ersan Mondtag e Nadim Samman mettono in scena Alternde Meister, una sorta di Vanitas contemporanea che porta corpi, teatro e performance dentro la collezione degli antichi maestri. E il rinnovato Kino International ospita, il 13 settembre, la prima mondiale di Eternity, il nuovo film di Susanne Regina Meures con la performer Florentina Holzinger e la musicista Peaches.

Caravaggio incontra Berlinde De Bruyckere all’Ambasciata d’Italia

A questo elenco si aggiunge quest’anno un indirizzo inconsueto per una settimana dell’arte: Hiroshimastraße 1, sede dell’Ambasciata d’Italia, che partecipa- prima rappresentanza diplomatica a farlo – al programma ufficiale della Berlin Art Week, all’interno della sezione Featured 2026, con un progetto che mette insieme un capolavoro del Seicento e una delle più importanti scultrici contemporanee europee. La mostra, realizzata insieme a Offsite Arts e curata da Tjioe Meyer-Hecken e Felipe Schwager, porta per la prima volta in Germania la Maddalena in estasi di Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinta intorno al 1606 negli anni drammatici della fuga da Roma. Al dipinto risponde un nuovo lavoro commissionato per l’occasione alla scultrice belga Berlinde De Bruyckere, artista che da decenni indaga il corpo, la vulnerabilità, la trasformazione e l’iconografia religiosa attraverso materiali come cera, tessuti, legno e metallo.

Il progetto nasce intorno a una medesima figura, Maria Maddalena, e alla possibilità di rileggere a quattro secoli di distanza temi come l’estasi, la sofferenza, il desiderio e la metamorfosi del corpo. Conta anche il luogo: le due opere entrano nelle sale monumentali di una sede diplomatica normalmente solo parzialmente accessibile al pubblico. Dopo un’apertura istituzionale il 7 settembre, l’11 settembre la mostra entra pienamente nel programma della Berlin Art Week con la Featured Night, quando l’Ambasciata resterà aperta fino alle 22. Seguiranno aperture al pubblico nel weekend del 12 e 13 settembre e, successivamente, visite su prenotazione fino al 25 settembre.

Opere di Noah Becker (credit Pietro Savorelli)
Opere di Noah Becker (credit Pietro Savorelli)

Da Cattelan a Giulia Andreani: una piccola costellazione italiana nella Art Week

Il progetto Caravaggio–De Bruyckere è però solo il centro di un programma più ampio costruito dall’Ambasciata attorno alla Berlin Art Week. Il 9 settembre, poche ore prima dell’inaugurazione ufficiale alla Neue Nationalgalerie, l’Ambasciata ospita un appuntamento legato a NIGHT di Maurizio Cattelan; il 12 settembre la collaborazione si sposta invece all’Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart, dove l’Ambasciata partecipa al finissage di Sabotage, prima personale istituzionale in Germania di Giulia Andreani. Sono collaborazioni diverse tra loro, ma costruite secondo la stessa logica: non creare un programma italiano parallelo al sistema culturale berlinese, bensì inserirsi nel programma della città e lavorare insieme alle sue istituzioni.

Foto Caravaggio x Berline (con Berlinde de Bruyckere e Elke Buhr). Credit Clemens Porikys
Foto Caravaggio x Berline (con Berlinde de Bruyckere e Elke Buhr). Credit Clemens Porikys

Non solo Berlin Art Week: la svolta contemporanea dell’Ambasciata

L’intenso calendario di settembre non nasce dal nulla. Da quando l’Ambasciatore Bucci si è insediato a Berlino, nel gennaio 2025, la sede diplomatica italiana ha progressivamente rafforzato il proprio ruolo come luogo di produzione e presentazione culturale, con un’attenzione particolare all’arte contemporanea. “Volevamo che l’Ambasciata smettesse di essere solo un luogo di rappresentanza e diventasse un interlocutore vero della scena artistica berlinese“, spiega Bucci. “L’arte contemporanea è oggi uno dei linguaggi più efficaci per raccontare l’Italia in Germania, ed è anche il modo migliore per far dialogare la nostra storia con il presente di una città come Berlino“.

Anche il rapporto con la Biennale di Venezia si è fatto, in questi mesi, più stretto. Lo scorso marzo l’Ambasciata ha ospitato la presentazione del progetto tedesco per la Biennale Arte 2026 (il Padiglione firmato da Henrike Naumann e Sung Tieu, curato da Kathleen Reinhardt, rappresentato per la prima volta solo da artiste donne) alla presenza di Tieu, della curatrice e di Gitte Zschoch, segretaria generale dell’Ifa, l’istituto tedesco che dal 1971 organizza la partecipazione della Germania a Venezia. Un appuntamento che l’Ambasciata intende ora consolidare: il prossimo anno l’idea è ripetere il format anche per la Biennale Architettura, nel tentativo di costruire una piccola tradizione annuale che usi la Biennale come ponte naturale tra le due culture e come vetrina privilegiata per l’Italia a Berlino.

In occasione della Festa della Repubblica è stata inaugurata il 4 giugno Ore piccole. Opere dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, realizzata insieme alla fondazione torinese, con lavori di Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Roberto Cuoghi, Carsten Höller, Elmgreen & Dragset, Micol Assaël, Giulia Cenci, Monia Ben Hamouda e altri artisti. La mostra resta visibile fino al 13 settembre, sovrapponendosi quindi per alcuni giorni alla Berlin Art Week e al progetto Caravaggio–De Bruyckere. A giugno l’Ambasciata aveva inoltre promosso la prima Italian Week in Germania, un programma diffuso di oltre cento appuntamenti che ha messo in rete Ambasciata, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e partner locali in numerose città tedesche, per l’80° anniversario della Repubblica e i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Mostre, cinema, musica, letteratura, gastronomia e incontri hanno costruito una settimana italiana pensata non soltanto come vetrina nazionale, ma come occasione di collaborazione con il territorio.

Da sede diplomatica a spazio culturale

Dietro i singoli appuntamenti c’è una trasformazione più strutturale. Negli ultimi mesi l’Ambasciata ha ripensato anche la propria collezione e il rapporto tra arte e spazi di rappresentanza, facendo entrare nuovi lavori contemporanei accanto alle opere storiche già presenti e costruendo rapporti con musei, fondazioni, gallerie e artisti attivi a Berlino. Un lavoro seguito in prima persona dall’Ambasciatore Bucci, con il supporto del Consigliere Culturale Alfonso Tagliaferri, che ha curato i rapporti con le tante gallerie e istituzioni coinvolte.

Alcuni prestiti danno la misura di questo processo. Una sala raccoglie un importante nucleo di opere di Emilio Vedova provenienti dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova; la Konrad Fischer Galerie ha affidato alla sede lavori di due protagonisti dell’Arte Povera, Giuseppe Penone e Mario Merz; dalla collaborazione con Esther Schipper sono arrivate opere di Rosa Barba, mentre Capitain Petzel ha concesso in prestito quattro opere di Monica Bonvicini; una serie di lavori di Edi Rama (Primo Ministro albanese ma anche, e prima, artista visuale) proviene dalla galleria Societé; Armin Linke, infine, ha concesso all’Ambasciata la sua opera “Negotiation tables”, che era esposta all’ultima Biennale di Berlino, nell’estate 2025: una rete di comodati che, oltre a modificare l’aspetto degli spazi, ha creato un dialogo diretto con alcune delle realtà più consolidate del sistema dell’arte berlinese. È una scelta significativa in una città come Berlino, che possiede un ecosistema artistico ricchissimo ma anche estremamente frammentato, nel quale istituzioni pubbliche, gallerie commerciali, fondazioni, collezioni private e spazi indipendenti convivono e collaborano continuamente.

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