Ravello Festival: la bellezza della musica come presidio culturale in Costiera Amalfitana

Reportage dallo storico festival, dove le sonorità vanno dal barocco al contemporaneo. La grande bellezza in musica a Villa Rufolo: tra poesia e turismo di massa

Da 74 anni va in scena a Ravello uno dei più antichi e prestigiosi festival musicali italiani. Un festival di cui non ci si può che innamorare, innanzitutto per il luogo in cui si svolge. La gran parte degli eventi del Ravello Festival ha come scenario il belvedere affacciato sul mare di Villa Rufolo, residenza nobiliare del pieno Medioevo più unica che rara, nonché luogo privilegiato per immergersi nella riscoperta ottocentesca di quella stagione storica e nell’infatuazione per il Sud Italia da parte di colti viaggiatori oltramontani.

Ravello Festvial. Jan Lisiecki. Photo R. Caramiello
Ravello Festvial. Jan Lisiecki. Photo R. Caramiello

Lo storico Ravello Festival in Costiera Amalfitana

Al piacere dello sguardo si abbina quello dell’udito: alto è da sempre il livello delle esecuzioni proposte e stimolanti i programmi dei concerti, inizialmente incentrati sulla musica di uno dei più illustri visitatori di Ravello, Richard Wagner, e poi sempre più sfaccettati. Lo conferma l’edizione di quest’anno, che si svolge fino al 5 settembre 2026: il ventaglio delle musiche che risuonano a Villa Rufolo (con il magico controcanto delle cicale e di campane in lontananza) va dal barocco (un Orfeo di Monteverdi diretto da Savall, in esclusiva italiana) alla musica contemporanea.

Ravello Festival. Pichon dirige Pygmalion. Photo F. Trocino
Ravello Festival. Pichon dirige Pygmalion. Photo F. Trocino

Schubert e Brahms a Villa Rufolo in Costiera Amalfitana

Il 17 luglio sul palco di Villa Rufolo è salita l’orchestra Pygmalion, diretta dal suo fondatore Raphaël Pichon. Un’orchestra su strumenti antichi, che propone esecuzioni storicamente informate, per un programma dedicato alla musica romantica e tardoromantica (Schubert e Brahms): un approccio che ha ormai una lunga storia anche nel campo dell’interpretazione della musica del XIX Secolo (i London Classical Players furono fondati da Roger Norrington nel 1978). La prima parte, consacrata a Schubert, ha visto curiosamente alternarsi i due movimenti della sinfonia Incompiuta con tre Lieder risalenti a momenti diversi della carriera del compositore, ben interpretati dal baritono Stéphane Degout. È seguita la drammatica prima sinfonia di Brahms, di cui Pichon ha fornito una lettura convincente, che ha privilegiato la chiarezza degli intrecci ed è stata sorretta da una trascinante tensione, che ha raggiunto il culmine nell’ultimo movimento, in cui più esplicito diviene l’omaggio al modello beethoveniano. Encomiabile l’orchestra nel suo complesso, ma menzione d’onore ai violini, ora taglienti ora morbidi, e in particolare al primo violino Sophia Prodanova.

Ravello Festival. Stéphane Degout. Photo F. Trocino
Ravello Festival. Stéphane Degout. Photo F. Trocino

Il recital di Jan Lisiecki al Ravello Festival: la danza al pianoforte

Nella serata del 19 luglio il pianista Jan Lisiecki ha proposto un recital tutto incentrato su musiche legate all’universo della danza, con un programma che ha spaziato tra Otto e Novecento e tra compositori di aree geografiche molto distanti tra loro, dalla Spagna e dalla Polonia all’Argentina. Un ben calibrato accostamento di pagine celebri e meno note, in cui Lisiecki ha potuto mostrare le sue meravigliose qualità d’interprete: sulle fondamenta di un’assoluta perfezione tecnica, il pianista ha costruito una lettura sempre personale e coinvolgente, di grande efficacia sia nei momenti più marcatamente ritmici, che in quelli improntati a un clima elegiaco.

Il Ravello Festival come baluardo culturale in Costiera Amalfitana

Come dimostrano anche le due serate a cui abbiamo assistito, il Ravello Festival è ancora, dopo tanti anni, la punta di diamante della vita culturale della Costiera Amalfitana, nonostante molto, intorno a Villa Rufolo, sia cambiato, e non in meglio: il turismo che invade queste zone è sempre più becero, e lontanissimi sembrano i tempi di Ibsen, Lawrence, Garbo, Vidal; i portafogli dei visitatori sono sempre più gonfi (i prezzi di qualunque cosa sono semplicemente assurdi) e la loro ignoranza sempre più plateale (e talvolta si insinua fin dentro la magia del festival: com’è possibile che a una manifestazione di questo livello una parte del pubblico applauda tra un movimento e l’altro di una sinfonia?). Ancora più convinto è dunque il plauso all’indirizzo della Fondazione Ravello che organizza il festival e gestisce le visite e gli eventi culturali di Villa Rufolo.
Fabrizio Federici

Ravello Festival // fino al 5 settembre 2026
Villa Rufolo, piazza Duomo, Ravello (Salerno)
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Fabrizio Federici

Fabrizio Federici

Fabrizio Federici ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento discutendo una tesi sul collezionista seicentesco Francesco Gualdi. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte…

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