Trasformare il vecchio Stadio di San Siro in un mega museo d’arte contemporanea per installazioni monumentali. Una nuova suggestione a Milano
L’idea affascinante arriva con tanto di render dal blog di architettura e urbanistica Urbanfile, che si inserisce nel dibattito sul futuro prossimo dello stadio di San Siro, destinato a essere dismesso e sostituito da una nuova struttura. Ecco perché l’idea ci convince
Solo qualche mese fa, lo stadio Giuseppe Meazza di Milano è stato oggetto della mostra San Siro. Luogo di Arte, Cultura e Sport. Un titolo emblematico del legame che unisce Milano al suo stadio, inaugurato nel 1926 nel quartiere di San Siro come terreno di proprietà del Milan, nel 1935 acquisito dal Comune di Milano e da quest’ultimo ampliato tra il 1937 e il 1939, per poi andare incontro a diversi rimaneggiamenti, fino alla ristrutturazione intrapresa in vista dei Mondiali di Italia 1990, che dotò la struttura del “terzo anello” e delle caratteristiche travi reticolari rosse di copertura.
Come cambierà l’area di San Siro intorno allo stadio Giuseppe Meazza
Da anni si discute, però, del futuro dello stadio Meazza, struttura ormai obsoleta e destinata a essere sostituita da un nuovo stadio di prossima costruzione – i lavori dovrebbero iniziare nel 2027 e concludersi nel 2031 – che sorgerà accanto al precedente al posto di un parcheggio. A novembre 2025 si è conclusa l’operazione di acquisizione dello stadio e delle aree circostanti da parte di Inter e Milan (il Comune li ha ceduti alle due società: è in corso un’inchiesta per accertare la legittimità della procedura), che hanno rilevato il comparto per circa 197 milioni di euro, per avviare la riqualificazione dell’area. Il nuovo stadio, più piccolo del Meazza, potrà accogliere fino a 71mila persone, e sorgerà a ovest dello stadio attuale; tutt’intorno il masterplan già approvato prevede la realizzazione di aree verdi, percorsi pedonali, spazi pubblici, attività commerciali e servizi. Intanto è iniziato l’iter della Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Il futuro dello stadio Giuseppe Meazza
Il dibattito che nel tempo ha coinvolto studi di architettura, comitati e associazioni di quartiere, urbanisti e intellettuali (persino Vittorio Sgarbi si pronunciò in passato) ha condotto alla decisione di conservare parzialmente la struttura storica, almeno nelle parti di valore storico e architettonico, quindi una parte del secondo anello e le strutture che documentano le fasi di ampliamento dello stadio. Tra le ipotesi al vaglio, c’è quella di trasformare le parti superstiti in un centro commerciale. Ma se invece fosse possibile ipotizzare un destino più roseo per lo storico stadio?
Da stadio a museo per l’arte contemporanea. Una strada percorribile?
Una suggestione accattivante arriva dalle pagine del blog di architettura e urbanistica Urbanfile, che riprende a dà credito all’idea avanzata dal critico e curatore Antonio Grulli: perché non fare del Meazza un museo di arte contemporanea? Il modello di riferimento è la Tate Modern di Londra, risultato di un’ambiziosa operazione di rigenerazione urbana, che ha riqualificato i monumentali spazi dell’ex centrale termoelettrica di Bankside per farne uno dei musei oggi più visitati al mondo.
A Milano, il progetto di riconversione necessiterebbe di grandissimi investimenti, ma consentirebbe di risparmiare sui costi (ingenti) di demolizione, senza compromettere la realizzazione del nuovo impianto. E la struttura peculiare dello stadio, con le sue torri elicoidali, restituirebbe spazi decisamente scenografici da contaminare con l’arte. Senza contare che ci sarebbero dei giganteschi spazi all’interno per sculture all’aperto, su quello che oggi è il campo da gioco. L’idea di fare del vecchio Meazza una Tate Modern italiana può essere convincente? Può superare il micidiale vaglio dei costi?
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