A Milano arriva la prima mostra europea dell’imperdibile artista giapponese Aki Sasamoto

In XYZ, che apre il prossimo il 17 settembre, convergono più di vent’anni di sperimentazione interdisciplinare tra scienza e sentimenti, quotidiano e straordinario

Anche se a una prima occhiata sembra più affine all’analisi empirica, e all’aperta celebrazione della stranezza, la pratica di Aki Sasamoto (Yokohama, 1980) trova il proprio cuore nell’osservazione delle relazioni umane e sociali, nello studio della memoria e dell’emotività. In più di 20 anni di sperimentazione, l’artista giapponese ha infatti illuminato gli anfratti dell’esperienza umana con rigore scientifico, ma mantenendo sempre uno spirito giocoso apertamente tendente all’assurdo. Una ricerca originale in cui convergono scultura, installazione e performance, e che finalmente arriva in Europa e in Italia al Pirelli HangarBicocca di Milano: XYZ, in apertura il 17 settembre, è la prima mostra personale a lei dedicata da un’istituzione europea.

Aki Sasamoto Sprits Cubed, 2020 Veduta dell’installazione, “Thank You Memory: From Cidre to Contemporary Art”, Hirosaki Museum of Contemporary Art, Aomori, 2020 Courtesy Hirosaki Museum of Contemporary Art, Aomori, e Take Ninagawa, Tokyo Foto Naoya Hatakeyama
Aki Sasamoto Sprits Cubed, 2020 Veduta dell’installazione, “Thank You Memory: From Cidre to Contemporary Art”, Hirosaki Museum of Contemporary Art, Aomori, 2020 Courtesy Hirosaki Museum of Contemporary Art, Aomori, e Take Ninagawa, Tokyo Foto Naoya Hatakeyama

Al Pirelli HangarBicocca arriva l’artista giapponese Aki Sasamoto

Un semplice dato di fatto sulle persone in movimento. Prevedi la velocità di invecchiamento di un membro della famiglia e calcola la relativa velocità della frustrazione. Il risultato dovrebbe essere la giusta dose di cura. Esercita la pazienza, è tutta una danza“: le parole di Sasamoto, che da due decenni vive e lavora a New York, riflettono il tono della sua ricerca – enigmatica, riflessiva, non convenzionale. E così è l’esperienza delle sue opere. Prendendo ispirazione tanto dalla danza quanto dalla matematica, ora dalla psicologia e ora dalle scienze ecocomportamentali, l’artista realizza degli ambienti che permettono ai visitatori di esplorare il rapporto tra corpo e spazio attraverso oggetti quotidiani (spesso distorti) che si fanno commentario della vita stessa. E dei suoi problemi.

Aki Sasamoto Ritratto dell’artista Courtesy Bortolami, New York e Take Ninagawa, Tokyo Foto Ben Hagari
Aki Sasamoto Ritratto dell’artista Courtesy Bortolami, New York e Take Ninagawa, Tokyo Foto Ben Hagari

Chi è Aki Sasamoto

Alla base della sua pratica, e quindi della sua prospettiva, c’è un’esperienza fondativa di allontanamento dal contesto familiare: Sasamoto ha lasciato il Giappone prima per il Galles e poi per gli Stati Uniti per studiare matematica, laureandosi però in danza alla Wesleyan University del Connecticut. Proprio attraversola danza e la performance in ambito teatrale si è avvicinata all’arte, completando un master in Arti Visive alla Columbia University’s School of the Arts di New York: affascinata dall’improvvisazione del jazz, si è quindi interessata alle sperimentazioni sonore e gestuali degli Anni Cinquanta e Sessanta studiando John Cage, David Tudor e soprattutto Alvin Lucier. Oggi, dopo aver esposto in molti dei più importanti musei del mondo, è professoressa e direttrice dei Graduate Studies in Scultura alla Yale University School of Art.

Pirelli HangarBicocca presenta “XYZ”, la prima mostra personale di Aki Sasamoto

Curata da Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona, XYZ è una mostra stratificata. A partire dal titolo: le ultime tre lettere dell’alfabeto (che spesso vanno a suggerire delle possibili continuazioni) richiamano le coordinate cartesiane delle tre dimensioni dello spazio e le variabili quantistiche impiegate per descrivere la probabilità che una particella si trovi in un certo punto. Ironicamente, sono anche l’acronimo di eXamine Your Zipper, termine usato per segnalare una cerniera dei pantaloni aperta. Questa pluralità di prospettive viene riportata anche nel percorso di visita dello shed (lo spazio anteriore) del Pirelli HangarBicocca: ci sono installazioni, sculture, video e performance che appartengono a momenti diversi della carriera di Sasamoto. In un modo o nell’altro, però, tutte indagano la complessità delle relazioni e delle norme sociali, e la loro influenza sul corpo e sulla memoria. E tutte parlano il linguaggio della matematica: grafici, linee e meccanismi rotanti tengono accesa la tensione tra dato quantificabile ed esperienza personale.

Aki Sasamoto
Delicate Cycle, 2016 Veduta dell’installazione, “Aki Sasamoto: Delicate Cycle”, SculptureCenter, New York, 2016 Courtesy l’artista, Take Ninagawa, Tokyo, Bortolami, New York e SculptureCenter, New York Foto Kyle Knodell
Aki Sasamoto
Delicate Cycle, 2016 Veduta dell’installazione, “Aki Sasamoto: Delicate Cycle”, SculptureCenter, New York, 2016 Courtesy l’artista, Take Ninagawa, Tokyo, Bortolami, New York e SculptureCenter, New York Foto Kyle Knodell

Alcune opere di Aki Sasamoto all’HangarBicocca di Milano

Cosa possiamo aspettarci di vedere? Tra le opere in mostra ci sono l’installazione cinetica Sounding Lines (2024) con le sue molle motorizzate e le esche da pesca che inglobano utensili da cucina; catch or be caught (2025), una scultura composta da due strutture metalliche che, muovendosi in sequenza alternata, si aprono e chiudono ricordando un fiore o una trappola per granchi; c’è Delicate Cycle (2016), che mette in discussione il concetto di ciclo facendo incontrare delle lavatrici con lo scarabeo stercorario; e la famosa installazione e performance Secrets of My Mother’s Child (2009), che affronta il tema del trauma intergenerazionale con la complessa metafora di una barra metallica sospesa che riprende la funzione matematica X x Y = 1. Si fa evidente in queste opere l’uso dei materiali quotidiani, che emerge anche in Centrifugal March (2012) e Strange Attractors (2010), opera concepita per la Biennale del Whitney Museum che si sviluppa come una costellazione di elementi sospesi, tra tavoli, camere a circuito chiuso e bicchieri incastonati in retine per la frutta.

Aki Sasamoto Sounding Lines, 2024 Veduta dell’installazione, “Sounding Lines”, Para Site, Hong Kong, 2024 Collection of Shane Akeroyd Courtesy l’artista, Take Ninagawa, Tokyo, Bortolami, New York e Para Site, Hong Kong Foto Studio Lights On
Aki Sasamoto Sounding Lines, 2024 Veduta dell’installazione, “Sounding Lines”, Para Site, Hong Kong, 2024 Collection of Shane Akeroyd Courtesy l’artista, Take Ninagawa, Tokyo, Bortolami, New York e Para Site, Hong Kong Foto Studio Lights On

Il calendario di performance e il Public Program della mostra di Aki Sasamoto

Complice la natura performativa dell’opera di Sasamoto, l’HangarBicocca ha organizzato un calendario di azioni e di incontri pubblici da affiancare alla mostra (per la quale c’è anche una nuova monografia approfondita, che riunisce critici e studiosi internazionali che hanno seguito da vicino la sua carriera). Tra settembre e ottobre l’artista verrà quindi al museo per attivare tutte le opere che lo richiedono, incluso il celebre “bar disfunzionale” Wrong Happy Hour, mentre il 22 ottobre Sasamoto sarà in conversazione con il direttore del MUSE di Trento Massimo Bernardi.

Giulia Giaume

Aki Sasamoto – XYZ
A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona
17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027
Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano
Ingresso libero

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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