La Biennale diffonde il regolamento per votare i Leoni dei Visitatori mentre molti artisti e padiglioni rinunciano a concorrere ai premi

Con l’apertura ufficiale della Biennale Arte 2026 arrivano i chiarimenti sulle votazioni che porteranno all’assegnazione dei premi, quest’anno demandate al pubblico. Intanto, in solidarietà con la giuria dimissionaria, oltre 50 artisti e diversi padiglioni si ritirano

Il giorno dell’apertura al pubblico della 61. Esposizione Internazionale d’Arte è arrivato. E la Biennale di Venezia – sempre alla prese con le proteste di chi si oppone alla partecipazione di Russia e Israele – fa i conti con la novità “tecnica” più chiacchierata della vigilia: quest’anno i Leoni saranno assegnati dal pubblico, dopo le dimissioni rassegnate in blocco lo scorso 30 aprile dalla giuria incaricata. Ma come si svolgeranno le votazioni? Con quali regole? E come arginare i rischi connessi a un’idea che, per quanto suggestiva, è decisamente insidiosa (noi li abbiamo elencati qui)?

Si aprono le votazioni del pubblico alla Biennale di Venezia

Con una comunicazione ufficiale, mentre i primi visitatori iniziano a muoversi tra i padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e (si spera) nelle diverse sedi dislocate in città, la Biennale prova a chiarire le cose. Il voto è aperto per tutta la durata della manifestazione, dal 9 maggio al 22 novembre 2026, e i risultati saranno proclamati solo a conclusione della rassegna. Le votazioni saranno valide per assegnare i Leoni dei Visitatori a un artista partecipante alla Mostra Internazionale In Minor Keys di Koyo Kouoh e a una partecipazione Nazionale della 61. Esposizione. Per il Leone destinato a un artista partecipante, i collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipantiAl Leone dei Visitatori per una Partecipazione Nazionale concorrono tutti le partecipazioni nazionali presenti alla 61. Esposizione, come da lista ufficiale.

Chi può partecipare alle votazioni per assegnare i Leoni dei Visitatori? 

Possono votare i titolari di biglietto che hanno visitato entrambe le sedi di mostra (Giardini e Arsenale). La visita delle due sedi sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. All’esito della verifica dell’utilizzo del biglietto per entrambe le sedi, la Biennale invierà via email, da 24 ore dopo l’accesso alla seconda sede, il link per l’espressione del voto. Il sistema di voto garantisce l’anonimato. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione.
Resta da capire, aggiungiamo noi, come si potrà garantire che i padiglioni diffusi in città (alcuni difficili da raggiungere, a meno di non avere un reale interesse nel farlo) non saranno penalizzati da questo sistema, che di fatto può avere il controllo solo sull’accesso ai Giardini e in Arsenale.

La protesta di artisti e padiglioni che rinunciano a concorrere ai Leoni dei Visitatori

Intanto la Biennale, che registra pubblico in crescita nel primo giorno di apertura (circa 10mila i visitatori del 9 maggio, +10% rispetto al 2024), ha già un nuovo problema da affrontare. Con un comunicato congiunto pubblicato su e-flux, infatti, oltre cinquanta artisti della mostra principale e diversi padiglioni nazionali hanno annunciato la rinuncia a concorrere per l’assegnazione dei Leoni dei Visitatori, in solidarietà con la giuria dimissionaria. Tra i nomi dei rinunciatari figurano, per esempio, Guadalupe Maravilla, Eric Baudelaire, Alfredo Jaar, Yto Barrada, Otobong Nkanga, ma l’elenco è lungo; mentre i padiglioni che rifiutano il nuovo sistema di votazione sono quelli di Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Lettonia, Svizzera, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Ecuador, Irlanda, Kosovo, Finlandia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Cipro.
E una domanda ulteriore sorge spontanea: come si comporterà la Biennale davanti a questa rinuncia? Sarà comunque possibile per il pubblico votare gli artisti e i padiglioni che hanno deciso di autoescludersi, sprecando di fatto il proprio voto?

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Redazione

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