In una mostra a Roma un artista disegna un proprio atlante: il corpo diventa mondo
“Prestando il suo corpo al mondo il pittore trasforma il mondo in pittura“. È sulla scia degli scritti di Merleau-Ponty che Luca di Luzio (Roma, 1986) in Atlas ego imago mundi propone una sua personale geografia in cui il corpo diventa paesaggio e mondo, luogo di intersezione tra esperienza sensibile e espressione artistica. Il progetto, elaborato tra il 2015 e il 2023, è oggi al […]
“Prestando il suo corpo al mondo il pittore trasforma il mondo in pittura“. È sulla scia degli scritti di Merleau-Ponty che Luca di Luzio (Roma, 1986) in Atlas ego imago mundi propone una sua personale geografia in cui il corpo diventa paesaggio e mondo, luogo di intersezione tra esperienza sensibile e espressione artistica. Il progetto, elaborato tra il 2015 e il 2023, è oggi al centro dell’omonima mostra, a cura di Anna Cestelli Guidi, che a Palazzo Mattei, sede della Società Geografica italiana – cornice che non poteva essere più appropriata – racconta come l’artista abbia concepito questa sua geografia immaginaria partendo dall’idea del corpo come elemento di unione tra spirito e mondo e, dunque, facendone matrice dello stesso.

Le opere di Luca Di Luzio in mostra alla Società Geografica Italiana di Roma
Le circa 40 carte, tre grandi tele e il volume cartaceo, presentate nei diversi ambienti del palazzo immerso nel verde di Villa Celimontana, sono il prodotto di un rapporto diretto e materiale dell’artista con la superficie pittorica. Un fare creativo gestuale in cui l’opera prende forma attraverso il contatto del corpo con la carta o la tela; processo originale in cui la pelle, divenuta tavolozza, imprimendo il suo segno senza intermediazioni genera letteralmente un nuovo spazio che, è al tempo stesso emanazione e autorappresentazione dell’artista.

Luca di Luzio nelle sue opere si fa alternativamente terra emersa, oceano, ghiacciaio, tracciando una mappa immaginaria che, come scrive Franco Salvatore presidente emerito della Società Geografica Italiana: “non è soltanto una rappresentazione geografica ma una metafora di un viaggio interiore, uno spazio in cui l’osservazione del mondo si intreccia alla percezione di sé”.
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L’uomo vitruviano nel progetto di Luca di Luzio in mostra a Roma
E in questo nuovo umanesimo, in cui il corpo dell’artista diventa effettivamente misura e origine di tutte le cose, non poteva mancare un riferimento all’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci a cui, in realtà, risale l’origine concettuale dell’intero progetto. Non a caso, la potente immagine, che vede l’uomo iscritto nel cerchio del Cosmo e nel quadrato della Terra, è il simbolo riportato da Di Luzio sulla copertina del codice Atlas, punto di partenza del progetto. Libro rilegato artigianalmente, esistente in un unico esemplare, che, raccogliendo le prime mappe create nel 2015, si può definire come un vero e proprio atlante. Nel codice di Di Luzio, però l’oggettività e il rigore scientifico cedono il passo alla soggettività, non solo per la realizzazione di luoghi immaginari, ma anche per il collocarli in un sistema di meridiani e paralleli assolutamente arbitrario che, tuttavia, pur esistendo solo grazie alla fantasia creativa dell’artista, si connota per un rigore tale da generare una forte sensazione di déjà vu in chi lo osserva per la prima volta.
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La pittura come geografia nella poetica di Luca Di Luzio
Così, nella ricerca artistica di Luca Di Luzio la concezione della pittura come geografia diventa un modo per tradurre il caos in ordine, per fare chiarezza e rileggere il rapporto con se stessi in una chiave inedita e originale. E se storicamente come scrive la curatrice Anna Cestelli Guidi “la cartografia è stata il linguaggio del potere e della dominazione, Di Luzio ne ribalta il paradigma perché la sua geografia immaginaria non è una mappa per conquistare ma un atto poetico con cui invita i visitatori a immaginare nuove possibili rappresentazioni di un mondo futuro”.
Ludovica Palmieri
Roma // Fino al 14 maggio 2026
Luca Di Luzio – Atlas Ego Imago Mundi
SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA, Palazzo Mattei in Villa Celimontana,
Via della Navicella 12
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