La mostra dell’artista Marinella Senatore a Milano è una festa di nome e di fatto
Nella sua personale da Mazzoleni l’artista presenta nuove opere tra arazzi e disegni per festeggiare i 40 anni di attività della galleria. La mostra si intitola “FESTA!” e celebra la pratica artistica come atto di condivisione e comunità
Nel corso dei secoli, la festa è stata tante cose: affermazione di potere, rituale religioso, momento di rottura, possibilità di incontro e scambio. Ancora oggi gli eventi collettivi – dai compleanni alle parate nazionali – rappresentano spazi in cui esistono valori condivisi tra i presenti. Per Marinella Senatore (Cava de’ Tirreni, 1977) la pratica artistica stessa è una festa, fondata sul desiderio di coinvolgere l’altro e condividere momenti creativi e costruttivi. E FESTA! è proprio il titolo della sua mostra nello spazio milanese di Mazzoleni, che con la personale dell’artista festeggia anche i suoi 40 anni di attività.

La mostra di Marinella Senatore da Mazzoleni a Milano
Dopo le esposizioni nelle sedi di Torino e Londra rispettivamente nel 2021 e nel 2022, l’artista arriva per la prima volta nella galleria milanese con un corpus di nuovi lavori tra bozzetti, disegni e arazzi. In tutte le opere la tradizione – con i suoi riti, le sue credenze, i suoi personaggi, i suoi luoghi – viene reinterpretata come strumento attivo, capace di generare partecipazione attraverso il recupero di un sapere condiviso e innato.
La festa tra tradizione e arte contemporanea
In particolare, è alla tradizione delle celebrazioni pubbliche del Sei e Settecento che si guarda. Allora, le città si trasformavano in scenografie a cielo aperto, ospitando architetture effimere, giochi di luce e fuochi artificiali, capaci di coinvolgere la cittadinanza benché organizzati dall’alto. Questa dimensione partecipativa è la chiave di lettura di tutta la ricerca di Senatore, così anche le forme delle opere in mostra richiamano quei ricchi scenari barocchi. È il caso dell’arazzo dorato della serie The Theatre of Commons (2025): il colore della superficie e la sua trama fiorata trasportano il visitatore in un teatro del Seicento, tra tendine-sipario, silhouette nere che si muovono in scena e battute come “J’ACCEPTE LA GRANDE AVENTURE D’ETRE MOI”. L’opera stessa, nel suo essere una sorta di stendardo, accetta di essere una presenza mobile, più libera e leggera rispetto a un quadro, capace di attraversare e vivificare lo spazio.
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Il ruolo del paesaggio nelle nuove opere di Marinella Senatore
Questa possibilità di muoversi nello spazio per attivarlo attraverso l’arte e la condivisione trova conferma nella centralità che i paesaggi hanno in tutta la serie degli arazzi. Lo spazio, infatti, da quello urbano a quello naturale, per Senatore non è un semplice sfondo, ma un dispositivo complesso in cui si annodano memoria personale e collettiva, relazioni e conflitti. È un archivio vivo che racconta le microstorie delle comunità – umane e non – che lo abitano. In molti degli arazzi, quindi, le figure e le parole sono immerse in scenari capaci di per sé di generare reazioni e suscitare emozioni: dalle acque calme ai prati giocosi, dalle montagne silenziose agli alberi dove si rifugiano uccellini cantanti.
La collaborazione con la scuola la Chanakya di Mumbai
Per realizzare gli arazzi esposti da Mazzoleni, Senatore ha lavorato insieme alla scuola Chanakya di Mumbai, dedicata alla formazione nelle arti e nei mestieri con una particolare attenzione al lavoro femminile. Tradizionalmente, infatti, in India la tessitura è un “mestiere da uomini”, mentre la scuola Chanakya permette anche alle donne di approcciare questo lavoro collaborando con artisti, case di moda e organizzazioni no profit. Così, sono ormai più di 1000 le donne coinvolte nel corso del tempo da questo percorso educativo, che offre la possibilità di imparare oltre 300 tecniche di ricamo.
Da Mazzoleni c’è anche la Marinella Senatore disegnatrice
Insieme alla serie di opere tessili, in mostra sono esposti bozzetti e disegni in cui si riuniscono le due tematiche chiave dell’esposizione: il rito tradizionale e il paesaggio. Come vedute o cartoline, i disegni a grafite su carta sono piccoli momenti di riflessione personale che quasi si sottraggono alla dimensione condivisa della festa – e che anche in mostra vengono esposti in un ambiente più piccolo, separato dagli arazzi. Si sottraggono alla festa non per negarla, ma per prenderne ancor più consapevolezza; per ragionare sul tema prima di reimmergersi nella celebrazione collettiva, o dopo aver dato tutto.
Vittoria Caprotti
Milano // Fino al 27 giugno 2026
Marinella Senatore. Festa!
MAZZOLENI – Via Senato, 20
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