Luca Di Luzio – Atlas Ego Imago Mundi
Dal 4 al 14 maggio 2026 apre al Palazzetto Mattei in Villa Celimontana a Roma, prestigiosa sede della Società Geografica Italiana, la mostra di Luca Di Luzio “Atlas Ego Imago Mundi” a cura di Anna Cestelli Guidi.
Comunicato stampa
Dal 4 al 14 maggio 2026 apre al Palazzetto Mattei in Villa Celimontana a Roma,
prestigiosa sede della Società Geografica Italiana, la mostra di Luca Di Luzio "Atlas
Ego Imago Mundi" a cura di Anna Cestelli Guidi. Sono esposte più di quaranta
opere, tra carte di diverso formato, tre grandi tele e un libro realizzato dall’artista, a
cui ha lavorato dal 2015 al 2023, presentate per la prima volta tutte insieme per
quest’occasione. Nelle parole della curatrice Anna Cestelli Guidi: Il progetto di Luca
Di Luzio trova nella prestigiosa e splendida sede della Società Geografica Italiana la
sua destinazione ideale, dove si manifesta compiutamente quel cortocircuito tra
immaginazione e realtà, tra la geografia immaginaria dell’artista e la geografia reale
qui conservata, che è all’origine del progetto. Il dialogo tra le mappe di Di Luzio che
si inseriscono nelle spaziose e auliche sale al piano terra, occupando gli spazi già
esistenti - le librerie a parete nella grande Sala del Consiglio, le antiche bacheche
nella sala del mosaico e la sala di lettura- con alcune delle preziose mappe antiche,
ancora immaginarie, appartenenti alla collezione della Società Geografica accentua
la dimensione immaginifica dell’intero progetto. “Atlas Ego Imago Mundi” è una
ricerca artistica inedita in equilibrio tra il linguaggio del corpo ed il linguaggio della
pittura in un reciproco sconfinamento: attraverso un procedimento concettuale il
corpo dell’artista diventa matrice, le sue impronte corporee intrise di colore formano,
sulle tele e sulle carte, isole e continenti, fiumi e valli, istmi e montagne; il corpo
dell’autore è qui protagonista e creatore di mappe sempre diverse, il cartografo di
un’intero atlante sospeso tra realtà ed immaginazione. Atlante immaginario che
diventa così metafora del corpo, considerato non più come punto di contatto tra
l’interiore e l’esteriore, tra l’io e il mondo, ma matrice stessa di ogni mondo possibile,
risolvendo così la separazione tra soggetto ed oggetto. L’Atlante di Di Luzio,
realizzato e rilegato artigianalmente in un libro, è il fulcro dell’intero progetto e viene
esposto insieme alla mappe di varie dimensioni che si presentano come
rappresentazione di terre inesplorate e selvagge, spazi di confine in un gioco continuo
di vuoti e pieni; così la cartografia corporea dell’artista si trasforma in astratto spazio
primordiale. La cartografia e la pittura, sebbene appartengano a linguaggi diversi,
condividono l'aspirazione a rendere visibile l'invisibile, a costruire una visione del
mondo attraverso segni, colori e forme. L'atlante, sia esso geografico o artistico,
diventa uno specchio della percezione e dell’identità, un percorso visivo tra il mondo
esterno e l’interiorità dell’artista scrive il prof. Franco Salvatori, importante geografo
italiano e Presidente Emerito della Società Geografica Italiana, nel testo per
presentare la mostra e che sarà presente insieme al testo critico della curatrice Anna
Cestelli Guidi.
LUCA DI LUZIO
Nasce a Roma nel 1986, dove vive e lavora. Studia all’Accademia di Belle Arti di
Firenze e all’Accademia di Belle Arti di Roma. A partire dal 2015 lavora al progetto
Atlas Ego Imago Mundi, in cui le impronte del suo corpo con il colore vengono
trasformate in un immaginario atlante ed in mappe geografiche. Nel 2016 il progetto
Atlas Ego Imago Mundi viene esposto in due mostre collettive, al MACRO e al
Museo delle Mura, a Roma e nel 2017 in una mostra personale all’Auditorium Parco
della Musica, a Roma. Nello stesso anno espone nella personale From Rome, Great
Far Beyond, Philadelphia (U.S.A). Nel 2020 con lo stesso progetto vince il premio
speciale Utopia del Talent Prize. A partire dal 2020 inizia a lavorare ad un nuovo
progetto, intitolato Lo Stato, in cui le forme di alcuni paesi del mondo diventano
timbri e sono utilizzati come patterns nella creazione di superfici pittoriche. I codici
estetici della geografia, fisica come politica, sono ricorrenti nelle sue ricerche
artistiche, declinati in forme e tecniche differenti nei diversi progetti sviluppati. Nel
2021 presenta le sue ricerche artistiche più importanti in una mostra personale, curata
da Marco Tonelli, alla Galleria Russo a Roma. Tra le mostre collettive a cui ha
partecipato ricordiamo il Premio Cairo, (2022 Palazzo Reale, Milano), AlbumArte 20
x 20 (2020, AlbumArte, Roma), Masters Salon Painting (2017 Royal Academy of
Antwerp (BE)), Labirinto Labirynt (2016, The Eugeniusz Geppert Academy of Art
and Design, Wroclaw (POL)).
SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA
La Società Geografica Italiana viene fondata a Firenze nel 1867 con l’obiettivo di
promuovere la cultura e le conoscenze geografiche e fin dalla sua nascita si impegna
nell’attività di esplorazione delle terre di recente scoperta. Ente morale dal 1869, si
trasferisce a Roma nel 1872, dove ha tuttora sede in un edificio cinquecentesco,
recentemente restaurato – il Palazzetto Mattei – all’interno della Villa Celimontana.
Attualmente l’attività della Società è prevalentemente concentrata sulla promozione
della ricerca scientifica e sulle attività di divulgazione, che vengono realizzate
mediante programmi di studi e ricerche sul territorio e l’ambiente, una vivace attività
editoriale, l’organizzazione di convegni e viaggi di studio e attraverso la stretta
collaborazione con le associazioni ed istituzioni aventi interessi affini e con altre
società geografiche, italiane e straniere.