La Roma del Cinquecento vista con gli occhi di uno straniero. La mostra

Il percorso espositivo riunisce 140 opere tra disegni, stampe e matrici, affiancate da fotografie antiche e contemporanee, per un dialogo tra l'esperienza del viaggio, la pratica del disegno e la costruzione dell'immaginario della Capitale

Rilanciare la ricerca, rafforzare il dialogo con le principali istituzioni internazionali e valorizzare le collezioni: questi sono gli obiettivi di Fabio De Chirico, il nuovo direttore dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma.
A inaugurare il percorso è la mostra Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della Città Eterna, a cura di Tatjana Bartsch, Rita Bernini e Giorgio Marini (con la collaborazione di Julia Cosima Hagge ed Eleonora Magli), che accompagna il pubblico nella Roma del Cinquecento, tra disegni, stampe e matrici ospitate negli spazi del polo romano fino al 7 giugno.

Maarten van Heemskerck, Veduta da Santa Maria in Aracoeli al Colosseo
Maarten van Heemskerck, Veduta da Santa Maria in Aracoeli al Colosseo ©Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett (Dietmar Katz)

La mostra sui disegni di Maarten van Heemskerck all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma

La mostra nasce da un’importante selezione di opere di Maarten van Heemskerck (Heemskerk, Paesi Bassi, 1498 – Haarlem, 1574), provenienti dal Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino. Durante il suo soggiorno romano, tra il 1532 e il 1536, l’artista olandese disegnò rovine, monumenti antichi, paesaggi urbani e sculture classiche, costruendo un archivio visivo di Roma. Dai suoi disegni – tra i primi esempi moderni di rappresentazione sistematica della città – emerge un equilibrio tra osservazione diretta, precisione topografica e invenzione creativa, restituendo l’antico come modello, laboratorio di forme e spazio di sperimentazione artistica.

Maarten van Heemskerck, Testa del Laocoonte ©Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett (Dietmar Katz)
Maarten van Heemskerck, Testa del Laocoonte ©Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett (Dietmar Katz)

Valorizzare e promuovere le collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica

Oltre ai disegni, l’Istituto Centrale per la Grafica presenta più di sessanta opere delle proprie collezioni, tra disegni, stampe, matrici calcografiche e fotografie d’archivio.
Il dialogo si arricchisce grazie a importanti prestiti: guide cinquecentesche e fotografie storiche della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte, una selezione di sculture dai Musei Capitolini e un volumedell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Questi materiali consentono di mettere in relazionela narrazione visiva elaborata dall’artista nel Cinquecento con i modelli reali studiati durante il suo soggiorno, ricostruendo il confronto tra monumento e immagine, tra presenza fisica e traduzione grafica.

L’Istituto Centrale per la Grafica di Roma: luogo di studio, ricerca e tutela

“L’Istituto Centrale per la Grafica si configura come un luogo di studio, ricerca, tutela e promozione del rilevante patrimonio artistico che custodisce”, spiega Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto Centrale per la Grafica“Il recente inserimento nell’ambito della Direzione Generale Musei ne rafforza la dimensione museale e la missione, con l’obiettivo prioritario di valorizzare e rendere sempre più accessibili e condivise le collezioni di straordinario valore che detiene, instaurando un proficuo dialogo con le arti visive contemporanee”.

Roma // Fino al 7 giugno 2026
Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della Città Eterna
ISTITUTO CENTRALE PER LA GRAFICA – Via della Stamperia, 6
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