7 nuovi libri appena usciti per mappare il mondo contemporaneo 

Dal sogno mistico all’intelligenza artificiale: ecco alcune recenti uscite editoriali da non perdere per indagare le trasformazioni della società attraverso piccole e grandi storie

Filosofia, memoir, narrativa breve, saggistica politica e reportage sul lavoro digitale: le nuove uscite editoriali sembrano condividere una stessa urgenza, quella di tornare a interrogare il rapporto tra esperienza individuale e trasformazioni collettive. In modi molto diversi tra loro, provano a decifrare il nostro tempo: dall’angoscia diffusa della contemporaneità alle forme di memoria personale e culturale, fino ai territori meno visibili dell’economia tecnologica. Sette libri molto diversi per tono, forma e ambizione, ma accomunati da uno sguardo attento alle vite, ai gesti e alle idee che attraversano la cultura contemporanea. Un piccolo atlante di storie e pensieri che, ciascuno a suo modo, prova a restituire complessità al presente. 

Dario Moalli 

Contro la società dell’angoscia – Byung-Chul Han 

Byung-Chul Han torna a interrogare una delle materie più pervasive del nostro tempo: l’angoscia. Ma in Contro la società dell’angoscia il filosofo coreano naturalizzato tedesco sposta il baricentro del discorso. Non si limita a diagnosticare il malessere contemporaneo – il sovraccarico informativo, la solitudine, l’ansia da prestazione, l’erosione dell’empatia –, ma prova a individuare una via d’uscita. E questa via ha un nome quasi inattuale: speranza. Il libro si presenta come uno dei suoi testi più accesi e partecipi, meno algido di altri, più esposto emotivamente. Han legge il nostro presente come un eterno adesso saturo di stimoli eppure impoverito nella capacità di dare forma all’esperienza. Pensare, raccontarsi, entrare in relazione: tutto sembra logorato da una pressione continua che riduce il vivere a semplice sopravvivenza. È qui che la speranza irrompe non come consolazione passiva, ma come forza capace di riaprire il tempo, di sottrarlo alla chiusura dell’angoscia. Nel suo confronto serrato con alcuni grandi pensatori del Novecento, Han costruisce una vera e propria mappa teorica della speranza, intesa come energia critica e possibilità di trasformazione. Il punto più interessante del saggio sta proprio in questa torsione: la speranza non è evasione, ma gesto politico e spirituale insieme, facoltà di immaginare che il mondo non sia esaurito nel suo stato presente. 

Contro la società dell’angoscia 
Byung-Chul Han 
Einaudi, 2026 
pag. 112, euro 13 

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Blu ricordo – Emiliano Cribari  

Ci sono libri che raccontano un luogo. E poi ci sono libri che lo ricordano. Blu ricordo di Emiliano Cribari appartiene alla seconda categoria: non una guida sentimentale alla Calabria, ma una geografia intima fatta di fotografie, memorie e frammenti di paesaggio. Il volume nasce dal ritrovamento di alcune vecchie immagini scattate dal nonno dell’autore. Da quel momento prende forma un dialogo silenzioso tra due sguardi separati da quasi settant’anni. Da una parte il viaggio reale di Cribari tra l’Aspromonte, le fiumare e le coste di Diamante; dall’altra il viaggio nel passato custodito nelle fotografie familiari. Il risultato è un libro sospeso tra diario e album, dove la memoria si muove come una corrente sotterranea. La Calabria emerge così non come semplice sfondo geografico, ma come materia viva: terra aspra e luminosa, fatta di partenze e ritorni, di paesi segnati dall’abbandono e da promesse sempre rinnovate. Cribari osserva questi luoghi con lo sguardo del poeta e del fotografo insieme. Le immagini diventano “operaie del tempo”, strumenti capaci di trattenere ciò che scivola via. 

Blu ricordo 
Emiliano Cribari 
Emuse, 2026 
pag. 128, euro 24 

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Blu ricordo, Emiliano Cribari, Emuse, 2026 novità editoriali
Blu ricordo, Emiliano Cribari, Emuse, 2026

Artisti e architetti alla prova dello spazio – Adachiara Zevi 

Tra arte e architettura esiste da sempre una tensione sotterranea, un territorio condiviso ma mai davvero pacificato. In Artisti e architetti alla prova dello spazioAdachiara Zevi affronta questa frizione storica senza cercare scorciatoie concilianti, ma entrando nel vivo di un confronto che riguarda la natura stessa delle due discipline. Il punto di partenza è netto: architettura e arte non sono la stessa cosa, e la loro possibile collaborazione non può nascere dall’annullamento delle differenze. Zevi smonta così due equivoci speculari. Da un lato gli artisti che, nel tentativo di intervenire nello spazio costruito, finiscono per ingrandire semplicemente l’opera, ignorando le complessità del progetto architettonico. Dall’altro gli architetti che, nel desiderio di emanciparsi dalla rigidità funzionalista, scivolano verso una decorazione superficiale delle superfici. Attraverso casi, riflessioni teoriche e incursioni nella storia recente, il volume attraversa il “corpo a corpo” tra le due pratiche negli spazi pubblici, negli allestimenti espositivi e nelle esperienze più radicali – dall’anarchitettura alle ricerche sulla frugalità progettuale. Sullo sfondo si muove una domanda che resta aperta: è possibile una vera “sintesi delle arti” che non riduca l’una a ornamento dell’altra? 

Artisti e architetti alla prova dello spazio 
Adachiara Zevi 
Donzelli Editore, 2026 
pag. 560, euro 50 
ISBN 9788855227407 

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Artisti e architetti alla prova dello spazio, Adachiara Zevi, Donzelli Editore, 2026 

Pioggia di stelle – Hakim Bey 

Per Hakim Bey, il sogno non è un residuo psicologico della notte, ma un territorio di conoscenza. In Pioggia di stelle il pensatore statunitense – noto per il suo anarchismo radicale e spirituale – attraversa tradizioni mistiche lontane tra loro per restituire al sogno una funzione iniziatica, capace di orientare la coscienza verso stati non ordinari. Il libro si muove tra mondi apparentemente inconciliabili: il sufismo visionario di Ibn Arabi, lo sciamanesimo siberiano, le scritture taoiste, le pratiche spirituali della diaspora africana. In questo mosaico di tradizioni, il sogno emerge come spazio immaginale – una dimensione intermedia tra reale e invisibile – dove la conoscenza non viene trasmessa da un maestro vivente, ma può giungere attraverso figure interiori, antenati, maestri lontani nel tempo. Uno dei nuclei più affascinanti del volume riguarda proprio i cosiddetti “libri dei sogni”: testi che non interpretano simboli, ma che – secondo alcune tradizioni – vengono ricevuti direttamente nello stato onirico. Non manuali di decifrazione, dunque, ma rivelazioni. Da qui nasce anche l’idea di un percorso spirituale privo di gerarchie rigide: un sapere che si sottrae al rapporto guru-discepolo per diventare esperienza personale, visionaria. 

Pioggia di stelle 
Hakim Bey 
Shake Edizioni, 2026 
pag. 208, euro 18 

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Pioggia di stelle, Hakim Bey, Shake Edizioni, 2026 

La collezione invisibile – Stefan Zweig 

Cosa rimane di una collezione quando non esiste più? In La collezione invisibile, breve e intensissimo racconto di Stefan Zweig, la risposta non si trova negli oggetti ma nella memoria. Ambientato negli anni drammatici dell’iperinflazione tedesca, il testo racconta l’incontro con un anziano collezionista di stampe che continua a sfogliare con devozione la propria raccolta, ignaro del fatto che la famiglia – travolta dalla crisi economica – abbia venduto da tempo tutte le opere. Le cartelle sono vuote, ma il rituale del collezionare sopravvive: il gesto di aprire l’album, descrivere le immagini, ricordarne i dettagli. La collezione non è più materiale, eppure continua a esistere come forma mentale. Il racconto diventa così una meditazione delicata e malinconica sul senso stesso del collezionismo. Zweig, che fu a sua volta un appassionato raccoglitore di autografi, sa bene che una collezione non è solo accumulo di oggetti rari: è una biografia indiretta, un modo di ordinare il mondo, di sottrarre qualcosa al consumo e all’oblio. Con la sua prosa limpida e psicologicamente finissima, Zweig trasforma una piccola storia privata in un’allegoria più ampia. La perdita della collezione riflette la fragilità della cultura nei momenti di crisi storica. Ma allo stesso tempo rivela una verità più sottile: ciò che davvero conta di una raccolta non è soltanto ciò che possediamo, ma ciò che continuiamo a custodire nella memoria. In poche pagine, La collezione invisibile diventa così una riflessione sull’Europa che scompare, sul valore fragile delle cose e sulla capacità dell’immaginazione di preservarle anche quando il mondo reale le ha già perdute. Un piccolo capolavoro di eleganza narrativa e di umanissima nostalgia. 

La collezione invisibile 
Stefan Zweig 
Luni Editrice, 2026 
pag. 48, euro 10 

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La collezione invisibile, Stefan Zweig, Luni Editrice, 2026 

James Muldoon, Mark Graham, Callum Cant – Nutrire la macchina. Come alimentiamo l’Intelligenza Artificiale 

L’intelligenza artificiale ama presentarsi come immateriale, automatica, quasi magica. Nutrire la macchina fa esattamente il contrario: riporta tutto a terra, tra corpi, turni, salari, traumi, infrastrutture. E soprattutto tra persone. Il merito del libro di James Muldoon, Mark Graham e Callum Cant sta proprio qui: smontare la favola dell’autonomia tecnologica e mostrare il lavoro umano che rende possibile ogni sistema “intelligente”. Basato su oltre duecento interviste e su un ampio lavoro sul campo tra Uganda, Kenya, Islanda e Stati Uniti, il volume segue le vite di annotatori di dati, moderatori di contenuti, ingegneri, magazzinieri, lavoratori della logistica digitale. Figure diversissime, ma accomunate da una condizione di invisibilità strutturale. Dietro i modelli linguistici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli autonomi e le piattaforme sociali non ci sono soltanto algoritmi: ci sono mani, occhi, voci, nervi messi quotidianamente al servizio della macchina. Il libro colpisce soprattutto quando abbandona l’astrazione e si concentra sulle storie individuali. La doppiatrice che scopre di competere con la propria voce sintetizzata senza consenso, la lavoratrice ugandese che addestra sistemi di monitoraggio comportamentale, la moderatrice di contenuti che apprende una notizia familiare tragica mentre visiona immagini violente: sono episodi che restituiscono all’IA il suo costo umano, spesso brutalmente rimosso dalla retorica dell’innovazione. Nutrire la macchina è un saggio politico, ma anche un’operazione di contro-narrazione. Mostra come le disuguaglianze globali vengano incorporate nei processi produttivi dell’intelligenza artificiale e come l’occultamento di questa forza lavoro non sia un effetto collaterale, ma una condizione del sistema. Ne emerge un quadro netto e inquietante: l’IA non elimina il lavoro, lo redistribuisce, lo frammenta, lo precarizza, lo sposta lontano dallo sguardo. 

Nutrire la macchina. Come alimentiamo l’Intelligenza Artificiale 
James Muldoon, Mark Graham, Callum Cant  
Mimesis Edizioni, 2026 
pag. 290, euro 22 

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Nutrire la macchina. Come alimentiamo l’Intelligenza Artificiale, James Muldoon, Mark Graham, Callum Cant   Mimesis Edizioni, 2026 

Io, Liza. L’autobiografia – Liza Minnelli con Michael Feinstein  

Ci sono artisti che hanno attraversato lo spettacolo. E poi ci sono figure come Liza Minnelli, che sembrano incarnarlo. Io, Liza, pubblicato in contemporanea mondiale in occasione del suo ottantesimo compleanno, è la prima autobiografia pienamente autorizzata della performer americana, scritta con l’amico e musicista Michael Feinstein. Un racconto in prima persona che tenta di rimettere ordine tra decenni di mito, pettegolezzi e narrazioni distorte. Figlia di due giganti dello spettacolo – Judy Garland e Vincente Minnelli – Liza nasce letteralmente sotto i riflettori. Ma il libro non è una semplice cronaca di carriera. È piuttosto un viaggio tra palco e vita privata, dove successi clamorosi e cadute dolorose si alternano con il ritmo di un grande numero di cabaret. Dalla New York dei musical agli anni della consacrazione cinematografica con Cabaret, fino alla conquista rarissima dell’EGOT – Emmy, Grammy, Oscar e Tony – Minnelli racconta un’esistenza vissuta sempre all’estremo della scena. Il tono del libro è diretto, ironico, spesso sorprendentemente disarmato. Minnelli parla delle sue relazioni, delle malattie, delle dipendenze, degli aborti spontanei e dei divorzi senza indulgere nella retorica confessionale. Piuttosto, restituisce la propria storia come una continua capacità di ricominciare. La cifra che emerge è quella di una vitalità ostinata: la convinzione che, anche nei momenti più bui, sia possibile trovare un “arcobaleno”, se si sa dove guardare. 

Io, Liza. L’autobiografia 
Liza Minnelli con Michael Feinstein 
Rizzoli, 2026 
pag. 512, euro 35 

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Io, Liza. L’autobiografia, Liza Minnelli con Michael Feinstein, Rizzoli, 2026


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Dario Moalli

Dario Moalli

Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello…

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