Il progetto Monasteri dell’Arte ripensa i luoghi della spiritualità come residenza artistica. Per l’Italia c’è Parma
Si terrà all’Abbazia di Valserena la prima residenza artistica del progetto europeo che coinvolge, oltre all’Italia, Bulgaria, Albania, Ungheria e Cipro. Per creare una rete di Monasteri dell’Arte intesi come spazi culturali di rigenerazione del territorio
Guardare al monastero come centro di produzione e promozione artistica e culturale. Un tempo, come oggi. Nel Medioevo, i monasteri benedettini, cluniacensi e cistercensi rappresentavano poli di conoscenza, resilienza e organizzazione sociale. E il progetto MON-ART, nato nell’ambito dell’operazione Creative Europe si propone di restituire ad alcuni di questi luoghi – che si sono preservati nel tempo, diventando parte del patrimonio storico e culturale di molti territori italiani ed europei – la vocazione artistica che portano in dote.
Nasce il circuito Monasteri dell’Arte. Un progetto europeo tra arte e spiritualità
Ripensandoli, dunque, come tappe di una rete di Monasteri dell’Arte, intesi come spazi culturali che utilizzano la creatività come strumento di attivazione territoriale. Il progetto ha trovato terreno fertile nel Parmense, dove l’Università di Parma si è fatta capofila dell’iniziativa per l’Italia, attraverso il suo Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Csac). Ma in quanto operazione di cooperazione culturale internazionale su base europea, la messa in opera coinvolge artisti e istituzioni di diversi Paesi, per il triennio che si concluderà nel 2028: oltre all’Italia, partecipano Ungheria, Bulgaria, Albania e Cipro, per creare un ponte culturale tra arte contemporanea, patrimonio materiale e comunità locali, attraverso residenze artistiche, mostre, incontri e progetti educativi. Tutti rivolti a mettere in dialogo la creatività con i luoghi storici della spiritualità europea.
L’Abbazia di Valserena a Parma
A Parma si punta a valorizzare l’Abbazia di Valserena e i quartieri San Leonardo e Cortile San Michele. E si parte proprio dall’ex abbazia cistercense nota impropriamente come Certosa di Parma in riferimento all’omonimo romanzo di Stendhal. Fondato nel 1289 durante il pontificato di papa Bonifacio VIII, il complesso monastico sorse sulla via che già in epoca romana collegava Parma al Po: ampliato e modificato nel corso dei secoli, il monastero fu secolarizzato in epoca napoleonica, e da allora la chiesa è sconsacrata (è stata nel recente passato sede di guarnigione militare, fabbrica di conserve, ricovero di attrezzi agricoli, fino al restauro iniziato nel corso degli Anni Ottanta, che ha portato anche al completo recupero degli spazi monastici).
La residenza artistica all’Abbazia di Valserena. La call per artisti
Oggi, l’abbazia si raggiunge nella zona industriale di Paradigna, a pochi minuti dal centro di Parma; ed è sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. Il complesso sarà sede della residenza artistica promossa tramite il circuito Monasteri dell’Arte e gestita da Mimesis Edizioni, ed è già attiva la call per artiste e artisti interessati a partecipare al progetto (candidature aperte fino al 15 maggio 2026: qui il bando), sviluppando interventi di arte pubblica e partecipata a stretto contatto con il territorio e con le comunità locali.
La residenza artistica avrà una forte connessione con il quartiere San Leonardo di Parma, al centro dell’iniziativa Raccontaci San Leonardo, promossa in collaborazione con le associazioni del territorio, che invita giovani artisti di Parma a raccogliere materiali, testimonianze e documentazioni utili a raccontare il quartiere. Il materiale raccolto sarà di supporto per gli artisti in residenza all’Abbazia. Elemento centrale della residenza – e di quelle analoghe che saranno promosse negli altri Paesi partecipanti – è infatti la figura dell’Artista della rigenerazione, un profilo professionale “che coniuga sensibilità artistica, afflato partecipativo e impegno civico”.
Le residenze previste dal progetto costituiscono piattaforme di co-creazione tra artisti e comunità locali, finalizzate alla riattivazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e alla sperimentazione di pratiche sostenibili e modelli di economia circolare. Con l’idea di aprire un percorso di sviluppo culturale territoriale replicabile. Oltre alle attività immediate, quindi, MON-ART istituirà il MonArt Network (MAN): una piattaforma europea permanente progettata per consolidare i risultati, diffondere le metodologie e garantire che il modello dei Monasteri dell’Arte possa essere replicato in Europa e oltre.
Livia Montagnoli
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