Il grande festival di Parma sulla creatività contemporanea festeggia i suoi primi 10 anni: gli eventi da vedere 

 Il festival della creatività contemporanea Parma 360 trasforma la città in un museo diffuso: mostre ed eventi celebrano i dieci anni della rassegna, indagando il tema della luce dalla fotografia all’illustrazione

Nell’arte la luce è elemento chiave da sempre: dai chiaroscuri classici alla luce solare impressionista, fino ai neon contemporanei, modella la materia e interagisce con lo spazio. Per questo non esiste tema migliore che le curatrici del Parma 360 Festival, Chiara Canali e Camilla Mineo, potessero scegliere per la  decima edizione. Per l’esattezza il titolo della rassegna di quest’anno è Lux. Visioni sulla Luce e le cinque mostre dislocate in luoghi speciali “illuminano” la città come fosse un museo diffuso. I numeri raccolti dal festival nelle precedenti nove edizioni (dal 2016 al 2025) sono davvero enormi con più di 70 mostre ufficiali ed oltre 200 artisti coinvolti. Una delle peculiarità di Parma 360 Festival è che tra i concetti chiave del progetto ci sono la  rigenerazione urbana  e la  rifunzionalizzazione degli spazi cittadini. I progetti e le mostre, che vi raccontiamo di seguito, sono quindi interventi site-specific mirati anche rispetto al luogo in cui vengono resi fruibili. 

Antonio Barrese. Morphology  Light. Viaggio nella forma della luce, installation view, Galleria San Ludovico, parma, 2026. COurtesy Parma 360 Festival
Antonio Barrese. Morphology  Light. Viaggio nella forma della luce, installation view, Galleria San Ludovico, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Galleria San Ludovico – Antonio Barrese 

Il consiglio è quello di iniziare il percorso espositivo della rassegna partendo dalla  Galleria San Ludovico in Borgo del Parmigianino  che ospita Morphology  Light. Viaggio nella forma della luce di  Antonio Barrese (Milano, 1945), figura centrale nel panorama della  sperimentazione artistica  tra design, arte, cultura scientifica e percezione visiva. Esposto in galleria c’è uno dei nuclei fondanti del lavoro dell’artista milanese, ovvero l’indagine sulla luce come materia plastica, come fenomeno fisico e come struttura percettiva capace di generare forma.  Attraverso le opere di Barrese la luce si espande nello  spazio architettonico della galleria e dialoga con la storia e la sua ambientazione: è come se l’edificio stesso, con la sua forte identità, diventasse in qualche modo parte dell’opera. Barrese, tra i fondatori del gruppo MID (Mutamento Immagine Dimensione), intende l’opera come un dispositivo dinamico ed è uno specialista nel modellare gli spazi immateriali allo scopo di alterare la percezione dell’ambiente, e in un gioco continuo di riflessi, rifrazione, diffusione e interferenze propone in modo impeccabile un  processo energico. Con lui la luce diventa volume, materia, modella superfici e altera la percezione dell’ambiente.  
 
Parma // fino al 2 giugno 
Antonio Barrese. Morphology  Light. Viaggio nella forma della luce 
GALLERIA SAN LUDOVICO – Borgo del Parmigianino, 2 
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Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce, installation view, Palazzo Pigorini, Parma, 2026. COurtesy Parma 360 Festival
Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce, installation view, Palazzo Pigorini, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Palazzo Pigorini – Michael Kenna 

Luce assoluta protagonista anche a Palazzo Pigorini con la mostra fotografica di  Michael  Kenna  (Widnes, 1953) intitolata Il fiume Po. Scritture di luce, a cura di Sandro Parmiggiani. La  mostra fotografica nei dieci anni di Parma 360 Festival è stata sempre una costante e quest’anno vanta la presenza di un artista come il fotografo inglese che, come pochi altri, fa della luce la sua poetica. Il progetto nasce da una lunga frequentazione del territorio da parte di  Kenna e da un rapporto che negli anni – lo racconta lo stesso  Kenna  nella video intervista di 15 minuti che accompagna la mostra – ha progressivamente costruito con il fiume stesso e i suoi paesaggi mutevoli. “Come si può non essere colpiti dal grande fiume Po?È potente, bello, carismatico e possiede un’attrazione singolare e magnetica”,  racconta. Gli scatti di Kenna nascono da un  approccio lento e contemplativo  di mille scorsi sul Po, il grande fiume. Intorno ad esso le Scritture di luce di  Kenna  si rivelano attraverso un linguaggio fatto di silenzi, contemplazione ed equilibrio. La nebbia diventa un elemento lattiginoso,  il bianco e nero delle fotografie assume toni quasi onirici, il contrasto luce e ombra ci conquista.   Esposte nelle sale del piano nobile del palazzo ci sono 70 delle 100 fotografie tutte realizzate tra il 2007 ed il 2019 che compongono il libro Il fiume Po di Corsiero editore, che raccoglie uno dei progetti più significativi che il grande fotografo inglese abbia mai dedicato all’Italia.  Kenna  con l’obiettivo della sua macchina fotografica ci restituisce un Po potente, bello, carismatico, pieno di luoghi abbandonati e riscoperti.   Un “vecchio saggio” che da Torino scende fino alle nostre terre raccontato con la delicatezza e la forza insieme di un grande artista.  
 
Parma // fino al 2 giugno 
Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce 
PALAZZO PIGORINI – Str. della Repubblica 29A 
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Quadrifluox, installation view, Palazzo Pigorini, Parma, 2026. Courtesy Parma 360 Festival
Quadrifluox, installation view, Palazzo Pigorini, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Palazzo Pigorini – Quadrifluox  

Salendo di un piano, sempre a Palazzo Pigorini, ci sono altre due delle mostre che compongono il tassello del Festival. La prima è Quadrifluox a cura di  Piergiuseppe  Molinar  (1972) che presenta un percorso espositivo che restituisce l’evoluzione della ricerca attraverso una selezione di opere stampate.  È  una mostra che nasce da un concetto molto semplice: dimostrare che l’inchiostro non deve limitarsi ad assorbire la luce ma che può generarla. Il titolo Quadrifluox è sinonimo di miscela di inchiostri fluorescenti nella stampa di quadricromia Offset e in mostra vengono raccontate tutte le molteplici combinazioni che il sistema è in grado di produrre attraverso una ricca dotazione di tavole cromatiche. Il filo conduttore è il colore. Sotto la luce di Wood le immagini si accendono e hanno vita nuova. In questo progetto la  fluorescenza  non è un effetto speciale ma è parte integrante delle opere realizzate da un insieme di creativi e di grafici. In mostra sono visibili, tra gli altri, lavori degli illustratori Elisa Talentino, Matteo Berton, Bikini, Davide Saraceno, Francesco  Poroli, Riccardo Guasco, Daniele  Catalli, Jacopo Rosati, Madeleine  Frochaux e  Marzo Cazzato.  
 
Parma // fino al 2 giugno 
Quadrifluox: e l’inchiostro divenne luce 
PALAZZO PIGORINI – Str. della Repubblica 29A 
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Una nuova luce. Installation view della mostra a Palazzo Pigorini, Parma, 2026. Courtesy Parma 360 Festival
Una nuova luce. Installation view della mostra a Palazzo Pigorini, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Palazzo Pigorini – Una nuova luce 

La seconda esposizione in questo piano del palazzo di Via Repubblica ci porta nel mondo dell’illustrazione francese, per tradizione decisamente più produttivo del nostro, in termini di quantità. Oltralpe il  fumetto d’autore, l’illustrazione editoriale come quella per l’infanzia sono da sempre una vera e propria forma d’arte, spesso equiparati alla letteratura scritta. Da tradizione il Parma 360 Festival dà sempre spazio all’illustrazione e per la mostra dal titolo Una nuova luce, a cura di Galleria  Caracol, ha scelto di portare per la prima volta in Italia tre protagonisti dell’illustrazione francese contemporanea:  Jean  Mallard,  Clément  Thoby   e Florian  Pigé. La mostra mette in dialogo tre ricerche differenti, accomunate da un uso della luce preponderante che diventa materia narrativa e principio generativo dell’immagine. Tutti e tre sono astri nascenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione.  Jean Mallard (Parigi, 1997), tra i nomi più riconosciuti della nuova scena francese, a soli 29 anni lavora già a livelli altissimi, costruisce con l’acquerello  paesaggi visionari e stratificati, attraversati da una moltitudine di dettagli e  micronarrazioni. È l’unico dei tre che ha già esposto in Italia, a Venezia lo scorso anno.  Clément  Thoby (Nantes, 1991), illustratore pubblicato su importanti testate internazionali quali come The New Yorker, The New York Times e Le Monde, rilegge l’eredità dei Fauves attraverso  atmosfere morbide e cinematografiche, in cui la luce costruisce profondità e sospensione.  Florian  Pigé, il più giovane, ha già una mano felicissima e utilizza il pastello per creare una luce intima e avvolgente, capace di modellare i volumi e sospendere la scena in un tempo dilatato. Sono tutti autori che lavorano a mano, senza nulla di digitale e impressiona la capacità di lavorare su dettagli micro all’interno di paesaggi ampi. Sempre all’interno delle sale di Palazzo Pigorini è presentata inoltre una selezione di opere tratte dalla mostra Draw the Light,  realizzata presso il Lumen Museum nel 2022 in occasione della prima edizione di Ripido Festival a Brunico. La domanda che ha generato la mostra è questa: “È  possibile disegnare la luce?” A partire da questo tema astratto, ogni autore ha sviluppato una propria interpretazione, trasformando la luce in segno, atmosfera o narrazione.  

Parma // fino al 2 giugno 
Jean  Mallard,  Clément  Thoby  e Florian  Pigé. Una nuova luce 
PALAZZO PIGORINI – Str. della Repubblica 29A 
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Duo ES. Del Sublime, installation view, Torrione Visconteo, Parma, 2026. Courtesy Parma 360 Festival
Duo ES. Del Sublime, installation view, Torrione Visconteo, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Torrione Visconteo – Duo ES 

Le mostre di Parma 360 Festival proseguono all’interno del Torrione Visconteo con il progetto multimediale del Duo ES, ovvero  Nicola Evangelisti  (Bologna, 1972)  e  Silvia  Serenari  (Piombino, 1974). Il titolo del lavoro dei due artisti è Sublime di cui esplora il concetto nell’arte contemporanea. I Greci fin dai tempi di Platone davano come concetto originario del sublime quello di “alto”, “elevato”: sublime era ciò che li induceva a elevare lo sguardo verso un empireo ideale. La tensione verticale, in questa mostra, viene attivata dalla percezione dei “rosoni di luce” proiettati sulla volta del seminterrato del Torrione e conduce i visitatori in un  percorso  ascensionale  lungo i quattro livelli della Torre. Evangelisti e Serenari ci conducono, con questo progetto, in una sorta di “oltre” della mente, tra opere in black light art realizzate con vernici fosforescenti, iridi umane che diventano metafore del rosone o dell’oculus architettonico. Segue il trittico delle spirali auree di Evangelisti, tre strutture spaziali di cristallo e specchi incisi e retro illuminati che vogliono raccontare di una tensione tra ordine e caos e ancora, al quarto piano del Torrione, una fotoceramica del Duo ES, due opere tridimensionali di Silvia  Serenari  che rappresentano il Sublime.  Le  musiche di Evangelisti accompagnano la visione delle opere in una visione trascendentale tra scienza e spiritualità.  

Parma // fino al 2 giugno 
Duo ES. Del Sublime 
TORRIONE VISCONTEO – Via dei Farnese 23 
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Synthetic Horizons, installation view, Casa del Suono, Parma, 2026. Courtesy Parma 360 Festival
Synthetic Horizons, installation view, Casa del Suono, Parma, 2026. Photo Massimo Dall’Argine. Courtesy Parma 360 Festival

Casa del Suono – Synthetic Horizons 

A completare la ricchissima offerta quest’anno di Parma 360 Festival c’è, alla Casa del Suono, Synthetic Horizons, una sorta di indagine sulle nuove forme dell’immaginazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale. La mostra, a cura di  Chiara Canali, riunisce sei  artisti under 35  che utilizzano l’IA non come semplice tecnologia generativa, ma come lente cognitiva, poetica e critica attraverso cui interrogare i concetti di autorialità, memoria, corpo e futuro. Le opere – macchine sonore, video, installazioni immersive, sculture di dati e narrazioni transmediali – delineano un nuovo paesaggio sensibile in cui il linguaggio della macchina diventa materia estetica.   

Parma // fino al 2 giugno
Synthetic Horizons 
CASA DEL SUONO – Piazzale Salvo D’Acquisto 11 
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Caterina Orzi, Fiori di Luce. Courtesy Parma 360 Festival
Caterina Orzi, Fiori di Luce. Courtesy Parma 360 Festival

Starhotels du Parc – Caterina Orzi 

E infine Fiori di Luce di  Caterina Orzi  (Parma, 1958), artista e fotografa parmigiana, che nel corso della sua ricerca ha attraversato tecniche diverse ma mettendo sempre al centro della sua ricerca e del suo lavoro la natura con i suoi  colori brillanti o tenui. Le fotografie della serie  Fiori di Luce  presentano una ricerca coerente sulla luce come elemento generativo capace di trasformare frammenti vegetali in presenze quasi scultoree.   

Parma // fino al 2 giugno 
Caterina Orzi. Fiori di Luce 
STARHOTELS DU PARC – Viale Piacenza 12/c 
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L’arte diffusa di Parma 360 Festival 

Nel suo decennale Parma 360 Festival si conferma un appuntamento sempre più urgente nel panorama attuale. Creare mostre di così alto livello ed  eventi diffusi  in luoghi da riscoprire della città è già di per sé lodevole. Quest’anno, poi, l’invito del Festival è quello di ricoprire, in un mondo saturo di immagini, la luce come linguaggio universale, mezzo espressivo e materia più viva che mai.  

Francesca  Galafassi  

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