A Roma partono i cantieri per un nuovo pezzo di Metro C. Due nuove archeostazioni e fermate per Maxxi e Auditorium
La recente apertura delle stazioni Colosseo e Porta Metronia della Metro C ha riscosso grande consenso e stupore per la qualità dei ritrovamenti musealizzati. Ma la linea metropolitana che entro il 2037 raggiungerà il Palazzo della Farnesina tocca molti altri punti di interesse storico-artistico
Da quando ha inaugurato, lo scorso dicembre, la nuova fermata Colosseo della metro C accoglie non solo i pendolari in transito, ma anche tanti curiosi – turisti e romani – attratti dall’eccezionalità della stazione-museo, pensata per valorizzare i reperti archeologici portati alla luce durante il cantiere di scavo, che ha sbancato il Clivo di Acilio e il Clivo di Venere Felice. Tra teche museali, ledwall, pannelli interattivi e la ricostruzione del contesto ideale per comprendere la scoperta forse più incredibile del lotto, consistente in 28 pozzi di età repubblicana, 19 dei quali rivestiti con lastre tufacee ancora intatte.
Accoglienza analoga, pur ad affluenza ridotta per la minor importanza dello snodo, è stata riservata alla fermata Porta Metronia, stazione di mezzo tra San Giovanni e Colosseo lungo i 4 chilometri di tracciato finalmente fruibili dopo 12 anni di lavori. In questo caso, l’operazione stazione-museo si concretizzerà nel corso del 2026 (già all’inizio della primavera?), con l’inaugurazione di uno spazio museale vero e proprio per facilitare il percorso tra gli ambienti della Caserma risalente all’epoca di Traiano emersa nel 2017, che accanto agli alloggi dei soldati rivela la Domus del Comandante e la casa del centurione con il suo apparato decorativo musivo.
La line C della metropolitana di Roma a Piazza Venezia
Ma il percorso della linea metropolitana C, che vede al lavoro il gruppo Webuild, toccherà in futuro molti altri punti di interesse storico-artistico. A partire dall’ambiziosa archeostazione di Piazza Venezia, dove il cantiere è attivo già dal 2023 e fa i conti con gli incredibili ritrovamenti archeologici dell’area. Finanziata con 700 milioni di euro (a fronte di una spesa media di 100-150 milioni per stazione), la struttura sarà costituita da otto piani interrati, scendendo oltre i 45 metri di profondità sotto il piano stradale e incontrando l’inizio dell’antica via Flaminia. La stazione valorizzerà, dunque, la stratificazione urbanistica che contraddistingue la storia di Roma, tra resti di insulae, strade basolate e fornaci medievali per fare del marmo di riuso calce viva da costruzione. La complessità dell’intervento determina la durata dei lavori, che termineranno solo tra il 2035 e il 2036. In superficie, intanto, il cantiere che negli ultimi anni ha decisamente modificato la geografia di uno snodo centrale del tessuto urbano ha iniziato a ospitare interventi di arte contemporanea site-specific, nell’ambito del progetto che riveste i dieci silos monumentali che svettano al centro della piazza con lavori inediti (a rotazione) di artisti romani.
Il percorso della linea C della metropolitana di Roma. I nuovi cantieri
La metro C proseguirà, poi, alla volta del quadrante nord-ovest della città. E proprio in questi giorni (l il 25 febbraio) partono i cantieri per la realizzazione della tratta T2 con le 4 fermate Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini. Entro luglio 2026, invece, inizieranno i cantieri della tratta T1 con le stazioni Auditorium e Farnesina. Complessivamente, le opere della Linea C nelle tratte oltre Piazza Venezia hanno un valore di oltre 3 miliardi di euro, e allungheranno il tracciato di circa 7 chilometri, con 6 nuove stazioni (a completamento, la Linea C arriverà a 31 stazioni). I lavori – che determineranno, come prevedibile, modifiche alla viabilità di superficie – termineranno nel 2037, ma l’Amministrazione punta a “un’ottimizzazione dei tempi per anticipare la fine delle lavorazioni al 2036”.

La fermata Chiesa Nuova della Metro C
Anche le fermate di Chiesa Nuova e Piazza Pia sono state pensate come archeostazioni, con un volume totale di 165mila metri cubi di scavo archeologico. A Piazza della Chiesa Nuova – che si apre lungo Corso Vittorio Emanuele II a congiungere il dedalo di vicoli del rione Parione (dov’è Piazza Navona) con il sistema del rione Ponte, in direzione di Castel Sant’Angelo, e quello del più piccolo rione Regola, che conduce verso Palazzo Farnese e il Tevere – l’intervento dovrà avere, su prescrizione della Soprintendenza, un impatto contenuto, integrando ingressi e uscite nei volumi concessi per non intaccare l’armonia del contesto. Sulla piazza pedonale insiste, infatti, la cosiddetta “chiesa nuova” – intitolata a Santa Maria in Vallicella – che Filippo Neri fece edificare nel Cinquecento in luogo di una più antica chieda medievale. La gestazione dei lavori fu lunga, e si protrasse ben oltre la morte del Cardinale, poi canonizzato: ancora nel 1650, Pietro da Cortona intervenne per modificare la cupola, che affrescò all’interno, lavorando anche alla decorazione della volta della navata centrale, con l’affresco raffigurante la Madonna e san Filippo Neri. Entrando in chiesa si scoprono anche i dipinti di Rubens per l’altar maggiore e per il presbiterio, e – tra gli altri capolavori – una Visitazione di Federico Barocci nell’omonima Cappella. Ma la piazza deve la sua fama anche a Francesco Borromini, che tra il 1637 e il 1667 realizzò l’Oratorio dei Filippini – magistrale esempio del barocco borrominiano – accanto alla chiesa dell’Ordine. Prima dell’apertura di Corso Vittorio, nel 1885, chiesa e oratorio affacciavano su una piccola piazza chiusa; mentre ai lavori di restauro del 2006 si deve l’attuale assetto del piazzale odierno, che la nuova stazione si propone di non minare.

La fermata Piazza Pia della Metro C
Anche la stazione Piazza Pia – Castel Sant’Angelo toccherà un’area sensibile. L’uscita, sulla piazza pedonale inaugurata alla fine del 2024, permetterà di avere un colpo d’occhio immediato su Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione, con la vista a spaziare fino alla Basilica di San Pietro. Nuovamente si tornerà a scavare dopo la chiusura del cantiere giubilare; la stazione proporrà, secondo il modello di Porta Metronia, Colosseo e Piazza Venezia, spazi musealizzati con l’esposizione dei ritrovamenti portati alla luce dai lavori.
La linea si inoltrerà poi nel cuore di Prati, raggiungendo il quartiere della Vittoria, tra Viale Giuseppe Mazzini, Via Monte Santo e Via Giunio Bazzoni. La sfida della costruzione della stazione è rappresentata dalla forte densità urbana dell’area interessata: la stazione Mazzini si svilupperà su 5 piani interrati, per una profondità di scavo di circa 33 metri.
Verso Auditorium e Farnesina
Le ultime due fermate della linea si confronteranno, invece, con ulteriori fasi storiche di Roma. La stazione Auditorium sorgerà nei pressi dell’Auditorium Parco della Musica e del Palazzetto dello Sport, portando la metropolitana anche in prossimità del MAXXI. Mentre la fermata Farnesina consentirà un collegamento più rapido con il Foro Italico, lo Stadio Olimpico, nonché con il Ministero degli Esteri ospitato al Palazzo della Farnesina progettato negli Anni Trenta da Enrico Del Debbio, Arnaldo Foschini e Vittorio Ballio Morpurgo.
Livia Montagnoli
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