Il teatro di Hermann Nitsch. Una mostra e un’opera sinfonica a margine della fiera ArtVerona

Incontro con l’artista austriaco nelle sale del Museo AMO, che mette in scena una retrospettiva dedicata al suo rapporto con il teatro. Come ci spiega il curatore Hubert Clocker

Hermann Nitsch in mostra a Verona
Hermann Nitsch in mostra a Verona

Come si produce un’opera d’arte totale se non posizionandosi nella massima prossimità all’esistenza, con tutti e cinque i sensi, senza mollare la presa, fino a risalire al suo nucleo pulsante, scandagliandone tutti gli aspetti, dalle pulsioni sotterranee preconsce, alla dimensione linguistica del simbolico, dall’idillio al tragico, dalla brutalità senza redenzione al sacrificio mistico, alla trasfigurazione della morte?
Questo fa il teatro delle orge e dei misteri, la cui evoluzione è ricostruita nella mostra Hermann Nitsch e il teatro, ospitata al Museo Amo di Verona, nella quale appunto la dimensione teatrale è considerata fondativa, essenziale nell’intera produzione di Nitsch, come ci spiega il curatore Hubert Clocker. L’esposizione è frutto di una collaborazione tra Art
Verona, l’Atelier Hermann Nitsch, the Vienna Nitsch Foundation, Museo Hermann Nitsch-Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee di Napoli e la Galleria Box Art gallery che vanta una collaborazione decennale con l’artista e ne ha curato la produzione.

UNA MOSTRA IMMERSIVA
Il percorso si snoda attraverso immagini, partiture e filmati delle storiche azioni, serigrafie delle architetture, riprodotte anche su pavimento, video delle strepitose regie e scenografie per l’opera (citiamo Erodiade, Faust, San Francesco D’Assisi) schizzi e costumi di scena, installazioni dei famosi relitti –  termine perfetto che assegna immediatamente agli oggetti di scena utilizzati nelle azioni, uno statuto esistenziale e ontologico proprio. La mostra non intende però soltanto offrire un apparato documentale, ma un’esperienza quanto più possibile immersiva, all’interno del lavoro teatrale di Nitsch e della musica che lo accompagna, che culmina nella stanza della sinestesia, uno dei capisaldi teorici dell’artista, interamente ricoperta da videoproiezioni di sequenze di immagini e zone di colore che si susseguono al ritmo della musica. L’arte sinestetica per eccellenza è il teatro, come sinestetica è l’esperienza.  In questo caso l’esperienza include Hermann Nitsch in persona, a cui porgo una domanda sul recente utilizzo di videoproiezioni nel suo lavoro: “questa sala è quella che qui più si avvicina all’evento, ma la vita, la vita è la cosa più importante”. E la musica, quella che sentiamo qui e sentiremo nella Sinfonia per Verona? “La musica, non è da intendersi come assoluta. Tutto quello che vede qui è nella musica, che ne è una sintesi, un concentrato”.

UNA SINFONIA PER VERONA
La musica drammatica di Nitsch, ormai universalmente riconosciuto come importante compositore, anche quando, come nelle sinfonie, è concepita per il suo valore intrinseco, per essere fruita separatamente dalle azioni, è connaturata al suo teatro, strutturata sulle sue dinamiche, come abbiamo avuto la fortuna di sentire nella Sinfonia per Verona eseguita dall’orchestra Filarmonica di Verona, con brillanti allievi del Conservatorio Dall’Abaco, diretti dal maestro Andrea Cusumano, all’Auditorium della Gran Guardia, seconda parte del progetto sul grande artista viennese. La musica riproduce i movimenti,  le dialettiche oppositive esistenziali del teatro di Nitsch: dal ritmo cadenzato della processione alle sospensioni meditative, dalla leggerezza degli idilli al dispiegamento del caos, dal modo scherzoso al tragico.
Fatichiamo  a uscirne. L’accesso al teatro di Nitsch è una piena immersione nell’arte al suo stato essenziale, quella che per dirla con Walter Benjamin, può presentarsi dinnanzi all’altare della verità senza soccombere.

– Roberta Morgante 

15 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017
Hermann Nitsch e il Teatro
Museo AMO
Verona, via Massalongo 7
www.arenamuseopera.com

 

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Roberta Morgante
Roberta Morgante è curatrice e operatrice culturale indipendente. Si è laureata in filosofia all'Università di Verona, dove vive. Ha collaborato con enti e associazioni culturali, per i quali ha realizzato esposizioni, festival, spettacoli, cicli di incontri e conferenze, dedicandosi prevalentemente a progetti su suolo e in spazi pubblici, nonché all'ideazione di percorsi di avvicinamento e partecipazione attiva di pubblici trasversali alle forme espressive artistiche contemporanee.