Sky Arte Updates: i vampiri di Abel Ferrara, tra fantasy e metafora sociale. Viaggio nella New York della dipendenza, con il cattivo maestro del cinema mondiale

Ben prima dell’attuale revival dei vampiri, che in questi ultimi anni hanno spopolato in ogni genere dell’entertainment dalla letteratura per ragazzi al piccolo schermo, un pezzo da novanta della cinematografia mondiale aveva riesumato questi inquietanti personaggi per un film senza brillantini nè sentimentalismi. Il regista in questione è il “cattivo maestro” Abel Ferrara, il lungometraggio […]

The Addiction - Vampiri a New York, regia di Abel Ferrara
The Addiction - Vampiri a New York, regia di Abel Ferrara

Ben prima dell’attuale revival dei vampiri, che in questi ultimi anni hanno spopolato in ogni genere dell’entertainment dalla letteratura per ragazzi al piccolo schermo, un pezzo da novanta della cinematografia mondiale aveva riesumato questi inquietanti personaggi per un film senza brillantini nè sentimentalismi.
Il regista in questione è il “cattivo maestro” Abel Ferrara, il lungometraggio è una di quelle perle del cinema d’essai che Gianni Canova seleziona per l’appuntamento cinefilo di RaroArte, su Sky Arte HD: nella notte di venerdì 5 giugno, in prima visione, assisteremo all’invasione dei Vampiri a New York, intrigante sottotitolo del film The Addiction.
La dipendenza è in effetti il tema dichiarato dell’opera di Abel Ferrara. I suoi vampiri sono – neanche troppo tra le righe – metafora di una generale abdicazione dell’individuo a una sostanza, che sia sangue o droga poco importa, i cui effetti sono tanto esaltanti quanto conducono alla morte sociale e personale. La sete inesauribile della protagonista, Lilly Collins, non è molto diversa da quella provata dai tanti newyorkesi che negli anni Novanta cadono vittima delle sostanze stupefacenti, nel corso di un’invasione delle strade metropolitane. Un’epidemia, questa, che purtroppo non ha niente di fantastico.
Il doppio registro è fondamentale per comprendere appieno l’importanza di un film che, invece, la critica e il pubblico hanno a lungo sottovalutato. A dispetto dell’apparente appartenenza del lungometraggio a un genere da B-movie, Abel Ferrara stende in The Addiction un vero e proprio manifesto poetico della sua arte, dichiarando senza mezzi termini quali siano i temi – e le urgenze sociali – che lo spingono a fare cinema: la crisi di valori della società contemporanea e la parallela aspirazione a “salvarsi”, in un conflitto lacerante tra liberazione dei sensi e bisogno di purezza spirituale.

 

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