Costerà 52 milioni di euro Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019. E chi pagherà? La Regione (con fondi strutturali UE), ma anche Comune, Governo e privati

Nei giorni di Natale, mentre tentava in tutti i modi – anche i più incresciosi – di occultare le porcherie perpetuate nelle nomine dei direttori generali, il Ministero dei Beni Culturali pubblicava il report del selection panel nel quale la città di Matera viene designata quale Capitale Europea della Cultura per il 2019. Sotto il […]

Matera
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Nei giorni di Natale, mentre tentava in tutti i modi – anche i più incresciosi – di occultare le porcherie perpetuate nelle nomine dei direttori generali, il Ministero dei Beni Culturali pubblicava il report del selection panel nel quale la città di Matera viene designata quale Capitale Europea della Cultura per il 2019. Sotto il tema Open Future, non mancano espressioni di circostanza sui toni dell'”accessibile a tutti”, “senza restrizioni”, “aperta al dibattito”, con il proposito di “utilizzare la cultura come propellente per concepire un futuro aperto, rafforzare l’ampiezza e la diversità dei cittadini che partecipano attivamente alla cultura, migliorare le relazioni personali, costruire infrastrutture utili e sostenibili, accrescere visibilità e turismo internazionale in città”.
Poi si passa alla parte economica, con un prospetto di budget che godrà del sostegno “del Comune di Matera, della Regione Basilicata, del comune di Potenza e di tutti i 131 comuni della Basilicata”. Il bilancio proposto prevede nel complesso investimenti per 52 milioni di euro: i principali capitoli di spesa vedono € 36,2 milioni destinati al programma; € 9,3 milioni al marketing e € 6.4 all’amministrazione. E chi pagherà? 25 milioni di euro arriveranno dalla Regione (grazie anche a fondi strutturali dell’UE), 5,2 milioni dalla città, 11 milioni dal Governo e 7,3 milioni dal settore privato. Il report cita anche i programmi delle altre città finaliste, battute nel rush finale da Matera, con i relativi conti economici: Cagliari sarebbe costata 32,5 milioni di euro, Lecce 38,8 milioni, Perugia/Assisi 38,6 milioni, Ravenna 50 milioni, Siena 79,1 milioni.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Denise G.

    Il Ministro dovrebbe spiegare perché non è stata scelta Cagliari che sarebbe costata meno di tutte. Un po’ come avrebbe fatto quando ha scelto il direttore della Biennale che è stato prescelto in quanto costava 50.000 euro meno degli altri. Qui che la differenza è di milioni pare accettabile. Miracoli della logica.