Emir Kusturica a Milano per presentare la sua nuova opera lirica. E per rassicurare sul film con Monica Bellucci: presto nelle sale

Ha già le idee più che chiare, chiarissime. Al punto da figurarsi la scena iniziale, la luce che si fa strada progressivamente nel buio come se si trattasse di un treno che sbuca dal fondo di una galleria. La visione, nitida e folle come la premonizione di un oracolo, gli balena davanti agli occhi quasi […]

\Emir Kusturica a Milano

Ha già le idee più che chiare, chiarissime. Al punto da figurarsi la scena iniziale, la luce che si fa strada progressivamente nel buio come se si trattasse di un treno che sbuca dal fondo di una galleria. La visione, nitida e folle come la premonizione di un oracolo, gli balena davanti agli occhi quasi fosse la scena di un film; ed è normale che sia così perché lui da lì viene, dal cinema, e lo dimostra quasi con arroganza presentandosi nella palude di velluti e broccati del Grand Hotel et de Milan con il maglioncione grezzo di chi scarica le casse al mercato. È irrituale per definizione Emir Kusturica, anche quando si presta alle manfrine di rito per la presentazione milanese – chi vuoi che si spinga fino a Venezia? I giornalisti sono pigri e i giornali non hanno soldi per le trasferte – de Il ponte sulla Drina, opera lirica commissionata dalla Fenice che sta costruendo insieme al fido Dejan Saparavalo, violinista nato con i leggendari Zabranjeno Pušenje, band che faceva caotico punk balcanico anni prima dei Gogol Bordello, e poi figura di riferimento per buona parte delle colonne sonore dei film del regista slavo. Un po’ il suo Warren Ellis, se arriviamo a paragonare Kusturica a Nick Cave.
L’opera, che sarà in cartellone in Laguna nel 2016, nasce dalla lettura dell’omonimo romanzo di Ivo Andrić e arriva nel quarantesimo anniversario della morte dell’autore: proponendosi di tradurre in  musica il tetris di quotidianità disperate, il disperante e assurdo balletto di scontri tra civiltà che insinua il libro. Entrando nelle tensioni latenti, nelle fumose rivalità sepolte tra Oriente e Occidente che di lì a poco avrebbero insanguinato i Balcani e che, fatte le debite proporzioni, risultano allegoria delle follie attuali.

In attesa che il progetto arrivi a compimento l’appuntamento con Kusturica è al cinema: a margine della presentazione milanese ecco una battuta su The Milky Way, suo ritorno sul grande schermo. In compagnia di Monica Bellucci: il film, assicura il regista, è pronto al 50% ed entro l’estate 2015 sarà concluso.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.