Voglio il meglio, quindi copio. E il Serpentine Pavilion per l’edizione olimpica arruola Herzog & de Meuron ed Ai Weiwei, gli eroi di Pechino 2008

La metropoli è certamente abituata a stare sempre sotto i riflettori, ma nel 2012 lo sarà ancora di più. E infatti Londra è da tempo in pista per presentarsi più sfolgorante che mai all’appuntamento con le Olimpiadi e con un numero di visitatori moltiplicato esponenzialmente, anche per le strutture artistico-culturali. Ovvio quindi anche per uno […]

Jacques Herzog, Ai Weiwi E Pierre de Meuron (foto courtesy Serpentine Gallery)

La metropoli è certamente abituata a stare sempre sotto i riflettori, ma nel 2012 lo sarà ancora di più. E infatti Londra è da tempo in pista per presentarsi più sfolgorante che mai all’appuntamento con le Olimpiadi e con un numero di visitatori moltiplicato esponenzialmente, anche per le strutture artistico-culturali. Ovvio quindi anche per uno dei classici appuntamenti clou dell’estate londinese, come il Serpentine Pavilion a Kensington Gardens, studiare qualcosa di speciale: che in questo caso, pare un paradosso ma non lo è, si traduce sostanzialmente nel copiare le Olimpiadi cinesi del 2008. Già, perché quando i personaggi in questione sono le archistar probabilmente più celebrate del globo, e l’artista sicuramente più popolare del momento, anche copiare diventa virtuoso, quasi obbligato.
Parliamo di Herzog & de Meuron e di Ai Weiwei: saranno loro, già visti all’opera insieme a Pechino per il mitico Bird’s Nest, lo Stadio Nazionale di Pechino a forma di nido d’uccello, a calcare la passerella olimpica progettano il padiglione della Serpentine Gallery. Il progetto, un’edizione speciale che sarà parte del London Festival 2012, non è stato ancora tratteggiato dagli autori, anche se le prime indiscrezioni parlano di un’installazione quasi del tutto sotterranea, i cui contenuti rievocheranno tutti i precedenti pavilions in una forma nuova e unica, con colonne interrate che sosterranno un tetto flottante posto a soli 1,5 metri dal suolo. In attesa di scoprire i primi disegni, intanto una cosa è certa: dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione, una scommessa vinta in partenza.

Eccolo, il Bird’s Nest di Pechino