Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle performing arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e della ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali, con il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline.
In questa edizione di Drodesera Festival il coreografo è presente con la sua prima personale di fotografia, 41, la performance Chroma, che lo vede in scena, e il riallestimento di Your Girl con Chiara Bersani e Matteo Ramponi a distanza di dieci anni dal suo esordio.
Chroma fa parte del progetto Turning_, che si articola in diverse presentazioni ed eventi. A partire dall’osservazione dei movimenti migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano ad accoppiarsi e muoiono nel luogo dove sono nati, l’artista inizia a lavorare sul concetto di turning. Il termine inglese viene tradotto in scena, letteralmente, attraverso l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e si sviluppa in un viaggio emozionale, una danza di durata, nella stessa maniera in cui turning significa anche evolvere, cambiare, trasformarsi.
41 è la mostra, curata da Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta in dialogo con Ettore Lombardi. Un racconto di luoghi, persone e ricordi dell’artista, in cui messa in scena e memoria si intrecciano. Nella produzione del coreografo la fotografia ha sempre assunto un ruolo centrale e in alcuni casi la principale fonte di ispirazione, l’esposizione sposta questo fascino in un percorso parallelo di Sciarroni, l’esplorazione di una temporalità diversa rispetto a quella del linguaggio performativo. Your Girl viene presentato dopo una residenza di riallestimento svoltasi nel maggio 2017. La performance, che vede in scena Chiara Bersani e Matteo Ramponi, è un lavoro sul desiderio, sull’ispezione di un sentimento nato dallo studio di alcuni testi di Flaubert. A distanza di dieci anni, mantiene ancora la sua delicata freschezza riscuotendo un forte consenso tra gli spettatori.

OHT | Office For A Human Theatre esplora la realtà e la sua rappresentazione senza limiti di forma, genere e sentimenti. Ha ottenuto premi e collaborazioni tra cui Orchestra Haydn – Opera Fringe, GAI [Giovani Artisti Italiani], Artists’ Salon NYC, Triennale Teatro dell’Arte, Whitechapel Gallery London, museo MAXXI, Palazzo Grassi, museo MART e molti altri.
Project Mercury è l’opera presentata in questa edizione di Drodesera Festival. È uno spettacolo che esplora le ricadute di uno spostamento fisico, dalla Terra alla Luna, sui movimenti delle performer. Sara e Chiara si allenano per diventare astronaute e affrontare un’odissea spaziale. L’incapacità di affermarsi è latente in ogni loro gesto e parola. Eppure non demordono e la loro assenza di cinismo trasforma un asettico studio fotografico nello spazio siderale. Oscillando fra la terra e la luna, lo spettacolo diventa un meccanismo analogico che mette in relazione le due astronaute con James Bond e la prima trans pubblicata su Playboy. Questo lavoro è il terzo capitolo della Performance Series di OHT.

Le video interviste sono curate da Dalila D’Amico, Marta Federici e Chiara Pirri all’interno del progetto Superconnected promosso da Centrale Fies (Dro, Trento). Superconnected è un archivio di memoria del variegato“continente” ritagliato dal Festival Drodesera XXXVII che ha l’obiettivo di ampliare i punti di vista, ibridare i ruoli tra artista e critico, lasciare che le interpretazioni nascano dal dialogo. Le domande proposte infatti, sono pensate in parte dalle curatrici e in parte dagli stessi artisti coinvolti.

www.centralefies.it/supercontinent

 

Evento correlato
Nome eventoDrodesera 37 Festival delle arti contemporanee
Vernissage21/07/2017
Duratadal 21/07/2017 al 29/07/2017
Generiarte contemporanea, performance - happening, musica, festival
Spazio espositivoCENTRALE FIES
IndirizzoLocalità Fies 1 - Dro - Trentino Alto Adige
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Dalila D'Amico
Dalila D'Amico è Dottore di ricerca in Musica e Spettacolo presso il Dipartimento di Storia dell'Arte e Spettacolo dell'Università di Roma La Sapienza, curatrice e videomaker freelance. Dal 2015, insieme a Giulio Barbato, cura la direzione artistica del festival video “ Retina”. Dal 2010 fa parte del collettivo artistico Vjit insieme a Francesco Iezzi e Maria Costanza Barberio. Vjit è un progetto interdisciplinare con base a Roma, il cui ambito di sperimentazione ruota attorno all'interazione tra suono e immagine dal vivo.