Open House Milano 2018: oltre 100 siti di architettura aperti e visitabili nel weekend

Prende il via da Milano la stagione italiana di Open House, nel cui circuito sono incluse anche Roma e Torino. Fino a domenica 6 maggio, decine di edifici apriranno le proprie porte al pubblico per visite libere o su prenotazione. Per una città sempre più partecipata dai cittadini.

Chiesa Rossa ©Luca Rotondo
Chiesa Rossa ©Luca Rotondo

Luoghi di culto, teatri e spazi per lo spettacolo, edifici di importanza storica, complessi industriali recuperati, spazi votati all’accoglienza e all’inclusione sociale, atelier d’artista, dimore private, musei, gallerie d’arte contemporanea, aree periferiche nelle quali sono in corso interventi di recupero, nuovi siti dedicati alla public art come il parco Artline a Citylife: sono oltre 100 i siti visitabili in occasione della terza edizione di Open House Milano. L’iniziativa internazionale, nata a Londra nel 1992, attualmente include nel proprio circuito 37 città in tutto il mondo; nel capoluogo lombardo si arricchisce di alcune novità, a partire dall’estensione dei percorsi di visita oltre i confini fisici della città: al via il nuovo “itinerario satellite” che, seguendo la direttrice del sestiere di porta Ticinese, giunge fino Vigevano con una serie di aperture. Anticipando di una settimana la Capitale – Open House Torino è invece prevista per il 9 e 10 giugno 2018 –, la kermesse milanese si presenta in una forma rafforzata, grazie alla sinergia con l’Ordine degli Architetti di Milano – soggetto già attivo in azioni di valorizzazione della cultura architettonica e del patrimonio progettuale cittadino –, con la sua Fondazione e con il crescente numero di adesioni spontanee. Il risultato è un’offerta ancora più trasversale e ampia, contraddistinta dal debutto di nuovi percorsi tematici, tra cui quello dedicato al tema del recupero delle zone periferiche e quello intitolato Milano attraverso. Persone e luoghi che trasformano la città, che include luoghi emblematici per l’accoglienza e il sociale, come Casa Jannacci o il Pio Albergo Trivulzio. Infine, in un’ottica di apertura verso tutte le confessioni religiose, oltre a numerose chiese sarà possibile visitare anche la Moschea Al Wahid e la Sinagoga Beth Shlomo, due degli indirizzi del percorso sull’architettura sacra.

– Valentina Silvestrini

Artribune è media partner di Open House Milano 2018: scoprite tutte le location, gli indirizzi e gli orari di visita di questa edizione sullo speciale di Arte Intorno: una mappa interattiva raggiungibile da telefono, tablet e computer
https://map.artribune.com/open-house-milano-2018-mappa-eventi

1. TORRE ARCOBALENO

Torre Arcobaleno

Di proprietà di RFI – Rete Ferroviaria Italiana, la Torre Arcobaleno è stato oggetto di un primo intervento di riqualificazione in occasione dei Mondiali di Calcio Italia ’90. Nata come serbatoio idrico, in calcestruzzo, in concomitanza di Expo 2015 ha subìto un ulteriore restyling a cura dello Studio Original Designers 6R5 Network che ne ripristinato la policromia.

2. TEATRO GEROLAMO – LA “PICCOLA SCALA” DI MILANO

Teatro Gerolamo

Sottoposto a un lungo intervento di restauro, coordinato dall’architetto Giancarlo Montagna, questo teatro condivide con molti palcoscenici italiani una sorte fatta di glorie e cadute. Affonda le proprie radici storica alla metà dell’Ottocento ed è pronto a mostrarsi in una veste rinnovata.

3. VELODROMO VIGORELLI

Velodromo Vigorelli

Risale al 1934 l’edificio progettato da Giuseppe Fini e da Ugo Baselli per volere dell’assessore allo Sport di Milano Giuseppe Vigorelli, industriale e, a sua volta, exciclista. Sorto in seguito alla demolizione del velodromo Sempione, di inizio Novecento, il complesso sportivo è stato sottoposto a una serie di rimaneggiamenti e restauri nel corso dei decenni. Alla sua pista, progettata da Clemens Schürmann, le cronache sportive legano anche importanti record.

4. BABILA HOSTEL&BISTROT

Babila Hostel e Bistrot

Co-firmato dall’ing. arch. Spirito Maria Chiappetta, dalla nobildonna Augusta DeThierry e dal capomastro Achille Pasquè, il complesso nel quale nell’agosto 2017 ha aperto i battenti il nuovo Babila Hostel&Bistrot, “primo design hotel di Milano”, vanta una lunga storia. La struttura originaria, infatti, venne ultimata nel 1895 ed era destinata a ospitare la scuola cattolica per la Congregazione delle Figlie di Maria. La riqualificazione condotta nel biennio 2016-17 dallo studio di architettura e progettazione Arx2 di Napoli ha portato alla nascita di un nuovo indirizzo votato all’ospitalità, contraddistinto da interni eleganti e da installazioni luminose.

5. MEGAWATT COURT

Megawatt Court

Progettato dall’ingegner Radice, a partire nel 1974, questo stabilmento industriale era sede delle attività della SIT s.p.a., azienda produttrice di componenti meccaniche. Situato in via Watt 15, è dotato di un ampio piazzale, con giardino sul retro e di uno “spettacolare salone – magazzino”. La notevole cura riservata ai dettagli costruttivi si sposa con l’accurata pianificazione dei percorsi interni e con lo studio dell’illuminazione naturale.

6. GARAGE ITALIA MILANO

Milano, Garage Italia Customs. ©

È stato Michele De Lucchi a misurarsi, recuperandola, con la stazione di servizio Agip di Mario Bacciocchi. Questo gioiello architettonico, realizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso su iniziativa di Enrico Mattei, dopo un lungo periodo di abbandono è infatti tornato a vivere, guadagnandosi subito un posto di rilievo nella panorama milanese. Anche grazie alla “regia” di Carlo Cracco e Lapo Elkann.

7. BIOFORME – LABORATORIO SOTTO SILOS

Opificio Scala

La sede dell’associazione Bioforme e del suo laboratorio per la lavorazione artigianale del legno è stata realizzata all’interno di un edificio industriale dei primi del Novecento. Si tratta di una delle testimonianze del fitto tessuto produttivo della città di Milano e rende evidenza all’identità laboriosa della città.

8. STUDIO PIUARCH

Studio Piuarch

A partire dal 2015 la copertura della sede dello Studio Piuarch è stata convertita in orto permanente, attraverso la realizzazione di un sistema modulare nel quale i pallet vengono impiegati come piano di calpestio e come contenitori per il terreno. L’orto Piuarch, nell’ultimo triennio, si è imposto come spazio urbano ad alto tasso di versatilità, divenendo uno “strumento paesaggistico, decorativo, autoproduzione alimentare, spazio sociale, riqualificazione energetica dell’edificio”.

9. CHIESA DI S.NICOLAO DELLA FLUE

Chiesa San Nicolao della Flue

La monumentale copertura a vela di questo edificio per il culto, progettato da Ignazio Gardella e risalente al 1970, modella tanto gli spazi interni, a tre navate, quanto il volume esterno. Tra gli aspetti distintivi dell’opera si segnalano le porzioni rivestite in vercuivre, un materiale ottenuto associando rame catramato e foglie di caucciù.

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​