Come resistere alla crisi? Iniziando a vogare

Non solo Giardini e Arsenale: nel sestiere Castello ci sono i giovani architetti della Catalogna e delle Isole Baleari con la mostra “Vogadors. Architectural Rowers: Catalan & Balearic Threads: Hard Materiality for a Permeable Architecture”, inserita tra gli eventi collaterali dell’edizione 2012 della Biennale di Architettura. A Venezia fino al 25 novembre.

Vogadors - veduta della mostra del Padiglione Catalogna e Isole Baleari, Biennale di Architettura di Venezia 2012

Il suono del mare e grandi fotografie in bianco e nero del Mediterraneo in tempesta ritmano il percorso di visita di Vogadors. Architectural Rowers: Catalan & Balearic Threads: Hard Materiality for a Permeable Architectur, l’esposizione con cui Catalogna e Isole Baleari partecipano alla 13. Biennale di Architettura di Venezia. Curato da Félix Arranz e Jordi Badia, assieme all’Institut Ramón Llull, il progetto accosta il lavoro degli architetti contemporanei alle figura del vogatore, prendendo come riferimento concettuale una frase dell’artista basco Jorge Oteiza: “Colui che avanza creando qualcosa di nuovo lo fa come un rematore, proseguendo diritto, ma remando di spalle, guardandosi dietro, verso il passato, verso ciò che già esiste in modo da poter reiventare il suo codice”.

Vogadors – veduta della mostra del Padiglione Catalogna e Isole Baleari, Biennale di Architettura di Venezia 2012

Tre le sezioni tematiche della mostra. Si comincia con una ricognizione di Catalogna e Baleari, separate ma accomunate dalla presenza del Mediterraneo: 150 progetti, ordinati secondo la data di nascita del progettista, mostrano interventi eterogenei per scala e approccio concettuale. I lavori dei nove giovani architetti – studi o singoli progettisti – più promettenti dell’intera area, David Sebastian e Gerard Puig, SMS Arquitectos, Arquitecturia, Jaime J. Ferrer Forés, Meritxell Inaraja, Blancafort Reus Arquitectura, Núria Salvadó e David Tapias, Francisco Cifuentes e Bosch.Capdeferro Arquitectures, sono al centro dell’esposizione. Su un lungo piano si affiancano disegni, plastici, campioni di prodotti e foto, materiali selezionati per raccontare un’architettura accorta e misurata, incline a porsi in continuità con i valori e le tradizioni del territorio d’origine. E lo svelamento del background architettonico di questi nove progetti viene proposto alla fine del percorso, attraverso le venti opere ritenute “anticipatrici”.

Valentina Silvestrini

Venezia // fino al 25 novembre 2012
Vogadors. Architectural Rowers: Catalan & Balearic Threads: Hard Materiality for a Permeable Architecture
a cura di Félix Arranz e Jordi Badia
ISOLA DI SAN PIETRO
Castello 40 (San Pietro di Castello)
venezia.llull.cat/2012

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Valentina Silvestrini
Valentina Silvestrini (Foligno, 1982) è architetto con specializzazione in allestimento e museografia. Si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha sviluppato il suo percorso professionale nell’ambito degli allestimenti temporanei, fieristici e museali e degli eventi di natura culturale e promozionale. È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007) e ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). Presso l’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e di assistente alla direzione lavori, recandosi in centri fieristici ed espositivi all’estero (Giappone, Russia e Germania). Ha collaborato con la FUA -Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011), occupandosi del coordinamento eventi e della comunicazione. E' caporedattore architettura/design/arte di Cosebelle Magazine, per il quale scrive dal 2011.