Art berlin cambia sede. La fiera tedesca si trasferisce in due hangar dell’aeroporto di Tempelhof

La fiera nata lo scorso anno dalla fusione di abc art berlin contemporary e Art Cologne lascia la sede di Station Berlin a Gleisdreieck e si trasferisce all’aeroporto di Tempelhof. Seguita a ruota da un’altra fiera: Positions

Art Berlin 2017. Photo Stefan Korte
Art Berlin 2017. Photo Stefan Korte

Non finiscono le novità per art berlin, fiera d’arte moderna e contemporanea di cui lo scorso anno si è svolta la prima edizione nella capitale tedesca nonostante, all’anagrafe, abbia anni in più di vita. E sì, perché la neonata fiera berlinese è in realtà il risultato dell’unione di due fiere: Art Cologne, la più antica fiera del mondo, e abc art berlin contemporary, associazione di galleristi berlinesi nata 10 anni fa per promuovere il mercato dell’arte contemporanea nella capitale tedesca. Alla sua seconda edizione, l’“ibrida” fiera diretta da Maike Cruse e che quest’anno si svolgerà dal 27 al 30 settembre ha deciso di trasferirsi in una nuova sede: da Station Berlin a Gleisdreieck infatti si sposterà all’aeroporto di Tempelhof, per la precisione negli hangar 5 e 6.

LA NUOVA SEDE

Gli hangar che verranno occupati da art berlin hanno un’estensione di oltre 9mila metri quadrati, e il prossimo settembre ospiteranno gli stand delle gallerie partecipanti alla fiera. Lo spostamento di sede ha anche determinato il cambiamento di date in cui solitamente si svolge la fiera, ovvero la prima metà di settembre, influendo inoltre sul calendario di altri appuntamenti artistici e fieristici: Berlin Art Week e Positions Art Fair si sono “adeguate” infatti ai giorni scelti da art berlin (27-30 settembre), e addirittura anche Positions si trasferirà all’aeroporto di Tempelhof, presso l’hangar 4. Ad art berlin quest’anno parteciperanno 120 gallerie, delle quali 28 saranno coinvolte nella sezione Special Projects con solo show, mentre la sezione Salon vedrà la curatrice Tenzing Barshee lavorare con artisti provenienti da 19 gallerie locali ed estere, con la presenza italiana di Catiglioni Fine Arts e Federico Vavassori (Milano), Fonti (Napoli), Norma Mangione (Torino).

AEROPORTI NUOVI SCALI PER L’ARTE?

In realtà quella di fare degli aeroporti luoghi dedicati alla cultura non è una novità portata da art berlin, ma già da anni diverse istituzioni museali internazionali danno vita a progetti appositamente pensata per le lounge. Il caso più noto è quello del Rijksmuseum di Amsterdam, che nel 2002 ha aperto all’interno dell’aeroporto di Schiphol una succursale in cui sono esposte opere della Golden Age olandese; o anche la collaborazione tra la galleria [dip] contemporary art e l’Aeroporto di Lugano, impegnati in un progetto d’arte che mira a far conoscere al grande pubblico opere di affermati artisti contemporanei negli spazi del terminal. Il primo artista in mostra, lo scorso settembre, è stato Melik Ohanian. Ma anche fuori dall’Europa la tendenza sembra non esaurirsi: in Australia lo scorso anno è stata stretta una partnership tra tra il Museum of Contemporary Art Australia e l’aeroporto di Sydney, finalizzata alla promozione di artisti locali invitati a realizzare installazioni site-specific per i terminal.

– Desirée Maida

www.artberlinfair.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.