Fiere. Il debutto di Art Berlin

Mai nulla sembra finito, completo o assolutamente regolato a Berlino. Nella città dell’arte indipendente, 110 gallerie provenienti da 16 Paesi del mondo stanno per dar vita a una sfida esistenziale per il mercato dell’arte tedesco. Rompendo le righe della sregolata e sottocutanea scena contemporanea cittadina.

Hans Weigand, Welle aus dem 16. Jh, 2015, Courtesy of Gabriele Senn Galerie Wien, Photo Iris Ranzinger
Hans Weigand, Welle aus dem 16. Jh, 2015, Courtesy of Gabriele Senn Galerie Wien, Photo Iris Ranzinger

La scena dell’arte berlinese è una fucina sotterranea, efficiente, introversa. Illuminata dalle accademie e spinta con rigore alla ricerca di avanguardie. La città, nella sua imperscrutabile multi-linearità, tende a escludere, a porre ai margini chiunque provenga da fuori, nonostante si professi costantemente libero il culto della Diversità. Rituale che accompagna anche, come un vero e proprio antidoto, rispetto agli ultra-saturi circuiti fieristici europei, un evento che si origina da una completa rinascita della quasi decennale Abc Art Berlin contemporary e dall’assimilazione del Gallery Weekend. Si tratta della prima edizione di Art Berlin, sotto la guida della ferrea e fluida Maike Cruse.
ll successo di abc e del conseguente programma di aperture previsto al di fuori di Station Berlin, durante il fine settimana, ha, in questi ultimi nove anni, reso stabile la piattaforma berlinese come territorio ideale per gallerie cutting-edge. La cura nelle programmazioni è attentissima perché sembra riflettere non solo l’influenza degli artisti residenti in città, ma soprattutto le scelte di galleristi di primo piano e la presenza di un collezionismo emergente, non solo tedesco, ma anche americano, sudamericano e saudita. Una sorta di costante evoluzione, di riprova delle proprie origini: quel che è iniziato come una mostra curata (è il caso delle prime edizioni di abc) si è poi trasformato in un percorso espositivo creato da galleristi che presentavano monografiche private, ambiti di approfondimento dedicati a singoli artisti contemporanei.

Gilles Lorin, Resilience, 2012, Courtesy of the artist and Jörg Maaß, Berlin
Gilles Lorin, Resilience, 2012, Courtesy of the artist and Jörg Maaß, Berlin

I PRECEDENTI E IL FUTURO

Secondo alcuni, l’imminente edizione di Art Berlin, che si terrà dal 14 al 17 settembre –appuntamento emerso da una partnership tra abc art contemporary e Art Cologne, nonché organizzato da Koelnmesse ‒ è apparsa come una reazione strategica all’annuncio del Gruppo Svizzero MCH di fondare una nuova fiera a Düsseldorf, a novembre. Una rivalità che oscurerebbe la vicinanza di Art Cologne, situata ad appena una cinquantina di chilometri e dalla quale sembra doveroso smarcarsi, per non stancare il crescente collezionismo orbitante intorno alla capitale del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia.
Art Berlin, secondo le parole della sua direttrice Cruse, si presenta come naturale crescita di una presenza fieristica che necessitava consolidamento e, dunque, un partner come Art Cologne.
Sebbene persistano molti dubbi, espressi più volte dal presidente della Federazione di Gallerie e Art Dealer (BVDG), Kristian Jarmuschek, dubbi riguardanti un successo economico della fiera in rapporto ai costi sostenuti dai galleristi, ci si augura che Art Berlin non fallisca come l’espansione di Art Cologne del 2007 verso Mallorca, esperienza conclusasi con un nulla di fatto agli albori della sua seconda apertura.
Da non dimenticare, inoltre, che sette anni fa, art forum berlin ha chiuso i battenti, segnale bruciante del fatto che una fiera a Berlino non riesca mai né a racchiudere né a rappresentare le reali energie, gli orli ferventi di una piazza che esula dalle abituali etichette di mercato. La formula potenziata di questa prima edizione, dunque, potrà essere sufficiente a farla sopravvivere nel futuro? Un consorzio di cinquanta gallerie berlinesi, per definizione not profit-oriented, riuscirà a generare un nuovo giro di affari riconoscibile?

Erik Steffensen, The Road, 2016, Courtesy the artist and Gallery Bo Bjerggaard
Erik Steffensen, The Road, 2016, Courtesy the artist and Gallery Bo Bjerggaard

LE GALLERIE E GLI ARTISTI

La risposta stanno per fornirla le 110 gallerie presenti all’appello di Art Berlin, provenienti da 16 Paesi del mondo. Non solo le gallerie già aderenti ad abc ‒ come Galerie Guido W. Baudach, Bo Bjerggaard, Mehdi Chouakri, Galerie Eigen + Art, Konrad Fischer Galerie, Future Gallery, Galerie Max Hetzler, Galleri, Magnus Karlsson, Klemm Ïs, Kˆnig Galerie, Kraupa-Tuskany Zeidler, Meyer Riegger,  Galerie Tobias Naehring, Galerie Neu, neugerriemschneider, Piktogram, Deborah  Schamoni Galerie, Esther Schipper, Dittrich + Schlechtriem, Galerie Rüdiger  Schöttle, Galerie Thomas Schulte, Gabriele Senn Galerie, Sies + Höke, Société,  Sprüth Magers e Wentrup ‒ ma anche le numerose gallerie emergenti, nuove come Sandy Brown, Edmond Gallery, Galerie Kai Erdmann, Filiale (Bärbel  Grässlin, Marina Rüdiger, Klaus Webelholz), Gillmeier Rech, Philipp Haverkampf Galerie, Pippy Houldsworth Gallery, Leslie, Nino Mier Gallery, Roberto Paradise, PPC Phillip Pflug Contemporary, Katharina Maria Raab, Sexauer, Galerie Bene Taschen e Weiss Berlin.
Sebbene la sezione dedicata al Moderno non regali sorprese, la vera gemma di questa fiera sarà rappresentata dalle trenta personali sostenute da trenta diverse gallerie. Si ricordano, fra le altre: Awst + Walther da PSM; John Bock da Sprüth Magers; Adriano Costa da Supportico Lopez; Mark Dion da Galerie Nagel Draxler; Buck Ellison da Balice Hertling; Axel Hütte da Daniel Marzona; Robert Holyhead da Galerie Max Hetzler, ma anche Azade Köker da Zilberman Gallery; Heinz Mack da Samuelis Baumgarte; Anna McCarthy da Sperling e Haegue Yang da Barbara Wien.

Uwe Henneken, Awarer, 2015, Courtesy of the artist and Pippy Houldsworth Gallery, London
Uwe Henneken, Awarer, 2015, Courtesy of the artist and Pippy Houldsworth Gallery, London

GLI EVENTI E LE PERFORMANCE

Inoltre si consiglia di consultare con cura il programma di eventi come i film screening al Kino Babylon e le molteplici ricerche dedicate ad artisti come: Math Bass da Tanya Leighton; James Richards con Mouth Room / Crumb Mahogany da Galerie Isabella Bortolozzi; Black Matters da Galerie Barbara Thumm; Sam Lewitt con la già inaugurata Filler presso la Galerie Buchholz; Harun Farocki con Mit anderen Mitteln – By Other Means alla Neuer Berliner Kunstverein; il lavoro di Willem de Rooij al KW Institute for  Contemporary Art e Monica Bonvicini con  3612, 54 M³ vs 0,05 M³ presso l’imponente Berlinische Galerie. Numerose saranno le performance in programma tra Samson Young, Boris Charmatz, Miet Warlop e Nina Könnemann, ma da incontrare, con fermezza, per sentirli raccontare del loro lavoro: Simon Starling da neugerriemschneider; Fiete Stolte da Helga Maria Klosterfelde Edition; Louisa Clement da carlier l gebauer; il delicato Sergej Jensen alla Galerie Neu e il potente Giorgio Andreotta Calò da Galerie Rolando Anselmi.

Ginevra Bria

Berlino // dal 14 al 17 settembre 2017
Art Berlin
STATION BERLIN
Luckenwalder Straße 4–6
http://artberlinfair.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.