Cloe Piccoli nuova direttrice della fiera d’arte contemporanea miart di Milano per i prossimi tre anni

La critica d’arte e curatrice milanese, che è anche firma per le pagine culturali de La Repubblica, succede a Nicola Ricciardi, che l’incarico l’ha mantenuto dal 2020 al 2026. Le nuove sfide da affrontare nel triennio 2027-2029

L’edizione 2026 di miart si era chiusa, lo scorso aprile, senza annunciare il nome del nuovo direttore destinato a succedere a Nicola Ricciardi (prossimo a dirigere la nuova scuola d’alta formazione Afterclass, a Bergamo), che il ruolo l’ha mantenuto dal 2020 al 2026.

Il passaggio di testimone alla guida di miart: da Nicola Ricciardi a Cloe Piccoli

Ci divertivamo, quindi, a stilare un totonomi con i candidati più plausibili a dirigere la fiera milanese, fresca di cambio sede (ora alla South Wing di Allianz MiCo) e dunque con molti aspetti da perfezionare nel prossimo futuro.
Mancava, nella nostra lista-divertissement, colei che effettivamente assumerà l’incarico a partire dall’edizione 2027 (per il triennio 2027-2029), come appena annunciato ufficialmente dall’organizzazione di miart: la critica d’arte e curatrice Cloe Piccoli la quale sembrerebbe averla spuntata all’ultimo su alcuni nomi che avevamo indicato come appunto Marc Spiegler e Ilaria Bonacossa.

Chi è Cloe Piccoli

Docente di Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove lavora a contatto con le nuove generazioni di artisti e curatori, Piccoli – figlia della ceramista Rosanna Bianchi Piccoli, scomparsa nel 2025 – è anche solida firma delle pagine culturali di La Repubblica, dove scrive di arte e architettura (ma è contributor anche per Il Giornale dell’Arte). Ha curato mostre e progetti per musei, istituzioni e brand internazionali dal MAXXI di Roma alla Triennale di Milano, da Christian Dior (per cui ha ideato il Christian Dior Art Award) ad Acqua di Parma (dove ha ricoperto il ruolo di Direttrice Artistica per i
progetti di arte contemporanea), dal MoMa di New York alla Fondazione Querini Stampalia. Per il Museo del Novecento di Milano, dal 2012 al 2014, è stata curatrice di un programma di architetture site-specific; al 2022 risale la vittoria dell’Italian Council con il progetto curatoriale *20/20.000 Hz* dei Masbedo. Il suo lavoro spazia, dunque, su diversi livelli: dall’ideazione di concept alla pianificazione strategica, fino alla creazione di partnership tra istituzioni pubbliche e private, anche grazie a una vasta rete di relazioni nazionali e internazionali consolidata nel tempo, che comprende musei, fondazioni, gallerie, artisti, architetti, designer, direttori museali, curatori, critici, collezionisti e giornalisti.

Cloe Piccoli alla direzione di miart per il triennio 2027-2029

E che sarà sicuramente utile nel nuovo compito, da direttrice di miart. La nomina di Cloe Piccoli si inserisce, infatti, nel percorso di sviluppo con cui Fiera Milano intende accompagnare l’evoluzione di miart, facendo leva sul patrimonio di relazioni, competenze e credibilità costruito nel tempo insieme a gallerie, collezionisti, istituzioni, partner e a tutti i protagonisti del sistema dell’arte. Si tratta di “una scelta strategica che riflette il percorso di riposizionamento di Fiera Milano” conferma Francesco Conci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano “Vogliamo investire su miart non solo come manifestazione di riferimento per il mercato dell’arte contemporanea, ma come piattaforma capace di generare valore culturale, relazionale e reputazionale durante tutto l’anno. Crediamo che oggi una fiera debba essere molto più di un evento: debba creare connessioni, produrre contenuti e contribuire allo sviluppo degli ecosistemi in cui opera. In questa visione, miart diventa uno dei progetti attraverso cui rafforziamo la Brand Equity di Fiera Milano e il suo posizionamento internazionale, contribuendo al tempo stesso a valorizzare Milano come capitale europea della creatività, dell’innovazione e della cultura”. E di nuove sfide parla esplicitamente la neodirettrice artistica nell’accogliere con entusiasmo l’incarico: “La mia visione di miart è quella di un’infrastruttura capace di connettere produzione artistica, capitale culturale e capitale economico. L’obiettivo è creare una piattaforma inclusiva che coniughi cultura e mercato catalizzando energie per valorizzare l’identità di miart in dialogo con la città di Milano e la sua proiezione internazionale. Lavorerò per costruire un network capace di attivare nuove progettualità culturali e nuove relazioni tra pubblico e privato. Insieme a Fiera Milano amplieremo le relazioni con gallerie, artisti, curatori, collezionisti, musei, fondazioni, aziende e stakeholder che, come miart, guardano alla cultura come volano di rigenerazione”.

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Redazione

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