Festival del Film di Roma. Cronaca di un insuccesso annunciato

Le sorti del Festival di Roma sono più incerte che mai. Le ragioni? In primis il calo consistente del bacino d’utenza. Le responsabilità? Della politica. E intanto MArco Müller è dato in partenza…

Takashi Miike - Lesson of Evil

Si è giunti al termine di undici giorni di Festival Internazionale del Film di Roma con un totale di 80mila presenze cumulative tra pubblico e accrediti. Quasi la metà, rispetto ai picchi delle 130mila presenze registrate nelle scorse edizioni. Meno soldi. Meno star, quasi tutte d’archivio. Un’identità indefinibile, problemi logistici, scortesia negli stand del Villaggio del Cinema. Questi solo alcuni dei problemi che hanno funestato la nona edizione del festival. Forse l’ultima?
Nell’editoriale del Corriere della Sera sulle pagine di Roma, il 16 ottobre Valerio Cappelli chiudeva: “Sarà interessante il verdetto della giuria popolare: quello che il pubblico vuole nelle sale (la commedia) coincide con quello che vuole ai festival? La commedia ha bisogno di un festival, e viceversa? La cultura e il declino di una città: la crisi dell’Opera, l’agonia dell’Eliseo, il Festival del cinema… Perché in Italia siamo condannati a regredire, e non riusciamo a far crescere una ‘cosa’?”. Domande a cui è difficile non associarsi e a cui le parole di Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce-Cinecittà – nel Corriere della Sera del 23 ottobre – sembrano la migliore risposta: “Questa manifestazione ha il peccato originale di essere stata voluta dai politici. Io toglierei il Festival dalla Fondazione Cinema per Roma per metterlo sotto l’ombrello del ministero dello Sviluppo Economico, senza rispondere al sindaco di turno. Solo così s’internazionalizza il made in Italy”.
Nello stesso articolo, il presidente dell’Anica Riccardo Tozzi spiegava che l’industria ha sostenuto fino a questo momento il festival per creare un grande mercato italiano, come fu il Mifed a Milano. Ma secondo lui servirebbe un Palazzo del cinema, come succede a Cannes e a Berlino. E se soldi il Comune non ne ha più, dovrebbe rimuovere gli ostacoli burocratici che impediscono agli imprenditori di investire in tal senso. Di fatto Repubblica ieri titolava Spettatori in calo. Müller dice addio. Il direttore in tre anni ha subito pressioni politiche, non riuscendo spesso neanche a rimuovere alcune figure in carica dai tempi di Veltroni.

Takashi Miike - Lesson of Evil
Takashi Miike – Lesson of Evil

Il direttore ha fatto del suo meglio, ritagliandosi degli spazi, delle riserve dove ancora si è potuto avere del grande cinema da festival europeo che si rispetti. I Premi a Fedorchenko e Miike ne sono la conferma. Ma ogni anno sbloccare i finanziamenti a quattro mesi dalla data d’inizio è una maniera corretta per costruire un festival che si rispetti e che punta a rivendicare spazio nell’agenda Internazionale? Non solo indecisione tra l’identità di festival e quella di festa, ma anche sulle date della kermesse, cambiate di anno in anno (novembre era sapientemente equidistante tra Venezia e Berlino e l’idea fu di Müller) e che in questa edizione, di nuovo a metà ottobre, sono andate a sovrapporsi al London Film Festival, che finiva, e al Tokio Film Festival, che iniziava.
E se Müller non ci sarà più, il timone a chi andrà? È Sesti destinato a succedere nella direzione di un festival che vuole conservare la “caratura internazionale”, per usare le parole di Lamberto Mancini, direttore generale della Fondazione Cinema per Roma?
Qualsiasi evento toccato da Müller nella storia degli ultimi quarant’anni circa è diventato eccezionale e finito sotto l’attenzione del mondo internazionale che conta. La stima che l’intellighenzia diplomatica mondiale riserva a Müller non può essere casuale. Se neanche Müller ce l’ha fatta a Roma, riesce impossibile credere che un festival cinematografico di peso nel bilanciere internazionale potrà mai esistere nella Capitale. Persino nel Paese dei Miracoli.

Federica Polidoro

www.romacinemafest.it

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.