Nico Vascellari per Ermenegildo Zegna. Arte su misura

Prosegue il viaggio dell’azienda italiana nel mondo dell’arte contemporanea. Si chiama “Art in Global Stores” il nuovo progetto dedicato ad artisti mid-career, in dialogo con le boutique del marchio. Arte, moda e stile. Partendo da Vascellari, a Ginevra

Art in Global Stores, Nico Vascellari - Boutique Ermenegildo Zegna, Ginevra

Diana Vreeland, per il mondo della moda, è l’insuperabile mentore che tutti i fashion editor del mondo avrebbero voluto avere. Pioniera, lungimirante, visionaria, rivoluzionaria. “Lo stile è tutto”, diceva, “senza di lui non sei nessuno”.
La stagionalità della moda ha sempre corso sui binari paralleli dell’evoluzione dello stile. Tra corsi e ricorsi, lo stile ha assorbito i cambiamenti della storia, della società, spesso ha fiutato piccole grandi trasformazioni o compreso in fieri cambiamenti importanti.
E l’arte? Parlare ancora oggi di “anticorpi curatoriali” verso la mefistofelica moda è piuttosto anacronistico. Sono preziosi quei mecenati illuminati, spesso provenienti proprio dall’universo del fashion, disposti a supportare genuinamente il lavoro degli artisti, lasciando loro la libertà totale nella realizzazione delle opere.
Il gruppo Ermenegildo Zegna ha intrapreso lo scorso marzo un progetto pubblico articolato e globale, dal titolo ZegnArt, cominciato a Mumbai e con una prossima tappa in Brasile, a settembre 2014. Ambizioso, impegnativo, complicato, interculturale. Parallelamente, il brand ha investito nel progetto “Art in Global Stores”. Operazione più lineare che prevede un’opera site-specific, realizzata da un artista mid-career, da collocare permanentemente in uno dei suoi negozi. Per il primo episodio è stato scelto Nico Vascellari, classe 1976, che è intervenuto nella nuova boutique ginevrina appena inaugurata e progettata dall’architetto Peter Marino che seguendo lo stile rigoroso di Zegna ha “dosato” la sua creatività esplosiva.

La boutique di Ermenegildo Zegna a Ginevra
La boutique di Ermenegildo Zegna a Ginevra

L’opera di Vascellari è una sorta di “stratificazione della memoria”, la sua e quella della sua ristretta comunità. Una corda che l’artista ha usato precedentemente per una sua azione performativa, quando vi si è arrampicato su, per accedere dalla strada al suo studio, passando dalla finestra. C’è chi scende, “scivola”, come Carsten Höllere chi sceglie la via più difficile, quella della salita. Chiara metafora della difficoltà del fare, di dare forma a un’idea, a un progetto. Quella corda è stata intrecciata da decine di pezzi di vestiti, parti sminuzzate di Jeans, T-shirt, canottiere, che l’artista si è fatto regalare dai suoi amici. Alta la percentuale di casualità, la stessa di quegli abiti addossati nella Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto o di quelli sollevati da una gru nella monumentale montagna di stracci di Christian Boltanski. L’abito come collettore di esperienza, di vita, di vissuto.

Art in Global Stores, Nico Vascellari - Boutique Ermenegildo Zegna, Ginevra
Art in Global Stores, Nico Vascellari – Boutique Ermenegildo Zegna, Ginevra

Fondamentale per Vascellari la visita al Lanificio Zegna a Trivero, che ha trovato molto simile al suo contesto, Vittorio Veneto, e dove è rimasto affascinato dai  movimenti dei macchinari, da quel fare che necessita tanto lavoro. Di quel viaggio l’artista ricorda “in particolar modo di aver visto durante la visita un macchinario che muovendosi sollevava lembi di stoffa bianca e nera stampata, con un movimento molto leggero, alzandosi e abbassandosi, quasi come la danza di un cobra. Questi sono stati gli elementi basilari dai quali sono partito per concepire l’opera”.
Una trama di intrecci, una liana che unisce, che diventa fil rouge della tradizione, dell’eredità. Una “radice” che si sviluppa verticalmente, dal pavimento al soffitto, diramandosi all’interno di una scala, insinuandosi con rumore tra oggetti inanimati, ma destinati a viaggiare, ad assorbire, a trasformarsi e a conservare”storie, segreti. Se gli abiti e tutti quegli stracci colorati carichi di storia potessero parlare…

Daniele Perra

 

 

 

Boutique Ermenegildo Zegna, Ginevra
80-84, rue du Rhône
www.zegnart.com
www.zegna.com

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico d’arte, curatore e consulente strategico per i media e la comunicazione. Editorialista di “Artribune”, è stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “GQ Italia” “GQ.com”, “ArtReview” “Mousse” “pagina99”. E' stato capo ufficio stampa e consulente strategico per la comunicazione della Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna e Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall, Malmö, Svezia. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea, Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e allo IED e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano (2004-2005), è stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.