After Fukushima, Tokyo Now! (IV)

Il Tokyo Culture Creation Project è uno degli snodi fondamentali per la cultura del contemporaneo nella capitale giapponese. La condirettrice, manco a dirlo, è una donna e risponde al nome di Makiko Yamaguchi. Fra i suoi obiettivi, nientemeno che “disseminare la cultura contemporanea di Tokyo in tutto il mondo”. E così si conclude il nostro reportage dalla capitale giapponese.

Shinji Ohmaki, Idola, 2012 - photo Keiji Takashima

Che cos’è il Tokyo Culture Creation Project e quali sono i suoi obiettivi?
Il Tokyo Culture Creation Project è organizzato dal Tokyo Metropolitan Government, la Tokyo Metropolitan Foundation for History and Culture, in cooperazione con organizzazioni artistiche non profit. Ha lo scopo di far diventare Tokyo una città per la creatività culturale globale. Il progetto rende possibile il coinvolgimento di un largo numero di persone nella creazione culturale, offrendo opportunità per fare esperienze creative ai bambini e ai giovani. Inoltre crea e dissemina in modo globale la cultura di Tokyo con festival internazionali e svariati altri eventi.

Quali sono le principali attività?
Ci sono quattro categorie distinte. I festival, i progetti per i bambini e per i giovani, gli Artpoint, ovvero programmi di collaborazione fra artisti e cittadini organizzati in zone periferiche, e il networking, con l’International Conference e l’International Visitors Program, per promuovere Tokyo come “città della creazione e della cultura globale”.

Che cosa fate nello specifico per le arti visive?
Gli artisti visivi sono specialmente coinvolti per la Roppongi Art Night, il Tokyo Art Meeting e in progetti nelle comunità locali, dove vengono invitati molti emergenti.


Il vostro progetto rientra nelle Tokyo Creative Weeks. In che modo?
L’International Conference e l’International Visitors Program fanno parte del programma speciale per le Tokyo Creative Weeks. Nel primo caso si tratta di un programma per disseminare la cultura contemporanea di Tokyo in tutto il mondo, per il quale vengono invitati dieci esperti culturali provenienti da numerosi Paesi. Lo scopo è anche quello di consolidare un network internazionale attraverso la cultura e l’arte. Il secondo è orientato agli scambi culturali internazionali.

Come finanziate le vostre attività?
Il Tokyo Culture Creation Project è una delle organizzazioni che si occupa della politica culturale del Tokyo Metropolitan Government.

Collaborate con organizzazioni non profit?
Sì, piuttosto spesso. Ad esempio per il Festival Tokyo, il Sound Live Tokyo o per alcuni progetti per l’Artpoint.

State lavorando a qualche programma culturale specifico, considerando che Tokyo è tra le città candidate per le Olimpiadi del 2020?
Nessun programma specifico al momento.

Daniele Perra

www.bh-project.jp

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #11

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per i media e la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia” “GQ.com”, "SOLAR". È consulente strategico per la comunicazione della FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e docente di Contemporary Art e Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". Ha lavorato come Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall, Svezia, e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e allo IED e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano (2004-2005). È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.