Costa Crociere: l’arte oltre l’immagine

L’immagine naufragata, intransigente della Costa Concordia ha spalancato gli occhi di molti spettatori nel trascorrere di un lampo, diventando luogo di uno scarto, di uno squarcio reale e mentale, fra immanenza e irrealtà. Ora si tenta di scrivere un nuovo capitolo, dove l’arte svolge un ruolo da protagonista. Appuntamento a Venezia il 5 maggio, mentre qui trovate l’intervista ai curatori di questo nuovo progetto.

Costa Fascinosa

Nel caso del Gruppo Costa, di un’azienda dell’intrattenimento nell’eccellenza, la testimonianza di un’effigie fatale deve superare l’identificazione con ciò di cui testimonia. E così, il 5 maggio, con una cerimonia essenziale e riservata, a Venezia, prende il largo l’ultima creatura del Gruppo: la Costa Fascinosa. Una nuova imbarcazione che, per i 3.800 ospiti a bordo, offre l’opera d’arte come metodica strutturale di rappresentazione (da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Lucia Sammarco Pennetier a Nathalie du Pasquier). Prevedendo, fra i diversi ponti della nave, percorsi estetici che hanno il compito di connotare un linguaggio iconico votato al bello, nel cuore di un’entità nautica. Artribune, per l’occasione, ha incontrato i due curatori: Sandra Casagrande e Roberto Recalcati.

Giulio Paolini - dal Trionfo della rappresentazione - 1986 (3° tavola)

Dopo l’incidente della Concordia, la Costa Fascinosa quale messaggio, quale nuova identità vuole veicolare? In che modo le opere d’arte a bordo corrispondono a questa personalità che Costa vuole mostrare?
Il progetto artistico per Costa Fascinosa nasce molto prima dell’incidente della Concordia e buona parte delle opere commissionate erano già state consegnate, ma quel fatto ha inevitabilmente mutato la percezione del lavoro che si stava portando a termine. Costa non è un semplice acquirente, né un investitore in senso borsistico, né un collezionista; Costa è un vero mecenate. Con Costa Fascinosa, la compagnia riconferma e rilancia con forza la sua passione e il suo impegno per l’arte, il suo legame con le eccellenze italiane. Quest’anno, proprio per rendere visibile questo legame con il mondo della cultura – non solo agli occhi dei passeggeri -, Costa Crociere ha promosso la mostra personale di Sophia Vari a Genova e sono state organizzate due anteprime: parte del grande mosaico Sguardo profondo nell’andar per mare di Marco Dezzi Bardeschi è stato esposto al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara.

Ballroom Angelo Azzurro - Costa Fascinosa

In che modo Costa Fascinosa verrà connotata dalle opere a bordo?
Nessun fattore formale predefinito circoscrive il fascino. Il fascino è quella segreta e fuggevole arma di seduzione le cui forme, non codificate, non sempre si legano alla bellezza stereotipata, ma spesso scaturiscono da qualcosa di “curioso”, imprevedibile e bizzarro. E questo corrisponde alla filosofia della nave. Se l’idea di fascino allude a una seduzione che annuncia una promessa che può essere tale solo se sempre rinviata, allora il fascino non sarà semplicemente il “tema” della nave, ma la nave stessa come opera d’arte totale.

Gli artisti hanno lavorato site specific, appositamente per le architetture della nave?
Il progetto artistico per una nave da crociere è qualcosa di completamente diverso rispetto alle abituali esposizioni d’arte. I progetti di Joseph Farcus sono architettonicamente molto caratterizzati e ricchi di elementi comunicativo/decorativi, colori e luci. L’artista deve essere consapevole che lo spazio che accoglierà la sua opera diventa scenografia in cui chi guarda è coinvolto attivamente, proprio perché gli ambienti sono pensati e progettati per stupire e meravigliare, dove gli ospiti, ma anche gli artisti, sono chiamati a partecipare a una continua e ininterrotta festa dei sensi. Il rapporto degli artisti con gli ambienti della nave è quindi inevitabilmente di tipo ermeneutico, nasce da un confronto di comprensione e interpretazione delle entità in gioco, da un dialogo.

Emanuela Venturini - Prua - vaso disegnato per Venini e installato su Costa Fascinosa

Quanti artisti sono stati selezionati per lavorare a Costa Fascinosa e con quali criteri?
Il progetto artistico, che si sviluppa nell’arco di un anno, inizia con l’elaborazione del tema e la definizione di un canovaccio su cui i singoli artisti articolano la loro proposta, in questo caso centrata sulla messa in scena del fascino. Ad esempio, abbiamo scelto Vanni Cuoghi per l’ironia e il sarcasmo che contraddistinguono il suo lavoro, incuriositi dall’interpretazione che avrebbe dato del fascino femminile. Nel caso di Fascinosa abbiamo lasciato che i trentasette artisti coinvolti (affermati e non) affrontassero il tema nella massima libertà, in modo da poter definire un ventaglio vario di interpretazioni, che si intrecciano e si dispiegano lungo le varie aree della nave.

Quante sezioni tematiche ripartiscono le opere a bordo e come vengono ripartite lungo i diversi ponti della nave?
Nella nave non esistono vere e proprie ripartizioni tematiche definite rigidamente, ma un percorso eclettico, composito e inevitabilmente frammentario, esploso dalla sensibilità e dall’intelligenza dei vari artisti; solo le opere presenti sulle tre scalinate e nel centro benessere individuano dei veri e propri sottotemi. Ad esempio: la scala di poppa si potrebbe definire la scala alchemica, dove il piombo si trasforma in oro, grazie al processo di sublimazione del cinema e del teatro, attraverso le opere di Annalisa Pirovano, Davide Avogrado o Roberta Serenari. Nell’atrio principale troviamo i grandi lavori di Marco Grassi e le opere digitali di Eloisa Gobbo, mentre l’atrio di poppa ospita l’imponente scultura di Luisa Valentini. Il Gran Bar ospita due sculture di Sophia Vari, le installazioni in filo di rame di Resi Girardello e tre vasi realizzati appositamente da Venini. Per finire, nelle suite abbiamo, fra gli altri, inserito i lavori di Piero Addis, Gianluca Aiolo, Davide Avogadro, Luca Conca, Nathalie Du Pasquier, Iosif Hadjikyriakos, Cristina Iotti e Claudio Prestinari.

Ginevra Bria

www.costacrociere.it

CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Sono il vice presidente del Gruppo SCALA di Firenze, noto per il suo grande archivio di imagini d’arte antica, moderna e contemporanea. Considerato il piu grande del mondo. Tutte le immagini del MoMA, del Metropolitan di New York, degli Uffizi e del Louvre, del British Museum e della national Gallery di Londra, ecc sono disponibili spesso in esclusiva sul nostro sito web.
    Molti anni fa arredammo in collaborazione con lo Studio Gregotti di Milano le cabine di una nave Costa con pannelli rappresentanti opere d!arte del Rinascimento italiano.
    Oggi, a questi media si aggiungono anche le produzioni multimediali on e off line, in cui Scala e’ un leader internazionale.
    Le idee progettuali non ci mancano e ci piacerebbe confrontarle con le vostre, che sono senz’altro di avanguardia
    Alvise Passigli, V.P.

    • Niente di Nuovo quindi nelle intenzioni della Holding CostaCrociere per ben figurare through this new restyling…

  • francesco cangiullo

    Quella che vi propongo è la lettera inviata agli amministratori dell’isola Del Giglio. Contiene una proposta originale per l’utilizzo del relitto della Concordia.

    Cari politici dell’Isola del Giglio,
    apprendo oggi che la Protezione Civile ha sentenziato che per rimuovere il relitto della Concordia occorreranno 10 mesi.
    Il sottoscritto artista visivo vi sottopone un’ipotesi alternativa x non distruggere anzi per incrementare il flusso turistico.
    Pensavo che il relitto in questione, una volta svuotato del carburante, potrebbe essere acquisito dallo Stato italiano e dato in gestione al governo dell’isola. La parte emersa della nave, opportunamente consolidata ed ancorata a spese della compagnia Costa (spese sicuramente inferiori ad uno smantellamento dell’imbarcazione), potrebbe essere trasformata in un gigantesco centro culturale con musei, sale da concerti, servizi alberghieri e di ristorazione.
    Diventerebbe una meta d’obbligo del turismo internazionale per sempre.
    Lo so, la proposta appare in un primo momento un pò cinica ma in realtà – al di là del valore estetico che avrebbe un simile spettacolo che tanti reporters ci hanno già fatto apprezzare – ha un profondo valore etico. Infatti rappresenterebbe il riciclaggio di un enorme rifiuto rendendolo, invece che un carico, una grande risorsa per la collettività.
    L’Italia, al contrario di tanti altri paesi europei, è abituata ad abbattere piuttosto che a riutilizzare tanti edifici ascrivibili all’archeologia industriale, ed anche in questo caso pensa solo a rimuovere.
    Io credo invece che voi dobbiate usare l’immaginazione ed impegnarvi per la concretizzazione di quest’idea che potrebbe cambiare il vostro futuro .
    Vi ringrazio per l’attenzione.
    Saluti.
    Francesco Cangiullo