Interruzioni artistiche. Nella Roma contemporanea

Inaugura domani, fra la mattina e il primo pomeriggio, la seconda edizione di “Temporaneo”, rassegna di arte contemporanea in luoghi pubblici organizzata dalla Nomas Foundation. Dalle università al Teatro India, dall’Auditorium di Renzo Piano a una ex vetreria, cinque artisti contribuiscono a far “inciampare” il passante. Ve lo raccontiamo in anteprima.

Claire Fontaine - Siamo con voi nella notte - 2011 - courtesy l'artista & T293, Napoli-Roma

Roma si muove, lentamente ma si muove. Lo dice anche l’arte contemporanea, che da domani e fino al 22 novembre torna a “rompere” la linearità di alcuni luoghi del passaggio urbano con una riflessione sul cambiamento che si fa opera d’arte. Cinque opere firmate da giovani artisti internazionali come Giorgio Andreotta Calò, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Petrit Halilaj e Hans Schabus per cinque luoghi che negli ultimi dieci anni sono stati cambiati e rivisitati: il Ponte della Musica, l’ex vetreria Sciarra dell’Università la Sapienza, il Teatro India, l’Auditorium Parco della Musica e il piazzale del Rettorato dell’Università di Roma Tre a Ostiense.
Interruzioni d’arte contemporanea che illuminano la seconda edizione di Temporaneo, rassegna curata e pensata da IMF – International Music Fine Art, insieme alla Nomas Foundation dei coniugi Sciarretta, per contaminare la città con l’arte, aprire a pubblici differenti la fruizione artistica e stimolare la riflessione sulla contemporaneità.
Come “spie luminose”, le opere, pensate appositamente per i luoghi, invitano il visitatore e il passante a una riflessione non in armonia ma in collegamento con lo spazio nel quale sono allestite. Così, ad esempio, l’opera sonora di Giorgio Andreotta Calò al Ponte della Musica, nato anche per collegare la contemporaneità del Maxxi e dell’Auditorium, rievoca sonorità rom e tzigane che, mixate con parole e note dell’Inno di Mameli, ricordano la vita dei nomadi sulle sponde del fiume e l’immigrazione che forse mai si è trasformata in integrazione, e tutto questo stride con la modernità fredda del nuovo ponte. Come a voler ricordare le stratificazioni, non solo architettoniche, che ci sono in una città come Roma.

Petrit Halilaj -They are Lucky to be Bourgeois Hens II - 2009 - coll. Raffaella e Stefano Sciarretta, Nomas Foundation, Roma - courtesy Chert, Berlin

L’artista kosovaro Petrit Halilaj ripropone invece nei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica l’opera They are lucky to be bourgeois Hens II, una navicella spaziale in legno con un pollaio di galline attorno, un’interruzione bucolica e agricola lievemente nostalgica in bilico tra passato e futuro. Il “pollaio spaziale” che l’artista ha costruito con amici e parenti sottolinea un passaggio verso un altrove sconosciuto nel quale, per andare verso il progresso, si perdono le radici.
Gli artisti che abbiamo scelto per ‘Temporaneo’”, spiega Ilaria Gianni, curatrice del progetto insieme a Cecilia Canziani, “sono abituati a lavorare nello spazio pubblico, in modo specifico per il luogo ma soprattutto in modo impegnato, sempre con un messaggio da dare”.
Allora il neon del collettivo artistico Claire Fontaine al Teatro India che recita “Siamo con voi nella notte”, rifacendosi a una scritta che appariva sui muri degli anni ’70 per solidarietà con i prigionieri politici, è dedicato ed è in sostegno al movimento dei lavoratori dello spettacolo che da tre mesi ha occupato il Teatro Valle contro i tagli alla cultura.
Supervietato
, l’opera di Flavio Favelli, apre gli spazi dell’ex vetreria Sciarra, oggi dipartimento di Scienze Umanistiche della Sapienza, con una vetrata dedicata alla censura. Un enorme collage di materiali vari ripescati e ritagliati dai manifesti cinematografici del cinema per adulti ricompongono un nuovo quadro scenico di impatto immediato.

Flavio Favelli - Supervietato - 2011 - courtesy l'artista & Galleria S.A.L.E.S, Roma

Sempre in ambito accademico, all’Università di Roma Tre ha lavorato l’artista austriaco Hans Schabus, che ha ripensato il cortile e i suoi arredi secondo la sua visione e percezione. Schabus, che basa il suo lavoro proprio sulla percezione fisica e psichica dello spazio in cui lavora, ha creato Appostamento che, in qualche modo, stravolge anche la fruizione del luogo da parte di studenti e professori.
I luoghi che abbiamo scelto”, dice Elisabetta Besi della Fondazione IMF, “sono luoghi che stanno cambiando e che mostrano il movimento della Roma contemporanea, ma l’operazione è stata complessa, perché installare delle opere in luoghi pubblici della città è stato impegnativo soprattutto da un punto di vista amministrativo”.
Temporaneo
sarà anche un talk, una tavola rotonda che il 29 al Maxxi BASE (il centro di ricerca del museo) affronterà il tema dell’arte contemporanea nella città in evoluzione.

Geraldine Schwarz

Roma // fino al 22 novembre 2011
Temporaneo 2011
a cura di Ilaria Gianni e Cecilia Canziani
LUOGHI VARI
www.temporaneoart.org

  • progetto intelligente. bene

  • peccato sempre gli stessi nomi, ma abbiamo capito che su questo punto i curatori (non critici, bada bene…) italiani hanno delle evidenti rigidità….motivate a mio parere da poco tempo e poca voglia e pochi soldi per approfondire..peccato