Da Paris Photo a Saint-Germain. 5 mostre da non mancare nel quartiere dell’arte

La settimana della fotografia parigina riserva un calendario denso di appuntamenti, che si spingono ben oltre il weekend fieristico. Ne è un esempio Photo Saint-Germain, il ciclo di mostre, incontri e visite guidate che, fino al 19 novembre, anima uno dei quartieri più vivi, sotto il profilo artistico, della città. Ecco un itinerario non convenzionale fra cinque rassegne a tema fotografico sulla Rive gauche.

1. BRUNO FERT – ACADÉMIE DES BEAUX-ARTS

Bruno Fert, Barque en flames. Mer Méditerranée, juillet 2017, dettaglio

Attraversata la Senna, lasciandosi il Louvre e le Tuileries alle spalle, la prima tappa, in quai de Conti, è l’Académie des beaux-arts, ospite, nonostante le ristrutturazioni in corso, della monografica dedicata a Bruno Fert. Insignito del Prix de Photographie nato in seno all’Accademia nel 2007 per consentire al vincitore la realizzazione di un progetto, Fert ha dato vita a Refuge, un racconto visivo in cui si intrecciano le storie, i volti, le parole e i luoghi che compongono le drammatiche vicende dei rifugiati. Colpisce lo sguardo la lucidità, concettuale ed estetica, messa in campo dal fotografo, specie negli scatti dedicati ai frammenti di paesaggio e agli spazi di frontiera.

Parigi // fino al 19 novembre 2017
Bruno Fert. Refuge
ACADÉMIE DES BEAUX-ARTS
27 quai de Conti
www.academie-des-beaux-arts.fr

2. FRANK HORVAT – GALERIE DINA VIERNY E LE MINOTAURE

Frank Horvat, 1959, London, UK, dancing couple in Soho – 1956, Paris, France, flic (french policeman) (b), 2017, 90 x 120 cm

Addentrandosi fra le vie di Saint-Germain-des-pres, si raggiunge la galerie Dina Vierny che, insieme alla galerie Le Minotaure, nella vicina rue des Beaux-Arts, propone una ventina di dittici firmati da Frank Horvat. Un preludio al cosiddetto “Horvatyear”, che si celebrerà nel 2018, in occasione del novantesimo compleanno di uno degli autori che hanno scritto un’importante capitolo della fotografia novecentesca. Il prossimo anno l’artista presenterà 365 dittici, esponendoli in musei, gallerie d’arte e sulla sua pagina Facebook. Emblema di un registro fotografico che trova nel frammento e nella giustapposizione i propri simboli, i dittici di Horvat affiancano mondi apparentemente inconciliabili, eppure, a uno sguardo più attento, straordinariamente vicini.

Parigi // fino al 19 novembre 2017
Frank Horvat ‒ Horvatyear ‒ Diptyques
GALERIE DINA VIERNY
36 rue Jacob
GALERIE LE MINOTAURE
2 rue des Beaux-Arts
www.galeriedinavierny.fr
www.galerieleminotaure.com

3. WEEGEE ‒ GALERIE MEYER OCEANIC & ESKIMO ART

Weegee, Bitter Cold too Much for Mayor, January 8, 1942, silver gelatin print on glossy fibre paper, printed by January 16, 1942, © Weegee / International Center of Photography

Senza abbandonare la rue des Beaux-Arts, non si può mancare una visita alla galerie Meyer Oceanic & Eskimo Art, ospite della mostra promossa dalla galerie Daniel Blau di Monaco. Protagonista un altro grande nome della fotografia del secolo scorso, quel Weegee che ha fatto scuola per intere generazioni di fotografi. La mostra riunisce una corposa serie di scatti realizzati negli Anni Trenta e Quaranta, offrendo un buon colpo d’occhio sui temi presi in esame dall’autore ucraino, naturalizzato statunitense: scorci urbani, omicidi, incendi, folle oceaniche, il tutto eternato da un bianco e nero di forte impatto, al limite del chiaroscuro.

Parigi // fino al 19 novembre 2017
Extra! Weegee
GALERIE MEYER OCEANIC & ESKIMO ART
17 rue des Beaux-Arts
www.meyeroceanic.art

4. JAROMÍR FUNKE ‒ CENTRE TCHÈQUE DE PARIS

Jaromír Funke, Solitude and Glasses, 1924

Restando in tema di bianco e nero, la mostra allestita presso il Centre Tchèque de Paris è una vera chicca. Lungo i piani dell’edificio prende forma una narrazione per immagini orchestrata dal ceco Jaromír Funke, esponente di un’avanguardia novecentesca che affonda le radici nei dettami surrealisti e nell’interesse, tutto cubista, per la struttura degli oggetti. Sguardi immobili al limite dell’inquietudine, occhiali in bilico sulle proprie asticelle e affascinanti scomposizioni di riflessi popolano scatti dal sapore rivoluzionario, sulle soglie dell’astrazione.

Parigi // fino al 15 novembre 2017
Jaromír Funke
Centre Tchèque de Paris
18 rue Bonaparte
http://paris.czechcentres.cz

5. GUIDO GUIDI E MONICA BIANCARDI ‒ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

Guido Guidi Le Corbusier – 5 architetture, exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2017

Cambio di registro, epoca e lingua per l’ultima tappa di questo insolito tour, che si conclude con la monografica di Guido Guidi all’Istituto Italiano di Cultura. Circa settanta stampe, molte delle quali inedite, innescano un dialogo tra la fotografia di Guidi e l’architettura di Le Corbusier: i protagonisti degli scatti sono la Maison La Roche, la Maison Planeix, la Cité-Refuge, la Villa Savoye e l’Usine Claude-et-Duval, restituiti dall’autore attraverso un registro fatto di linee nette e di punti di vista che prediligono le superfici.
Tutt’altro registro per gli scatti di Monica Biancardi, che presenta gli esiti di una ricerca durata sette anni, giocando sull’autonomia dell’immagine e su una concatenazione di rimandi imprevisti.

Parigi // fino al 24 novembre 2017
Guido Guidi Le Corbusier – 5 architetture
Monica Biancardi ‒ RiMembra
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
50 rue de Varenne
www.iicparigi.esteri.it

Arianna Testino

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.