Napoli sempre più contemporanea. Apre nel 2018 il nuovo spazio del londinese Thomas Dane

Una scelta inedita: Dane è il primo a scegliere Napoli, invece di Milano o Roma per la sua nuova venue. La sede sarà nella bellissima Casa Ruffo, nel distretto di Chiaia. Ad aprire la galleria cinque artisti con una mostra che riflette su Napoli.

Il nuovo spazio di Thomas Dane a Napoli
Il nuovo spazio di Thomas Dane a Napoli

Ancora grandi gallerie straniere che aprono spazi espositivi in Italia. La notizia di una apertura della Thomas Dane Gallery a Napoli era dilagata già lo scorso dicembre 2016 e Artribune era stata la prima a cogliere questo segnale. Ora, mentre apre a Londra la Frieze Art Fair, il gallerista direttamente dal suo stand, si sbottona con noi e ci racconta perché Napoli e non Milano o Roma. “Napoli”, ci spiega, “è una città che ho amato per molti anni. Non è come tutte le altre città ed è, se devo essere sincero, l’unico posto in cui avrei potuto immaginare di aprire un’altra galleria. In principio, in realtà, non avevo nemmeno l’idea di inaugurare un’altra location. Ma è in qualche modo successo e quando ho comunicato questa idea agli artisti tutti se ne sono immediatamente innamorati e allora mi sono ritrovato a cercare uno spazio. Spero che saremo in grado di dare un contributo di valore”.

Il nuovo spazio di Thomas Dane a Napoli
Il nuovo spazio di Thomas Dane a Napoli

MA COME SARÀ E DOVE SARÀ QUESTO NUOVO SPAZIO?

Aprirà a gennaio 2018, in una città sempre più ricca di gallerie, musei, luoghi espositivi. E avrà più anime. In parte residenza, in parte project space, in parte luogo espositivo, troverà casa nel primo piano di Casa Ruffo, un palazzo del XIX secolo, da poco restaurato, che si colloca nel distretto di Chiaia. Come ci tengono a far sapere Thomas Dane e il suo staff, sarà un luogo soprattutto dedicato agli artisti: uno spazio “fisico” e “mentale” per pensare, lavorare, ed esporre. Il Palazzo è stato protagonista di un interessante processo di restauro, teso a salvaguardare spazi e arredi originali, soprattutto una veranda, che guarda, con un sospiro di “goethiana memoria”, al golfo e all’isola di Capri. Costruito da Beniamino Ruffo di Calabria nel tardo XIX secolo, ha ospitato nel corso della sua storia personaggi del calibro di Benedetto Croce.

La Thomas Dane Gallery di Londra
La Thomas Dane Gallery di Londra

I MAESTRI E LA CITTÀ

E non è un caso che alla sua prima uscita su questo tema, Thomas Dane, che ha una galleria in Duke Street a Londra, citi tutti i personaggi che hanno reso grande Napoli e l’immaginario su Napoli nel corso della sua storia: dal poeta Virgilio, agli scrittori e gli artisti che hanno trovato ispirazione “nel caos e nell’energia vitale ed opulenta della città”, fino all’ “autoctono” gallerista Lucio Amelio. “Lucio Amelio”, continua Dane, “è stato un gallerista grande e leggendario, anche se Napoli continua ad avere oggi importanti galleristi. Nessuno parla di Napoli senza citare Lia Rumma. Amelio ha portato la maggior parte degli artisti chiave del XX secolo. Ha dato a Napoli, un ulteriore, intrigante tassello di storia”.

L’OPENING E LA NUOVA DIRETTRICE

La data prevista per l’opening è il 24 gennaio 2018, dalle 18 alle 20. Con l’obiettivo di offrire una visione generale e approfondita dello spazio espositivo, la mostra inaugurale si svolgerà all’interno di cinque stanze e per due mesi ospiterà alcuni artisti che in maniera letterale o allegorica hanno tratto ispirazione da Napoli o “dall’idea di Napoli”, ognuno nella maniera che lo contraddistingue. Questi sono: Bruce Conner, Steve McQueen, Catherine Opie, Caragh Thuring e Kelley Walker. A dirigere lo spazio sarà Federica Sheehan, cresciuta tra Milano e New York, ma da sette anni residente a Napoli, laureata in storia dell’arte alla NYU, con un pedigree nel mondo della moda, avendo lavorato con Alberta Ferretti, Donna Karan e Versace, e successivamente nell’arte, collaborando con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Bricherasio.

Year of the monkey. Exhibition view at Galerie Emanuel Layr, Roma 2017
Year of the monkey. Exhibition view at Galerie Emanuel Layr, Roma 2017

LE GALLERIE “STRANIERE” IN ITALIA

Thomas Dane non è il primo ad aprire una venue nel Bel Paese, anche se di solito i colleghi hanno scelto Milano e, soprattutto, Roma. A inizio 2017 è, per esempio, approdato nella Capitale Emanuel Layr, che in Austria ha uno spazio nel centro storico di Vienna e a Roma una gemella in zona Trastevere, dove si trovano anche Frutta di James Gardner e Gavin Brown. Sempre in città trova sede peraltro la galleria di Lorcan O’ Neil, mentre lo spazio espositivo di Lisson Gallery a Milano ha chiuso di recente dopo diversi anni di attività, come riportato da Artribune. Ma la scelta di Napoli è sicuramente un inedito. La città effettivamente negli ultimi anni ha dimostrato di essere una delle mete più interessanti per l’arte, con una buona rete di gallerie, collezionisti illuminati, un Museo come il Madre che nel 2015 Artribune ha incoronato come il migliore per la sua programmazione dello scorso anno, nuovi progetti di importante caratura, come l’inaugurazione nel 2016 di Casa Morra, che l’8 ottobre aprirà al pubblico il secondo ciclo del suo importante progetto espositivo, e così via. Insomma una città che ferve di contemporaneo. Altri colleghi seguiranno l’esempio di Dane?

– Santa Nastro

Napoli// 24 gennaio 2018, dalle 18 alle 20
Thomas Dane Gallery, Naples
Via Crispi, 69


www.thomasdanegallery.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.