Una mega installazione d’arte contemporanea in Piazza della Signoria a Firenze. Arriva Urs Fischer

A partire dal prossimo 22 settembre, nell’ambito del progetto InFlorence e in concomitanza con la Biennale Internazionale dell’Antiquariato, Piazza della Signoria ospiterà per tre mesi Big Clay, una grande scultura realizzata dell’artista svizzero Urs Fischer. Coinvolto inoltre anche l’Arengario di Palazzo Vecchio, con una performance che prevede lo scioglimento di due statue in cera raffiguranti Francesco Bonami e Fabrizio Moretti, curatore e producer della manifestazione.

Urs Fischer, Big Clay

Dal 2015 il progetto InFlorence, ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti e promosso dal Comune di Firenze, porta in città i grandi nomi dell’arte contemporanea per mostre-evento in Piazza della Signoria, probabilmente il luogo simbolo della fiorentinità e del Rinascimento. L’iniziativa, che si svolge in concomitanza con la Biennale Internazionale dell’Antiquariato, punta a fare di Firenze una città di primo piano anche per quanto riguarda l’arte contemporanea. Per queste ragioni, sin dalla prima edizione di due anni fa, si scelgono nomi importanti della scena artistica internazionale, del calibro di Jeff Koons e Jan Fabre, portando in città accesi dibattiti e polemiche.

LE OPERE DI URS FISCHER PER FIRENZE

Per la seconda edizione di InFlorence è stato scelto l’artista svizzero Urs Fischer (Triengen, 1966), che guadagnò notorietà quando, alla Biennale di Venezia del 2011, realizzò una copia in cera del Ratto della Sabina del Giambologna, facendola poi sciogliere. Una performance che sarà replicata a Firenze, con il posizionamento sull’Arengario di Palazzo Vecchio – fra la riproduzione del David di Michelangelo e quella di Giuditta e Oloferne di Donatello -, di due figure umane in cera che si consumeranno lentamente nel corso dell’evento, simboli della finitezza umana e della durevolezza dell’arte. Le due figure saranno quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti. Invece, Piazza della Signoria accoglierà Big Clay, monumento in alluminio alto 12 metri, metafora della semplicità e della primordialità del gesto umano che plasma la forma. Sulla superficie dell’opera, infatti, si trovano ancora le impronte digitali dell’artista. “Fischer è uno degli artisti più influenti della propria generazione, per la sua ricerca che non è affrontata per il semplice piacere della provocazione, ma intesa come strumento per raccontare storie nuove”, scrive il curatore della performance Bonami. “In tutto il lavoro di Fischer non sono gli elementi materiali ad essere protagonisti, ma i contenuti e i messaggi lanciati in modo diretto allo spettatore”.

Urs Fischer, Ratto delle Sabine
Urs Fischer, Ratto delle Sabine

I PRECEDENTI IN PIAZZA: DA JEFF KOONS A JAN FABRE

Nel 2015, per la prima edizione di InFlorence, il protagonista fu lo statunitense Jeff Koons, che colorò la piazza con le sculture lucidate a specchio di Pluto and Proserpina e Gazing Ball (Barberini Faun), due tributi agli originali del Rinascimento. In quell’occasione Koons ricevette dal sindaco Dario Nardella le chiavi della città. Apprezzata o meno, l’iniziativa di portare Koons in Piazza della Signoria ebbe l’indiscusso merito di riportare l’arte pubblica in primo piano nei dibattiti cittadini, ma anche nazionali, come dimostrano i numerosi articoli ospitati dalla stampa specializzata e non, a firma, fra gli altri, di Camillo Langone e Tommaso Montanari. L’anno successivo, al di fuori però del progetto InFlorence, Piazza della Signoria divenne il palcoscenico di Jan Fabre, che sarebbe stato protagonista anche della mostra Spiritual Guards al Forte Belvedere. Per l’occasione, la piazza ospitò due sue sculture, la colossale Searching for UtopiaThe man who measures the clouds, ma Fabre volle fare di più, con una performance notturna ispirata al tema della metamorfosi.

– Niccolò Lucarelli

Urs Fischer
InFlorence
A cura di Francesco Bonami
Dal 22/09/2017 al 21/01/2018
Piazza della Signoria
Firenze – Toscana

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.