Le eroine delle fumette. Un 8 marzo disegnato

Francia e Belgio sono patria europea dei fumetti, su questo non ci piove. Ma gli eroi sono quasi sempre maschiacci. E allora proviamo a cambiare prospettiva. Con Coco Maltese e Lucky Lucy, ad esempio…

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Astérixe, Obélixe, Cléopatrus, di Catel

Astérixe, Obélixe, Cléopatrus, di Catel

AUTOIRONIA A FUMETTI
I francesi avranno tanti difetti, però si presentano spesso particolarmente liberi e decisamente ficcanti nel pensiero e nella creatività. Anche nella melassa generale che il pianeta dedica alla Giornata della Donna, troppo spesso ormai festival diffuso di retoriche banalità ipocrisie merchandising, i cugini d’Oltralpe sanno dare mostra di inusuali punte di verve.
Un esempio sorridente di ironia/autoironia è il volumetto Héro(ïne)s. La représentation féminine en bande dessinée, curato dal Festival del fumetto di Lione per Arte Editions: un’occasione per mettere diagonalmente alla berlina i tradizionali stereotipi maschilisti del protagonismo fumettistico.

ASTERIXA E TINTINE
Soprattutto donne disegnatrici (con qualche timido infiltrato maschio) si sono cimentate a immaginare le controparti femminili di un gran numero di personaggi noti della bédé franco-belga ma anche dei comics americani e internazionali in genere.
L’esempio da copertina è indicativamente lampante: all’ombra angolosa delle piramidi, Asterixa e Obelixa si stendono ammiccanti sui cuscini godendo della vista del bel corpo di un molle Cleopatro dal naso a punta. Et voilà, il gioco coinvolgente del ribaltamento è annunciato e ampiamente svelato.
Nella stessa direzione va la cowgirl Lucky Lucy, che in sella trasporta un languido fidanzato (seduto all’amazzone, ça va sans dire) di cui tenta di frenare i teneri ardori. Sul versante non umoristico ma pienamente avventuroso, ci guarda di sbieco la pirata Long Jane Silver, con in pugno una sciabola che non promette nulla di dolce. Appaiono ben due versioni di Tintine, l’eccellenza principe (qui principessa) della scuola fumettistica franco-belga: in un caso ha trasformato il caratteristico ritto ciuffetto biondo in una lunga treccia inamidata e infiocchettata, nell’altro veste pochi pratici panni da Lara Croft e corre nella giungla centro-americana accompagnata da esilaranti versioni in gonnella (veramente una sì e una no) dei suoi comprimari abituali Tournesol e Haddock.

Coco Maltese, di Hélène Becquelin

Coco Maltese, di Hélène Becquelin

CORTO MALTESE IN GONNELLA
Ma una vetta di acume – che ci inorgoglisce particolarmente perché omaggia un autore nostrano, Hugo Pratt – è la volitiva Coco Maltese pronta sul molo a partire per l’ennesimo nuovo orizzonte. Il pay-off è azzeccato: “Viaggia da sola e se la cava benissimo”. E per l’occasione anche la sua casa editrice si trasforma dalla consueta Casterman in un’inevitabile Casterwoman.
Ma non è finita qui. Possiamo imbatterci anche in una ipermuscolosa e barbarissima, malgrado i vezzosi calzari con tacchi a spillo, Conass (l’assonanza è con l’espressione francese per “troia, bastarda”), che pur androgina si spupazza esili efebi di pelle delicata. E si potrebbe concludere con la spietata mutante Vulverine, “arma XX”… Ma invece forse è meglio buttarla ancor di più sul riso amaro, con la Gatta (sapete cosa indica la parolina chatte in francese, vero?) che, vocabolario in mano, sottolinea una verità incontrovertibile: “Anche il femminile è un maschile”.
Mesdames et mesdames, les jeux sont faits!

Ferruccio Giromini

Héro(ïne)s. La représentation féminine en bande dessinée
Arte Editions, 2015
ISBN 9782954714844

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