Ultimo anno per Katerina Gregos ad Art Brussels. ”Lascio per tornare a lavorare con gli artisti”. Chi subentrerà nel 2017 alla guida della fiera belga?

Print pagePDF pageEmail page

Katerina Gregos (foto David Plas)

Katerina Gregos (foto David Plas)

Sarà l’ultimo anno in Art Brussels per Katerina Gregos, il direttore artistico, che ha annunciato che rimarrà alle redini della fiera fino all’estate 2016. Le motivazioni sono più di carattere personale che professionale. Dopo quattro anni in Art Brussels la Gregos, stando alle sue dichiarazioni, sente il bisogno di percorrere nuove strade e di ritornare protagonista di una attività curatoriale maggiormente a contatto con gli artisti e con le mostre, più in linea con il proprio percorso lavorativo. “Art Brussels”, spiega, ”è oggi a un punto in cui può vantare una storia solida di 48 anni di vita e la sua reputazione come ‘discovery fair’ è ormai consolidata”. Certo, non può passare inosservato il fatto che l’addio arriva subito dopo un fatto storico per la fiera come il cambio di sede, che porterà la rassegna più verso il centro della città, negli spazi di Tour&Taxis, l’enorme edificio di inizio Novecento un tempo adibito a magazzini reali del Belgio e da anni spazio polifunzionale e centro commerciale: rivoluzione della quale la Gregos non avrà neanche il tempo di valutare gli effetti.
Un arrivederci con affetto, senza scontri, quindi, per una fiera che effettivamente è entrata a pieno titolo nel panorama degli appuntamenti in cui esserci nell’agenda dei collezionisti europei, insieme alle sorelle francesi e inglesi. La carriera della Gregor dentro Art Brussels era cominciata nel 2012, con la responsabilità del programma curatoriale della fiera e l’obiettivo di contribuire al rinnovamento delle ricognizioni di carattere internazionale. Ha inoltre lanciato il programma di talks, performance e concerti sotto il cappello di The Stage insieme a molte altre attività. Art Brussels è stata di rimando per lei un importante trampolino, o quanto meno ha contribuito a consolidare il suo posizionamento come professionista. Nel 2015 ha infatti curato la Biennale di Salonicco in Grecia e il Padiglione Belga alla 56. Biennale di Venezia. C’è da capire chi ne raccoglierà l’eredità. Su questo la fiera non si sbottona. Sono aperte le candidature?

Santa Nastro

www.artbrussels.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community