Appello a Dario Nardella. Lasciamo Jeff Koons in piazza della Signoria

È alta tre metri, pesa due tonnellate: perché sbattersi a spostarla? Basterebbe un po' di sana pigrizia italiana, un po' di sano spirito del provvisorio (nulla è più definitivo del temporaneo, in questo Paese) per fare quel che bisognerebbe fare: lasciare il “Pluto e Proserpina” di Jeff Koons là dov'è, in piazza della Signoria, per sempre.

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Jeff Koons, Pluto and Proserpina - Piazza della Signoria, Firenze 2015

Jeff Koons, Pluto and Proserpina – Piazza della Signoria, Firenze 2015

Pluto e Proserpina, la scultura in acciaio inox dorato su plinto in marmo bianco di Carrara è al suo posto da settembre e quello, a onor del vero, appare davvero come il suo posto. Non stona più, non dà fastidio più a nessuno, non stride più. E questo è un male, intendiamoci, non un pregio. Ma pur avendo perso la sua vis provocatoria, conserva a pieno il suo portato simbolico. Un portato che va conservato e mantenuto in maniera stabile. Un portato che chiama in causa il sindaco Dario Nardella, che nel suo tentativo, encomiabile, di dare una qual certa svecchiatina alla città di Firenze, ha gettato più di un sasso e ora non può assolutamente nascondere la mano.
Fatto trenta, si faccia finalmente trentuno e si lasci quella scultura di Jeff Koons lì in modalità fissa, si faccia capire a chi ci osserva da fuori (turismo) che le cose possono cambiare, che c’è vita oltre il set rinascimentale, che Michelangelo, Donatello e Cellini sono protagonisti assoluti ma proprio per questo non hanno bisogno di protezione alcuna né di tutela, ma che possono essere messi in discussione, possono essere contaminati, provocati, sollecitati come si può fare solo con i grandissimi.

Jeff Koons, Pluto and Proserpina - Piazza della Signoria, Firenze 2015

Jeff Koons, Pluto and Proserpina – Piazza della Signoria, Firenze 2015

Si faccia capire a chi ci osserva da dentro (il pensiero va – ed è solo un esempio – ai milioni di studenti in gita scolastica che ogni anno percorrono la città dai quattro angoli d’Italia) che quando c’è di mezzo l’arte non si può star tranquilli mai, non c’è da star sicuri mai, che le cose possono cambiare sempre e questo è stimolo, sprone, sveglia per l’intelletto. Si insegni a chi transita in uno dei luoghi più emblematici per l’arte planetaria che l’oggi (e magari il domani) hanno un valore pari, e non inferiore, a ieri.
Tutto questo con un solo gesto. Non ci mettiamo a promuovere raccolte di firme e petizioni online, ci limitiamo a stuzzicare, ché alle volte basta e avanza. Ci limitiamo a far notare che operazioni coraggiose possono prendere abbrivio dal proprio stesso coraggio e trasformarsi da statement temporanei a proposizioni stabili, fisse.
Jeff Koons è uno dei più classici tra gli artisti del secondo dopoguerra. Non si propone dunque chissà quale provocazione. La sua idea per piazza della Signoria poi, lungi dall’essere un’aspirapolvere o una statua di Ilona Staller, parla di classicità in maniera più che classica. La sua presenza ci serve tuttavia per capire che concetti come sviluppo ed evoluzione non sono estranei all’arte e, soprattutto, al nostro Paese, ai suoi centri storici, alle sue città d’arte, al suo presentarsi al turismo globale.
Quella statua non ci deve piacere, non importa. Anzi, è molto più utile che non ci piaccia fino al punto di parlare di “orrore” e di “obbrobrio” come hanno fatto molti giornali. Quell’orrore serve a dire di noi che non siamo in coma, che non siamo imbalsamati, che non siamo forse già morti, che possiamo polemizzare su un’opera d’arte, che possiamo schierarci (contro? Meglio!), che possiamo bisticciare su una scultura. E serve a indicare una strada plausibile per quella che può essere tutta l’arte pubblica italiana, necessaria come l’ossigeno, indispensabile tanto quanto un’ottima architettura per rieducare lo sguardo di una popolazione che vive nella paura del cambiamento e che difende strenuamente e autolesionisticamente la propria estinzione culturale.

Jeff Koons, Pluto and Proserpina - Piazza della Signoria, Firenze 2015

Jeff Koons, Pluto and Proserpina – Piazza della Signoria, Firenze 2015

L’arte che non genera curiosità è morta”, ha detto Dario Nardella rispondendo alle polemiche che a settembre accompagnarono l’installazione della scultura di fronte a Palazzo Vecchio. Il 28 dicembre Pluto e Proserpina di Jeff Koons dovrebbe essere smontata. A Nardella facciamo presente che la curiosità non può essere a tempo e che la morte del dibattito aspetta sempre dietro l’angolo. Al sindaco chiediamo di non privare una delle piazze più celebri al mondo del suo potente punto interrogativo dorato.
Dopodiché procedere, anno dopo anno, piazza dopo piazza, simbolo dopo simbolo, con tutti gli altri grandissimi della contemporaneità (Louise Bourgeois, Richard Serra, Giuseppe Penone e venti altri almeno). Non collocati per arredare o abbellire – si veda il Pistoletto di fronte a Porta Romana – bensì a disturbare e a incuriosire.
Le città che non generano curiosità, per parafrasare Nardella, sono città morte. E Firenze, che morta lo è stata a lungo (e ora non lo è più, come abbiamo dimostrato con la nostra inchiesta), ha forse intrapreso una delle poche strade per tentare la resurrezione. Coraggio!

Massimiliano Tonelli

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  • rasoio

    interessante intervento e anche sintomatico per certi aspetti ma personalmente trovo stupide le opere di Koons che della classicità sono solo un surrogato vuoto, vuoto come può essere un semplice calco, non avendo nemmeno la stessa relazione che potevano avere ad esempio le ceramiche finte etrusche della Wedgwood con l’originale. è la cultura “classica” dei milionari ignoranti speculatori e dei politici che confondono “umanista” con “umanistica”.
    Mi dispiace che Tonelli somigli oggi a Politi che mette ‘sta pacottaglia
    in copertina: ma le opinioni sono opinioni e io sono uno di quelli che fonderebbe le sculture di koons ma anche quelle di Serra per farne rubinetti, convinto che l’umanità non perderebbe nulla.
    Scusami Tonelli. Ovviamente la tua Artribune rimane la best. :)

  • Kerb52

    Lasciamolo lì è bellissimo

  • Luigi Bonfante

    Per far capire che quando c’è di mezzo l’arte non si può mai star tranquilli non era meglio scegliere il Koons più caustico e provocatorio? Lo credo che il Pluto and Proserpina non stride più: è una scelta da marketing, un Koons tutto sommato innocuo, un souvenir gigante che fa il verso alla storia dell’arte e fa pubblicità (as usual) al suo autore e (forse) agli organizzatori della mostra… Senza ricorrere a Cicciolina, quanto avrebbe dato più da pensare, ad esempio, l’ammasso di pongo di Play-Doh? (Per un ragionamento più articolato: http://www.doppiozero.com/materiali/ars/koons-la-madonna-del-futuro-e-la-nobilitazione-del-kitsch)

  • Riccardo Lazzari

    Perchè no? non mi pronuncio sull’opera, si può apprezzare o meno, ma l’idea in sè non mi dispiace. Se si riducesse a marketing turistico, come qualcuno paventa, allora sì, mi dispiacerebbe.

  • Se Pluto and Proserpina fa anche l’effetto di essere più classica del classico allora siamo ben messi, a me sembra più un surrogato dei surrogati del classico, una misera nullità, un condensato di vacuità che annichilisce tutto ciò che sta attorno. Non voglio dire per carità che questi spazi devono restare vergini, fuori da ogni accostamento con il contemporaneo, anzi è assolutamente auspicabile, ma è fin troppo banale accostare in uno spazio come questo opere che richiamano alla classicità anche se di classico hanno solo il cosmetico che portano addosso. Per esempio ci avrei visto benissimo a dialogare con uno spazio come piazza Signoria un opera di carattere arcaico come quelle di Mimmo Paladino giusto per farne un esempio. Al sindaco suggerirei di approfondire meglio il mondo dell’arte dal momento che non è a dirigere Disneyland ma una città come Firenze.

  • Angelov

    Questa scultura, che rappresenta il potente Plutone che rapisce una indifesa fanciulla, trainandola nel regno degli Inferi, è una chiara metafora del potente abbraccio del colonialismo americano che rapisce una sbigottita Italia trasportandola appunto nel regno etc etc
    ahahahahahha
    è semplicissimo, no?

    • Ci rapisse sarebbe già una cosa positiva, qui sarebbe più giusto Dalila con la testa di Sansone …

  • Luka Sposato

    Io mi arrendo. Probabilmente è quel che ci meritiamo.
    Non distinguere nemmeno storicamente quanto sia in contrasto questa piazza con una cultura, pardon, non-cultura Americana mi fa gelare il sangue. L’Isis ha fatto meno danni.

  • Sabrina Sciabica

    E, vorrei chiedere, dovremmo anche pagare per tenere a Firenze questo…mega oggetto? perché a mio avviso sarebbe stato Mr Koons a dover pagare l’affitto di una simile location, e non il Comune a pagare lui, come invece è successo. Sono perfettamente d’accordo con la sua idea di svegliare comatosi italiani, ma lo farei con altra Arte, quindi questo non mi pare proprio il modo.

  • Andrea bianchini

    Non bisogna certamente restare chiuso all’arte contemporanea, ma certamente questa proposta è veramente priva di senso e provocatoria come l’opera in questione. Se per caso venisse paventato il fatto che rimane nella cornice di piazza Signoria dovranno essere i cittadini a decidere con un referendum cittadino come e cosa installare, come è già stato fatto in passato e non lasciare decidere al sindaco di turno. In effetti anche il solo fatto che ne discutiamo è positivo, ma mi domando dove sono finiti i nostri bravissimi scultori? Anche Renato Barilli aveva già sottolineato la mancanza di coraggio da parte dei nostri curatori. Senza nulla togliere all’opera di Jeff Koons per me il suo vero posto è a Disneyland e il vero titolo dell’opera è PLUTO e CLARABELLA.

    • deadstar

      ci vuole competenza tecnica e artistica per decidere cosa installare in una piazza. Se si fa a referendum tranquillo che spunta la statua di Batistuta al triplo della grandezza naturale :D

      • renoir

        mi verrebbe da dire che avrebbe più senso, per lo meno sarebbe il risultato di una scelta della cittadinanza.
        peraltro, se davvero è così pesante da scoraggiare l’intenzione di spostarla, suggerirei una doccia di acido solforico, anzi – noblesse oblige – di ‘acqua regia’ (miscela di nitrico e cloridrico, micidiale), ovviamente dopo aver isolato l’area e prese le dovute precauzioni per non danneggiare null’altro.
        garantito che sparirebbe, con poca fatica e modesta spesa.

  • Roberto Del Monte

    Ragazzi, calma. Da uno uscito da Scienze della Comunicazione non è che ci si possa aspettare un grande intervento in merito di cultura artistica, modi della visione e dialettica tra nuovo ed antico.

  • Cesare De Salve

    Personalmente non apprezzo particolarmente le opere d iJeff Koons, sono invece intrigato dal percorso che le ha prodotte.
    Il ‘Percorso’ nella produzione contemporanea, è l’unico valore dell’arte.
    Senza la percezione dell’interazione globale non ci può essere comprensione.

    • Rasoio

      l’interazione non è necessariamente un percorso.

      • Cesare De Salve

        Si, il percorso è il percorso, e l’interazione è l’interazione.

        Tanti distinguo sostenuti da motivazioni deboli (mi sia concesso l’eufemismo), mi fanno dubitare dell’interesse reale verso l’arte, di qualsiasi epoca.
        Sono convinto, comunque, che tutto questo bailamme sia nell’ordine delle cose, tanto domani o poi si parlerà di alto.

        • rasoio

          se lei pensa che Koons abbia un percorso me lo descriva (o mi descriva l’interazione globale se preferisce)

          • Cesare De Salve

            Il mio ‘contributo’, lungi dall’essere polemico, manifesta esclusivamente la mia posizione in merito al ‘problema’.

            Quello che lei mi chiede non credo si possa esporre e liquidare in una nota, io – almeno – non ho la capacità di farlo.

            La funzione sociale dell’arte, però, è un ottimo punto di partenza e, se ho ben compreso dove lei vive, Firenze (che ho avuto il privilegio di frequentare) sono convinto che sia il più importante trattato a cielo aperto del mondo per comprendere sviluppo e funzione sociale dell’arte.

            Io d’altro canto non sono il ‘protettore’ di Koons, che comunque è quello che è, non per verità rivelata ma per legittimazione del ‘sistema dell’arte’, verso il quale ognuno è libero di dissentire, contribuendo a rafforzarlo.

          • Rasoio

            Lei mi parla di “trattati a cielo aperto” e immagino che anche in questo caso non mi spiegherá in cosa consistano concretamente, come continua a non
            Spiegarmi in cosa consisterebbe il percorso di Koons e in che modo sarebbe reso valido dall’ “interazione globale”.
            Sono quasi sicuro che le chiedo troppo se mi spiegasse pure quale sia la “funzione sociale” dell’opera di Koons , che io sinceramente non vedo a meno che per lei “funzione sociale” non significhi esssere semplicemente visto dallla gente perchè si sta su un piedistallo in una piazza x.
            Lei é uno che vá avanti con frasi fatte : un’altra, che certo non mancava, é quella sul “sistema dell’arte” del quale pure le chiederei dei chiarimenti: da chi sarebbe composto e da quante persone? È un unico sistema unanime ? Chi ritiene che Koons sia una confezione vuota senza alcuna funzione sociale interessante è fuori dal sistema? E perché mai il dissenso rafforzerebbe il sistema? Mi dica allora perché certe riviste d’arte pubblicano in copertina la scultura di Koons ma non pubblicano i commenti negativi dei dissidenti?

  • Andrea Zero

    Fa schifo. Leàtela di mezzo venviaaa…. !!!!

    • deadstar

      ehhhh?????????? “levatela di mezzo” e poi?

      • artriste

        Vendetelo che russi o cinesi dal cattivo gusto ma carichi di soldi lo vorranno per il loro giardino

        • paolocarniti

          Ma Koons paga almeno un affitto per questa pubblicità a questo orrendo oggetto?

  • art emio franchi

    no i’ giallone accanto aì biancone noooo

  • Simone

    evidente spot pubblicitario per la mediocrità artistica dell’artista

    • artriste

      E’ orrendo, ma chi lo ha messo lì?

  • Margherita Bernasconi

    Sono assolutamente d’accordo con chi ha scritto questo articolo: quella statua dovrebbe rimanere in Piazza della Signoria definitivamente.
    L’arte col passare dei secoli è cambiata di continuo, si è evoluta; l’arte si muove e non rimane mai ferma, sempre uguale a sé stessa. L’arte di oggi non è più quella di un tempo ed è giustissimo così. Jeff Koons è molto più competente di quanto si possa pensare ed è un grande ragionatore. Il fatto che sia contestato e rifiutato da così tanta gente è una dimostrazione di quanto le sue idee siano forti. Poi, certo, le critiche e gli insulti che gli vengono mossi da chi non è competente sono, appunto, dovute alla scarsa, se non nulla, conoscenza in materia e a una mentalità molto “corta”; mentre il disprezzo che gli viene mosso da certi addetti ai lavori è semplicemente dovuto a una mera invidia.

    • Angelov

      Nel numero 185, del novembre 1983, della rivista Comunità, fondata da Adriano Olivetti, vi è un articolo di Franz-Joachim Verspohl, intitolato: Michelangelo e Machiavelli, (Il David in piazza della Signoria a Firenze), da pag, 291 a pag. 356, in cui si spiega e si descrive il significato del posizionamento della statua del David in quel punto particolare della piazza, e le ragioni socio-politiche di una tale scelta.

      Inoltre nel famoso saggio di Edgar Wind: “Misteri Pagani nel Rinascimento”, sono spiegati molti dei “retroscena” che hanno portato i grandi pensatori, Ficino, Poliziano, Pico della Mirandola etc, che hanno contribuito alla creazione del nostro Rinascimento, a fare determinate scelte, invece di altre.

      Queste letture sono consigliate a tutti coloro che credono che le opere tramandateci dal Rinascimento siano solo d’argomento turistico, relegando gli aspetti socio-politici ad argomenti da trattare a porte chiuse.

      • Rasoio

        Angelov quando ho visto il commento di questa giovane stupidina stavo per mettermi a scrivere qualcosa di simile. Grazie quindi.
        E sei stato leggero. Potremmo fare un lungo elenco di altre citazioni oltre a Wind ecc
        Ma saremmo noiosi forse, agli occhi di chi citazioni non sa farne e non può averne.
        Beh bisogna saper essere anche noiosi!

    • artriste

      L’unica competenza che ha Koons è nel vendere il suo prodotto di cattivo gusto e sfruttare la nostra realtà cittadina (piazza della signoria) per promuoverlo

  • Cristiana Curti

    E niente per Venezia? Come avrei apprezzato che il ragazzo con la rana di Charles Ray rimanesse in Punta della Dogana (adesso c’è quel lampioncino miserello che ci ricorda quanto fessi siamo stati). E poi avrei voluto la possente Allison Lapper di Marc Quinn all’Isola di San Giorgio, grande faro a guardia della Città.
    Invece ci ritroviamo, ottusi e felici, le scale mobili di Rem Koolhass per l’aureo DFS (Duty Free Shop) lì per gentile concessione di Benetton nel nostro Fondaco dei Tedeschi. Ma in questo caso solo pochi hanno gridato allo scandalo.