Lo studio britannico AL_A firma il secondo MPavilion a Melbourne. Di materiali high-tech e ispirata alle fronde di una foresta, ecco la risposta australiana al Serpentine Gallery Pavilion

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MPavilion 2015 firmato dallo studio AL_A

MPavilion 2015 firmato dallo studio AL_A

Progettare un centro per eventi, un luogo di incontro, un landmark temporaneo per gli spazi verdi dei Queen Victoria Gardens di Melbourne: questa la chiamata a cui quest’anno ha risposto, aggiudicandosi la commissione, il team londinese AL_A. Fondato nel 2009 dall’architetto Amanda Levete – vincitrice del prestigioso Premio Stirling nel 1999 – lo studio ha firmato il secondo MPavilion, succedendo gli australiani Sean Godsell Architects, vincitori nel 2014.
Per chi non lo sapesse, l’MPavilion è la giovane risposta australiana al Serpentine Gallery Pavilion di Londra. La differenza sostanziale? Mentre per quest’ultimo è fondamentale che gli architetti proponenti non abbiano mai costruito un edificio in Inghilterra, per partecipare al bando del padiglione australiano “basta” essere architetti di rilievo internazionale.
Per l’edizione 2015, lo studio AL_A ha pensato ad uno spazio completamente aperto, che inviti alla partecipazione e risponda all’ambiente circostante: l’architettura si distingue per una sorta di tettoia, concepita come fosse “la canopia di una foresta”. Materiali presi in prestito dall’industria aerospaziale formano un cluster di alberi filiformi, alti dai 3 ai 5 metri, che ondeggiano, assecondando il vento; le fronde semitrasparenti ombreggiano lo spazio, lasciando filtrare la luce solare, mentre al tramonto luci al led si accendono accompagnate da una traccia musicale.
Inaugurato agli inizi di ottobre, l’MPavilion sarà sede per i prossimi 4 mesi – sino al 7 febbraio 2016 – di un fitto programma pubblico di talk, workshop, proiezioni e performance, con focus su architettura, paesaggio e design.

– Marta Pettinau

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