A Genova riapre dopo un lungo restauro la Torre Grimaldina. La visita al belvedere di Palazzo Ducale
Chiusa dal 2023 per necessari interventi di riqualificazione, finanziati tramite PNRR, la storica torre carceraria di Genova è ora accessibile come mai vista prima. Attraverso un percorso che entra nelle celle di personalità illustri e ascende fino in vetta, per ammirare un panorama unico sulla città
La conformazione urbanistica di Genova, costretta a crescere in verticale su una lingua di terra compressa tra le montagne e il mare, offre diverse opportunità per apprezzare la città dall’alto. L’ascensione è facilitata da ascensori storici e funicolari, che permettono di raggiungere punti panoramici di grande fascino, come la Spianata Castelletto o la stazione a monte della linea Zecca-Righi. Chi invece preferisce respirare più da vicino l’aria del mare, può salire sulla Lanterna, il celebre faro di Genova (dal 1128) che si staglia per 77 metri in altezza.

La riapertura della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale
E da qualche settimana la città ha riacquistato un nuovo “belvedere”, proprio nel cuore storico della Genova dogale. Si sono da poco conclusi, infatti, a Palazzo Ducale, i lavori di messa in sicurezza, restauro e valorizzazione della Torre Grimaldina, simbolo del potere politico esercitato dal Comune, prima, e della Repubblica, poi, traccia più evidente delle origini medievali del palazzo, che oggi è museo e spazio espositivo.

La storia della Torre Grimaldina a Genova
La costruzione della Torre risale alla fine del Duecento, quando emerse la necessità di organizzare l’amministrazione comunale in un’unica sede e per farlo si scelse di accorpare gli edifici già esistenti, proprietà del Comune stesso. Come altre torri sorte in città all’epoca, la sua realizzazione servì innanzitutto a testimoniare il prestigio e il potere economico di una municipalità in forte ascesa. Ma la Grimaldina divenne ben presto la “Torre del popolo”: da un lato, attraverso la campana posta sulla sommità, scandiva i momenti salienti della vita cittadina; dall’altro iniziò a essere utilizzata come carcere per ribelli, prigionieri politici, condannati speciali. E il nome Grimaldina le deriva proprio da una delle celle (la Grimalda) dislocate sui diversi livelli. La Torre mantenne la sua funzione carceraria fino alla prima metà del Novecento: al suo interno furono rinchiusi patrioti risorgimentali come Jacopo Ruffini e diversi oppositori politici del regime fascista, che spesso spesero nelle celle i loro ultimi giorni. Tra gli “ospiti” più celebri si segnala, però, anche Niccolò Paganini: nel 1815 il violinista fu incarcerato con l’accusa di “ratto di minore e sfruttamento della prostituzione”, ma presto scagionato e liberato dietro il pagamento di 1.200 lire quale indennità di rimborso al padre della giovane. Prima ancora, tornando indietro nei secoli, “soggiornarono” alla Grimaldina il temibile pirata Dragut e il Cavalier Tempesta, pittore seicentesco fiammingo di una certa fama, che in cella continuò a dipingere le sue apprezzate marine.
Questo intenso utilizzo ha restituito graffiti, scritte e disegni – oggi in parte conservati – cui i detenuti affidavano il desiderio di evasione: velieri, cavalieri, mongolfiere…
Mentre la struttura medievale originale risulta precocemente alterata dalle necessità carcerarie, che determinarono interventi sui piani e sulle finestre. L’ultimo rifacimento importante risale al Seicento, quando l’intero Palazzo Ducale fu rinnovato in chiave (ancora) rinascimentale dall’architetto Andrea Ceresola detto il Vannone. Negli Anni Trenta del Novecento, però, si tentò un ripristino dell’aspetto medievale della Torre, con il restauro a opera di Orlando Grosso.

La visita alla Torre Grimaldina, tra storia e panorami sulla città
Dall’inizio del 2023, la Torre – che in passato ha a lungo ospitato le diverse edizioni della mostra Segrete. Tracce di memoria, rassegna d’arte contemporanea dedicata al ricordo della Shoah – era chiusa al pubblico. I necessari lavori di restauro sono stati finanziati tramite fondi del PNRR per i musei non statali nell’ambito del più ampio progetto Palazzo Ducale: rendere accessibile il Palazzo per rendere accessibile la città, che ha interessato anche biglietteria, bookshop, servizi e strumenti per la visita anche digitali. Sulla Torre si è intervenuti esternamente e all’interno, inserendo una nuova scala metallica che oggi consente la visita fino alla sommità (fino al 2022 la Torre era visitabile solo in minima parte e da un numero limitato di persone in contemporanea, ora si arriva sulla terrazza sommitale), senza alterare l’identità storica della Torre. Il restauro ha inoltre riportato alla luce dettagli e segni che raccontano la lunga storia del luogo.
Dall’alto della Torre Grimaldina – dopo aver toccato sette celle e tre terrazze – la vista spazia dalla città vecchia al porto antico, fino a raggiungere nelle belle giornate il promontorio di Portofino. Ma la visita è supportata anche dal nuovo podcast prodotto da Chora, online su tutte le piattaforme di streaming: scritto e narrato da Davide Savelli, con la partecipazione di Antonio Musarra, Gaia Leandri e Franco Melis, il podcast esplora il “cuore verticale” di Palazzo Ducale e la storia di Genova, in quattro episodi. Il costo del biglietto, acquistabile anche online è di 13 euro.
Livia Montagnoli
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati