Biennale Teatro 2015. A Venezia, per agire in vista del futuro

La nuova edizione del Festival internazionale del teatro de La Biennale di Venezia si spiega in un programma articolato. Per proporre all'uomo-spettatore la possibilità e volontà di costruire un futuro diverso, più personale e meno legato agli errori del passato.

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43. Festival Internazionale del Teatro - La Zaranda, El Régimen del Pienso

43. Festival Internazionale del Teatro – La Zaranda, El Régimen del Pienso

UN FESTIVAL LABORATORIO
Il 43. Festival Internazionale del Teatro in programma fino al 9 agosto 2015 e promosso da La Biennale di Venezia non si propone solo come una rassegna di spettacoli. Come ha precisato il direttore artistico Àlex Rigola, questo evento è soprattutto un festival-laboratorio, ossia un luogo in cui la proposta dei tredici spettacoli in programma si unisce ai diciotto laboratori con artisti, drammaturghi, registi, coreografi e compagnie di evidenza internazionale, sviluppati nell’ambito della Biennale College-Teatro, la piattaforma della Biennale rivolta alla formazione di giovani artisti.
La terra trema è, così, il titolo che Rigola ha scelto per racchiudere i sette laboratori condotti da Christiane Jatahy, Antonio Latella, Jan Lauwers, Fabrice Murgia, Milo Rau, Falk Richter, Agrupación Señor Serrano con gli attori selezionati per Biennale College. Ispirandosi al capolavoro di Luchino Visconti e al tema della Biennale d’Arte 2015, All the World’s Future, ogni laboratorio troverà forma in spettacoli di 10/15 minuti articolati sulla riflessione dei registi a riguardo delle diverse strade che l’umanità sta seguendo, ragionando in ottica di un’evoluzione futura.

43. Festival Internazionale del Teatro - Socìetas Raffaello Sanzio, Giulio Cesare. Pezzi Staccati

43. Festival Internazionale del Teatro – Socìetas Raffaello Sanzio, Giulio Cesare. Pezzi Staccati

BIENNALE COLLEGE E WORKSHOP
Oltre ai laboratori per La terra trema, la proposta del festival si compone anche dei workshop condotti dagli altri registi presenti al festival, quali Oskaras Koršunovas, Christoph Marthaler, Thomas Ostermeier, Lluís Pasqual, La Zaranda e Romeo Castellucci, e quelli dedicati alla drammaturgia con Pascal Rambert, autore de Clôture de l’amour, Yasmina Reza e Mark Ravenhill, talentuoso drammaturgo britannico. A completare l’offerta, Albert Faura e Max Glaenzel ne svolgeranno uno sullo spazio scenico e sull’illuminotecnica, mentre l’attenzione ai social in riferimento alla critica teatrale sarà il tema del workshop tenuto da Andrea Porcheddu e Anna Perez Pagès.

PROBLEMI DI IERI E DI OGGI
L’obiettivo della Biennale Teatro 2015 è, dunque, soddisfare l’urgenza del teatro di narrare la contemporaneità attraverso il passaggio allo spettatore degli strumenti per riflettere utilizzando le forme e i metodi del teatro di oggi.
Christoph Marthaler, Leone d’Oro di questa edizione, con lo spettacolo Das Weisse vom Ei / Une île flottante parte dalla commedia La polvere negli occhi di Eugène Labiche del 1861 per raccontare il conformismo e l’ipocrisia della società di oggi attraverso quell’umorismo, nonsense e incomunicabilità linguistica che hanno reso celebre il suo teatro.
Anche Thomas Ostermeier muove il suo spettacolo Die Ehe der Maria Braun da un testo del passato, questa volta mutuato dal cinema. Il matrimonio di Maria Braun di Rainer Werner Fassbinder del 1978 è utilizzato dal regista tedesco per parlare della finta emancipazione femminile in un’Europa sempre più dominata dalla ricchezza economica in mano agli uomini. Di soggezione femminile e conformismo sociale tratta anche lo spettacolo Julia di Christiane Jatahy, mentre Milo Rau con Hate Radio riflette su un’altra problematica ancora molto attuale: l’odio razziale. Lo spunto narrativo è la campagna aggressiva condotta da una radio del Ruanda che portò al massacro dei tutsi.

43. Festival Internazionale del Teatro - Fabrice Murgia, Notre peur de n’être

43. Festival Internazionale del Teatro – Fabrice Murgia, Notre peur de n’être

IL FUTURO DELL’UOMO
Con La Zaranda il focus si sposta dalla storia all’uomo. Lo spettacolo El Régimen del Pienso propone come unica prospettiva futura dell’uomo una vita vuota e routinaria. Oskaras Korsunovas dal canto suo recupera l’Amleto costruendo uno spettacolo omonimo in cui desidera svegliare coscienze e sensi dell’uomo da un futuro che non può essere già scritto. Che esistenza aspetta l’uomo? Questo sembra essere il suo interrogativo.
Sul futuro dell’uomo riflettono anche Falk Richter e Total Brutal e la Compagnia Antonio Latella. Il primo in Never Forever dipinge una società post-umana di iperconnessioni in lotta per affermare la propria esistenza, mentre Latella con i tre monologhi A. H. / Caro George / MA si interroga analogamente sulle prospettive dell’uomo, sulla sua relazione con il mondo attraverso tre figure emblematiche della storia.
Helen Cerina in Iperrealismi presenta una performance sull’omologazione delle espressioni umane contemporanee, mentre la Socìetas Raffaello Sanzio di Romeo Castellucci con Giulio Cesare – Pezzi staccati si sofferma a considerare l’espressione umana attraverso la fascinazione della parola interrotta, corrotta e retorica. Anche Anagoor in L.I. Lingua Imperii analizza come cambia la funzione della parola nei domini coercitivi.

IPERCONNESSI MA INESISTENTI
La riflessione sull’uomo e sul presente diviene più globale e generale con Needcompany – Jan Lauwers che, in The Blind Poet, pone in evidenza il miscuglio di nazionalità, linguaggi e destini che concorrono a creare l’uomo di oggi. Allo stesso modo Babilonia Teatri e Gli Amici di Luca in Pinocchio danno voce a un’umanità da ascoltare e amplificare senza pietismo, paternalismo o razzismo.
Se, dunque, il Collettivo Cinetico spiega la fragilità e all’emotività degli adolescenti di oggi con <Age>, Fabrice Murgia in Notre peur de n’être descrive la sindrome giapponese degli hikikomori, i giovani iperconnessi che vivono reclusi da ogni contatto col mondo.
A questa analisi si aggancia A House in Asia di Agrupacíon Senor Serrano, spettacolo sulla finzione che circonda l’oggi e sulle ossessioni di una parte della società contemporanea.
Infine l’amore spezzato di un cavaliere e di una donna che si tinge di gioie e tenebre in un chiaro riferimento con il contemporaneo di El caballero de Olmedo di Lluís Pasqual e Teatre Lliure.

43. Festival Internazionale del Teatro - Christoph Marthaler, Das Weisse vom Ei

43. Festival Internazionale del Teatro – Christoph Marthaler, Das Weisse vom Ei

OBIETTIVO: ESSERE CONSAPEVOLI
Le prospettive di un programma così articolato e pieno di spunti di riflessione per il pubblico sono ampie. In particolare si nota la volontà di rendere l’uomo consapevole e testimone attivo del suo presente utilizzando un linguaggio multidisciplinare che intesse principalmente teatro e cinema.
Questa unione artistica vuole raccontare un passato da cui emergono ancora troppe problematiche sociali aperte. Il monito dei registi è di affrontare questi snodi per cercare di strutturare un futuro dell’uomo costruito su un vero e reale slancio personale e innovativo.

Davide Parpinel

Venezia // fino al 9 agosto 2015
Festival Internazionale del Teatro
diretto da Alex Rigola
www.labiennale.org/it/teatro/biennale-teatro/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47055/43-festival-internazionale-del-teatro/

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