Esiste un libro sull’architettura degli alberi che ha profondamente cambiato la lettura della vegetazione e della progettazione del paesaggio. L’Architettura degli Alberi di Cesare Leonardi e Franca Stagi è considerato un testo fondamentale per architetti, paesaggisti e appassionati di botanica. Frutto di oltre vent’anni di studio minuzioso iniziato negli Anni ’60, il volume analizza l’albero non solo come pianta, ma come vero e proprio elemento architettonico che definisce lo spazio urbano e il paesaggio. Oltre 550 illustrazioni a china di 212 specie arboricole, disegnate sia con il fogliame che senza, rivelano la struttura dei rami, lo spazio delle chiome, l’ombra delle varie piante. In quest’opera si compie un ribaltamento di sguardo: non si inseriscono alberi dentro la città, ma si immagina la città iniziando dagli alberi.

C’è Alberi Festival a Modena
A partire da questi studi, più che mai attuali, si volge a Modena Alberi Festival (da venerdì 17 a domenica 19 Aprile), trasformando la zona periferica del Villaggio Artigiano Ovest in un grande cantiere a cielo aperto. Uno spazio di ricerca e di sperimentazione che rilancia una domanda semplice e radicale: che cosa accade se iniziamo a progettare le città a partire dagli alberi? Gli alberi non sono arredo, non sono margine, non sono complemento estetico. Sono modello e strumento per ripensare lo spazio urbano.
Le attività del festival di Modena
Il festival è organizzato dalla Fondazione Archivio Leonardi attraverso quattro tavoli di discussione: Saper vedere gli alberi; Le metamorfosi degli alberi; La città degli alberi; Progettare con gli alberi. Accanto ai tavoli si sviluppa un sistema diffuso di mostre, installazioni e laboratori. Il perno è l’Officina Botanica, progetto sperimentale di rigenerazione verde allestito in un ex capannone industriale e direttamente collegato alla casa-studio Leonardi. Qui natura e architettura entrano in relazione concreta, dando forma a uno spazio che tra piante e alberi custodisce opere d’arte, fotografie, mappe, disegni e materiali d’archivio.
Il rapporto tra festival e territorio
Il Festival si radica fisicamente nel territorio attraverso la messa a dimora di nuovi alberi lungo le strade del quartiere e un apprezzato bookshop/biblioteca degli alberi realizzato in collaborazione con le biblioteche cittadine, l’editore LazyDog e Feltrinelli.
Claudia Zanfi
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