ConiglioViola e Antonella Ruggiero. Un Requiem Elettronico, dal mondo della notte

Una delle più affascinanti e talentuose signore della musica italiana. Un duo di artisti unico nel suo genere. Un racconto multimediale sul tema della morte. Il nuovo progetto di ConiglioViola e Antonella Ruggiero...

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La voce è quella, inconfondibile, di Antonella Ruggiero. Ugola di cristallo, quasi tagliente, che avvolge qualunque melodia in una luce nuova. Ed eccola cantare, con la classe di sempre, alcuni evergreen della musica leggera italiana: da La canzone di Marinella di De André a Il dono del cervo di Branduardi, da La sedia di lillà di Fortis a Samarcanda di Vecchioni passando per Il Carrozzone di Renato Zero e L’arca di Noè di Sergio Endrigo, fino a Una minera dei New Trolls. La regia dell’operazione è di ConiglioViola, duo artistico torinese, innamorato delle contaminazioni e da sempre impegnato a sperimentare tra arti visive e musica, tra citazioni pop e sperimentazioni electro, tra  nostalgie anni ’80 e nuove tecnologie.
Insieme alla Ruggiero, nel 2009, avevano portato in scena “Concerto senza titolo”: un progetto teatrale nato all’interno del festival sulle avanguardie Prospettiva 09, promosso dal Teatro Stabile di Torino. Tema portante: la morte. Una maniera per declinare in chiave leggera e in forma di show tutta l’inquietudine e le ombre che l’immaginario di ConiglioViola coltiva, in un teatro di paillette, lustrini, eros, sacro e profano. Oggi quel concerto è diventato “Requiem Elettronico”, ovvero un disco prodotto da Libera Music, con un cofanetto speciale, e un’opera video.

ConiglioViola e Antonella Ruggiero, Requiem Elettronico

ConiglioViola e Antonella Ruggiero, Requiem Elettronico

Un’ora di racconto per immagini e suono, in cui si fondono i video realizzati per le singole canzoni e le riprese live dell’opera teatrale. Tra giostrine, distese lunari, citazioni dalla storia dell’arte e dall’iconografia religiosa, atmosfere sinistre, ombre e nuvole pesanti, costumi barocchi, collage surrealisti, quinte digitali e scene di paesaggio virate in chiave artificiale, le creature della notte si muovono come evocazioni dell’inconscio, balzando fuori dai testi delle ballate, dal mondo visionario degli artisti, dalla voce adamantina di un’interprete speciale. E da quei luoghi del mito, della filosofia e della tradizione popolare in cui la morte abita, da sempre: “La morte non ci interessa in quanto evento luttuoso o terribile”, spiegano ConiglioViola, “bensì in quanto unico evento reale che spalanca le porte dell’immaginario, spegnimento della luce che accende la possibilità di uno sguardo su ciò  che alla vista si sottrae. La morte allora come paradigma di tutti i mondi possibili”. Teatro, musica, videoarte: un viaggio multimediale tra il visibile e l’invisibile, aggirandosi con grazia fra i sentieri dell’Ade.

Helga Marsala

www.coniglioviola.com
www.liberamusic.com

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  • angelov

    Tra teschi e teschietti che pullulano ovunque e mode basate sul color nero, finalmente qualcosa di antidepressivo.