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Marco Papa, Coniugi Project. La performance e il suo doppio: corpi tra arte, moda e design

Una suggestiva documentazione della performance di Marco Papa, realizzata con Max Botticelli a Milano, per il Fuorisalone 2013. Moda e design incontrano disegno, scultura, performance, fotografia. La forma della bellezza e il suo dolce trasmutare


E’ stato uno degli eventi di punta di questa edizione del Fuorisalone. Intrigante convergenza tra linguaggi e ambiti creativi diversi: arti visive, design, moda, performance, installazione, fotografia… Marco Papa, ospite della quarta edizione di Ventura Lambrate, ha proposto il suo Coniugi Project, progetto realizzato in collaborazione con il fotografo Max Botticelli. Scenografia affidata alle cure dell’azienda marchigiana Asset & Retail Management, per un’atmosfera onirica, sospesa tra erotismo, seduzione fashion ed energia del teatro, tanto fisica quanto mentale. Giocando con i confini tra maschile e femminile, la performance esplora il più appassionante dualismo della condizione umana, tramutato in metafora dell’esistenza stessa; che è, per forza di cose, doppia, incerta, mobile, plurale, ambigua, scandita da contrasti e disarmonie, accordi e risonanze. E la doppiezza è quella tra forma e contenuto, contemplazione e azione, idea e corpo, equilibrio e caduta, stasi e attraversamento, superficie e fondo, verità e inganno, fatica dello spostamento e naturalezza dell’incontro.

Marco Papa, Coniugi Project

Marco Papa, Coniugi Project

In scena due modelle, bellissime, eteree, a muoversi intorno ad alcune sculture design in fibra di carbonio, realizzate in edizione limitata da Marco Papa. Sono strane sedute dalla silhouette organica, pensate per accompagnare il corpo nella sua postura naturale, avvolgendolo, quasi seguendone le curve con una torsione dolce: era il 1996 quando l’artista iniziava a produrre dei disegni in grafite su pagine strappate da libri e riviste di moda, design e arte, oggi divenute forme tridimensionali. Tutto il senso e il tepore del movimento, nella bellezza di un oggetto freddo, statico, eppure vivo.
La sequenza di fotografie in bianco e nero di Botticelli, dal titolo In un moto perpetuo, si concentra su alcuni particolari del corpo, facendone materia sensibile che interpreta, qui e ora, uno spazio/tempo impalpabile. Il corpo dunque come paesaggio, come vertigine della natura.
Disegnati invece dallo stilista Bruno Simeone gli abiti, che sottolineano le movenze fluide delle due performer, Elena Fontana Paganini ed Helena Mannella, allieve del I° Corso di Teatrodanza della Scuola Paolo Grassi di Milano, coordinato da Marinella Guatterini. Il commento sonoro, infine, porta la firma dell’artista Gino Lucente.

- Helga Marsala

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  • antonella

    mi è piaciuto, Papa artista autentico e lontano dalle logiche di costume, quando presenta un suo lavoro crea qualcosa di unico, poetico e al tempo stesso forte

  • Riccardo

    L’artista Papa è di indubbia qualita’. Riesce a stupire ogni volta con le sue creazioni.

    Riccardo

  • Flavia

    Un’idea eterea della coppia ma, allo stesso tempo, reale; cosi’ come le sue sedute oniriche che sorprendono per la loro piacevole ergonomicità.

  • vitus

    sculture-sedute che ho visto nascere. Marco, ottimo lavoro e performance

  • Filippo

    davvero un gran bel lavoro….ho visitato anche il sito di Marco e trovo il suo lavoro interessantissimo….. da seguire

  • Claudia

    bellissimo il tavolo…. le sedie super comode …. davvero suggestiva la performance ….

  • Giovanna

    veramente suggestiva la performance,un bellissimo equilibrio tra sculture e movimenti del corpo,complimenti!

  • Francesco

    E’ stato uno spettacolo completo e suggestivo, quello di Coniugi Project. Gli oggetti che Marco Papa ha realizzato sono unici, avvolgono e coinvolgono il corpo e la mente. Sinceramente non ho mai visto niente di simile. Il dialogo che Papa ha creato tra le sue opere e quelle di Botticelli e dello stilista Simeone dal mio punto di vista ha creato una perfetta armonia, un momento in cui mi sono completamente immerso ed ho scordato tutto il resto. Sapete e ci saranno delle repliche o se verrà presentato in altri posti?

  • liliana

    Ancora una volta Marco Papa con la performance ” Coniugi Project “conferma la sua unicità nell’ingessato panorama artistico italiano , sorprendendo con la poetica multidimensionale del suo lavoro

  • Toro

    Liliana chi? Vorrai dire cementato?

  • parole al vento

    I commenti degli amici a una recensione pseudo-uficiale sono veramente patetici.
    Ma che è? Facebook?

    Meglio fare come CO2 che chiede di disabilitare il commentario. Così ognuno si fa la sua idea senza farsi influenzare da argomentazioni vacue.

    • http://www.artribune.com Helga Marsala

      pseudo-ufficiale in che senso?

  • ale

    ciao Parole al vento ti ricordi di me
    come vanno i tuo progetti

  • parole al vento

    a Helga,
    nel senso che la recensione segue logiche diverse da quelle della Critica. Raramente se ne leggono di negative, molto spesso è celebrativa. Non ve ne faccio una colpa ma è la realtà quasi ovunque ormai.

    a Ale
    Probabilmente mi confondi con un altro Parole al Vento io sono nato solo 2 giorni fa.

    • anna laura

      ma hai visto la mostra…
      ma lo conosci questo artista…
      in tutta questo mare di inutilità, di qualunquismo, di becero nulla e fare cortese e ruffiano, e arrogante speculazione…. tu scrivi questo su uno dei pochi artisti validi e autentici che abbiamo in Italia, che per la sua integrità non ha mai mollato, senza nemmeno ne conoscere il lavoro ne aver visto la mostra ne aver visto le immagini di questo articolo…
      cosa dire sei proprio parole al vento!
      pessima figura.
      a ci tengo a precisare non sono un amica dell’artista, e magari lo fossi, non so nemmeno come è fatto, ma conosco il suo raro lavoro.

  • Girolamo

    Artista puro in lotta con la deprivazione del valore emotivo dell’arte voluta dalle regole di mercato, sicuramente da seguire la sua creatività che da origine a dei pezzi esclusivi.

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    La performance mi è sembrata piena di clichè e ricca di una teatralità esistenzialista abbastanza casuale e pretenziosa: metti due ragazze seminude ad interagire teatralmente e il gioco è fatto, se poi abbiamo anche tavolo e sedie tutte storte e pretenziose…il gioco è fatto due volte.

    Insomma le solite cose a caso e i soliti curiosi che assistono divertiti, semmai fotografando e riprendendo dallo smartphone…per poi ripostare su artribune o facebook.

    Siamo sottoposti ad un bombardamento di proposte “creative” ormai totalmente casuali: tutto può andare a patto che venga presentato attraverso luoghi e relazioni appropriate. Questa perdita di capacità critica, questa perdita di idee, sono sintomatiche di questo periodo storico. E devo dire che Artribune spesso e volentieri asseconda distrattamente questo stato di cose.

    W Papa OK, ma qualcuno sa dire perchè?

    • anna laura

      sul w papa informati e poi parla
      era da tempo che non vedevo il suo lavoro, condivido con te il bombardamento delle proposte creative, ma in questo caso non c’è nulla di creativo c’è talento, che è cosa diversa, sono certa che non sai di cosa parlo e nemmeno di quello che tu hai scritto.
      è ora di informarsi studiare e passare del tempo con la vita reale, e se bisogna giudicare bisogna avere cognizione di causa.

      • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

        Ok, cosa significa talento? Cerca di argomentare il tuo “mi piace”. A me sembra ci siano tanti clichè, tanto scimmiottamento di tanti codici, tanta teatralità pretenziosa.

        • anna laura

          Il talento è l’inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività

        • anna laura

          Creatività è un termine che indica genericamente l’arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare

  • Parole al vento

    Mah io Papa lo conosco dai tempi delle macchie del suo cane e di leroy johnson. Non stavo giudicando l’artista ma i vostri commenti. De gustibus vale per tutti. Comunque belle sedie creative e comode a quanto mi dicono. Bravo designer senza dubbio. Per la performance mi ricorda il lavoro di allora e calzadilla alla biennale. Fare sculture e chiamare corpi a interagire non è né nuovo ne trasgressivo. Mi spiace che Papa non abbia il riscontro che vorreste certo non ha niente meno di altri. Ma il migliore artista italiano vivente mi sembra un po’ esagerato ragazzi e ragazze.

    • anna laura

      ok sei un artista romano, è chiaro, io sono una giornalista non scrivo per arte perche mi occupo di problemi sociali, ma ho conosciuto e frequentato tanto il vostro ambiente, oggi ho quasi settantanni, credo di aver visto abbastanza da quando ero bambina con mio zio al bar giamaica a Milano, allo studio di andy warhol e lavorando come assistente per joseph beuys, per giudicare un lavoro e un autore soprattutto italiano.
      Lorenzo scotto di Luzio, roberto Cuighi, Marco Papa, Mario della vedova, rosa barbara, Roberta silva, liliana Moro, sono i pochi in cui riconosco un vero percorso, e forse pochissimi altri che ora non cito, tutte persone che non conosco personalmente, di cui però mi sono informata su ogni dettaglio del loro lavoro.
      Sono su questo sito da oggi perchè volevo rivedere la performance, che tra altro è diversa e meno intensa, rispetto a quella che vidi io dal vivo, e credo che da oggi ne uscirò da artribune e credo anche che questo posto è un luogo utile dove chi ha tempo per informarsi lo può fare, ma può diventare un pericoloso luogo per chi ha tempo da perdere al vento.

  • stray dog

    a Parole Al Vento,

    daccordo con te sui commenti e sulla recensione. Spero che, pena aver contribuito alla vacuità che denunci, non ti voglia sottrarre a un intervento “critico” relativamente al lavoro.

  • parole al vento

    Eheh questo vizio di fare la caccia al tesoro e capire chi è chi nella realtà. ovviamente non importa (specialmente se il contenuto di un commento non è penalmente rilevante) anzi è un metodo nobile che spersonalizza le opinioni. Comunque non sono romano. Ma mi piacerebbe Roma molto più di Milano. Sono del resto del paese che continua ad esistere anche se all’ombra dei grandi sistemi-città.
    Gli artisti che hai citato (attenzione agli errori di battitura) non sono i miei preferiti ma è vero sono alcuni degli artisti che hanno un percorso coerente. Ce ne sono altri (non tantissimi) che io preferisco a quelli che citi ma non è questa la sede per fare favoritismi. Io volevo smascherare un trucchetto di cui tu sei probabilmente ignara partecipante ovvero: report (non recensione) su arttribune (pagata o no importa relativamente, ma richiesta dagli organizzatori sicuramente) + commenti a caso per fare numero e far apparire la notizia sulla desta in arancione in bella evidenza. Nessuna argomentazione qui sopra non ci prendiamo in giro, solo commenti che mi dovrebbero suggerire che Papa ha molti fan (o dovrei dire Papaboys). Del resto con queste ultime parole al vento contribuisco anche io alla popolarità del post che magari sale in classifica popolarità. O magari Marco Papa sono io e tu ci sei cascata. Con affetto

  • parole al vento

    a Stray Dogs,
    Io non sono un critico di professione, e comunque preferirei essere uno storico piuttosto. Ho accennato la mia modesta opinione nel commento delle 15:13. Per me si tratta di ottimo design. Pezzi unici di qualità presentati Fuori Salone con un evento fuori dagli schemi. Un po’ come una sfilata di moda è spesso calata in una cornice insolita, una musica trendy e indiscutibile, e degli effetti visivi (siano questi video o analogici) realizzati spesso da artisti bravi che non riuscirebbero altrimenti a guadagnare la pagnotta.

  • stray dog

    a parole al vento
    o magari sei Helga Marsala in incognito che, da contratto per la sua“pseudo recensione ufficiale”, ha il compito di movimentare il commentario nel modo più efficace almeno finché non entra in classifica. La piattaforma che stiamo utilizzando non offre (giustamente) alcuna garanzia sulla vera identità delle persone e sui loro scopi ma nemmeno (non so se giustamente) sulla univocità dei loro nicknames. Mi spiego nel post successivo.

    • http://www.artribune.com Helga Marsala

      Al contrario di te, io quando commento mi firmo e non ho nessun compito di movimentare alcunché. E tu sei solo un provocatore da quattro soldi.

  • parole al vento

    Ciao parole al vento
    in realtà sono Stray Dog e mi sono momentaneamente impossessato della tua identità per darti una dimostrazione di quanto scritto nel post precedente. Oltre a , da buon “Papaboy”, per far salire il mio “beniamino” di un punto in classifica .

  • stay dog

    Eccomi rientrato in me stesso.

    Parole Al Vento, ti riconosco il merito di aver , per non so quale motivo, perlomeno sollevato un minimo di dibattito. Per essere uno che conosce il lavoro di Marco Papa il tuo commento su “Coniugi Project”mi sembra un po’ troppo superficiale. Mi viene da pensare che tu stia interpretando una parte e sono curioso di vedere come la porti avanti.

    Whitehouse, la tua critica è chiara e ben espressa ma sei proprio sicura di non peccare di superficialità? A volte le cose sono abbastanza diverse da quello che possono sembrare e questo si applica in modo particolare al linguaggio artistico di di Marco Papa. Quelle sedute storte e pretenziose le hai provate? Ho apprezzato il tuo “Ok W Papa ma perché?” al quale mi associo reclamando dai supporters una risposta convincente.

    Anna Laura, se prendi le difese di un artista che definisci uno dei pochi validi che abbiamo in Italia non pensi di fargli un torto a nasconderti dietro la tua età, tuo zio del Jamaica, Wharol e Beuys senza scendere nei dettagli di un lavoro che dici di conoscere così bene?

    Girolamo, bel titolo “artista puro in lotta con la deprivazione del valore emotivo dell’arte voluta dalle regole di mercato” Pensi di scrivere anche l’articolo?

    Papaboysandgirls, esprimere apprezzamento pubblico per il lavoro di un amico va bene ma cercate di farlo senza sembrare che siete appena usciti da catechismo.

    Vitus, mi stai simpatico

  • parole al vento

    Ottimo St(r)ay dogs. In fondo non interpretiamo tutti una parte?
    Usami quando vuoi/volete ma mi raccomando scrivete cose intelligenti solo in questo modo possono essere vere parole al vento

  • Francesca Novello

    Mi pare che l’animo di Girolamo Savonarola si impadronisca a tratti di alcune delle vostre esistenze (stay dog, non so chi tu sia ma per favore ritorna in te, sono sicura che nella vita sai essere meno puntualizzante di quanto non dimostri qui, dove rasenti l’ossessivo compulsivo) . Personalmente sono troppo coinvolta con l’artista (ci lavoro, per me è un amico, un uomo splendido, una mente brillante, un artista vero) per esprimere un giudizio scevro da implicazioni umane che vanno oltre la performance e il suo lavoro. Ma siccome io in questo artista ci credo, consentitemi di rabbrividire all’idea che il messaggio ricevuto da alcuni possa essere stato quello di un’accozzaglia di cliché o di una “teatralità esistenzialista casuale e pretenziosa” (perdonami, tu che l’hai scritto, ma questa sequenza di parole ha un senso o te ne piaceva il suono – cosa per altro rispettabilissima -?). Marco Papa è un artista la cui vita non prescinde dalla sua arte. E nella sua arte mette tutto se stesso, la sua arte è tutto se stesso. L’unica cosa che non mette, perché la sua vita ne è priva, sono i cliché. Posto questo come assunto, chiedo: sei disposto, commentatore di Artribune, a chiederti cosa sono queste componenti che tu definisci cliché e che in realtà non sono tali? sei disposto a evolvere il tuo pensiero in modo diverso dallo schema che hai costruito nella tua mente? se rifiutassi l’idea che l’arte ha la funzione di scardinare il pensiero, dovrei chiedermi perché vai in giro per mostre, eventi etc.. Baci baci

    • Tuono

      Ma io ti conosco, mascherina mascherina

      • stray dog

        Bene, siamo primi in classifica. Seppur di una classifica truccata. Avete notato che “dialoghi di estetica” sta scendendo a vista d’occhio? Ieri aveva 36 commenti e adesso la classifica ne ne conta solo 18. Entrando nella pagina si vede invece chiaramente che in realtà sono 39 (Helga Marsala ma che succede c’è il tuo zampino anche qui? ). Potete controllare voi stessi e visto che ci siete se volete anche notare la differenza qualitativa dei commenti (e dell’articolo) non sarebbe male. La nostra Whitehouse, premesso che sia la stessa della loro, ne è testimone.
        Vogliamo cominciare a parlare sul serio dello specifico di cui la pagina tratta prima che ci squalifichino per manifesta vacuità o ci mandino ad “Amici”? Mi associo all’invito più che legittimo di Francesca Novello a Whitehouse e rinnovo le mie domande a Anna Laura e Girolamo.

        Francesca Novello, capisco che ti sia impossibile parlare del lavoro senza parlare dell’uomo ma del lavoro parlane. Inoltre se non sai chi io sia come fai a dirti sicura che nella vita so essere meno puntualizzante? Non è una domanda ma solo una piccola critica alla tua logica argomentativa.

        • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

          i commenti sembrano diminuire in classifica perchè la macchina riporta in classifica solo quelli che sono stati fatti in un determinato lasso di tempo (esempio negli ultimi 10 giorni). Mi sembra un espediente intelligente per evitare che rimanga in classifica un articolo con 300 commenti del 2011…

  • Sally

    Comunque è chiaro stray dogs e whithaus sono di Artribune, provocano, apprezzano e chiedo di proseguire nei comenti, chi ha necessita di avere piu cliccaggi è solo Artribune, piu cliccaggi hai e a piu vendi gli spazi pubblicitari

  • whitejack

    Rispondo a parole al vento e dico che credo che Anna Laura abbia ragione, parole al vento è sicuramente un artista e come al solito capita che quando si lavora come tale si tende a sminuire chi non lavora.
    Non conosco il lavoro di Papa e guardando queste immagini non posso che dire che queste sculture nere siano belle, ma non posso dare una vera opinione ne in positivo tanto meno in negativo, sopratutto perché è evidente che c’è tanto lavoro alle spalle di questa performance e non voglio permettermi di liquidare con leggerezza chi finalmente opera seriamente in un ambiente in cui, come sappiamo, tutti cercano le strade più brevi solo per avere successo.
    Al di la di dei giudizi su questo artista io credo che noi liberi pensatori dovremmo apprezzare anziché liquidare la presenza di iniziative come queste… Non ho notato nulla che riconduca alla presenza di gallerie, ne curatori e tanto meno del solito tram tram sostenuto dai soliti manipolatori del sistema… Trovo che la cosa più costruttiva sia aprire un dialogo autentico, e comunque propositivo incoraggiante e solidale tra noi slegati dalle stantie logiche di potere e controllo.
    Quindi W ora Papa , ma W anche Parole al Vento, W parole al Mare e anche quelle in montagna, basta che tutti questi W siano liberi e sopratutto non soppressi dai soliti loschi individui che da troppi anni ci impongono le loro strategie e logiche, tra l’altro utilizzando spesso e volentieri il denaro pubblico! Quanti di noi vogliono vedere Gioni alla Biennale, anni e anni di lavoro a poppo di Cattelan e ora che ha l’età per liberarsi e il potere per farlo, ecco che ci ripresenta il solito stufato riscaldato con l’aggiunta di due spezzine che nascondono la puzza delle cose andate a male! Basta ripeto questi utilizzano il denaro pubblico, spazi pubblici e tempo pubblico!

  • Margherita

    Forme semi liquide trasformate in oggetti dall’ uso quotidiano…mi piace!!!!!

  • Ri.Chi.

    Quanta fatica, per vendere un tavolo e quattro sedie.

  • 4ep

    e sarà anche più faticoso comprarle immagino, quella lunga è da infarto a mi me gusta

  • fulmine

    Qualcuno mi saprebbe dire dove sta la differenza fra l’ottimo design al quale fa riferimento parole al vento e le belle sculture nere che cita whitejack?

    • Tuono

      Mi sono impossessato dell’identità di Tuono per poter rispondere a Fulmine. Scusami Tuono te la rendo in un Baleno. Un baubau a quella fotomunita della Helga Marsala _ Stray Dog

      “Coniugi Project” ha il merito di rendere evidente che quell’ottimo design al quale il nostro Parole al Vento fa riferimento nasce da una lunga e coerente ricerca artistica. Probabilmente non conosci abbastanza il percorso artistico di Marco Papa e provo a riassumertelo perlomeno nella parte inerente alla domanda da te formulata.
      La grafite del letto,nel quale le “due eteree modelle” performano qualcosa che in questo momento non ci interessa analizzare, non è li a caso. E’ il materiale del quale sono fatte le matite e che Marco Papa ha iniziato ad usare, se non erro, fin dal 1995 sia per disegnare su supporti non convenzionali (Caduta Libera, 1997 mi sembra ) che , in modo traslato, per realizzare installazioni e performances ( “Our Black Moment” , 2000 mi sembra). L’uso concettuale di questo materiale è , a mio modesto avviso, già di per sé molto interessante per un artista che la matita le sa usare, oserei dire divinamente, nel senso più classico del termine ( non posso darti riferimenti di opere perchè non sono state mai pubblicate ma te lo posso assicurare perchè le posseggo).
      Sporcandosi con la grafite le due donne iniziano un percorso che le porterà in penultima analisi, prima di coricarsi di nuovo, ad osservare, sdraiate sulla chaise longue (Dipinta di Rosso, 2013), un video nel quale i loro corpi in movimento ripresi durante la performance immediatamente precedente entrano a far parte di un’opera bidimensionale di quegli stessi anni L’opera consiste in una pagina strappata da una rivista di moda che raffigura uno spazio abitativo sulla quale Marco Papa ha disegnato una macchia in grafite con la quale i due corpi interagiscono sedendovisi e rendendo palese la matrice delle belle sculture nere in carbonio (evoluzione della grafite) alle quali Whitejack si riferisce e che Whitehouse definisce storte e pretenziose. Il bello è questione di gusti ma pretenziose lo sarebbero soltanto se ,come tanto Design o Artdesign” non assolvessero degnamente alla loro funzione. Invece lo fanno magnificamente. Provare per credere.
      Che poi queste sculture, fuori dal loro contesto di riferimento o ad uno sguardo digiuno o meno attento all’arte, possano essere percepite come design è secondo me un pregio perché le rende fruibili fuori dal ristretto (spesso anche mentalmente .. vero Whitehouse?) mondo dell’arte lasciando al fruitore la libertà se farsi o meno “scardinare la mente” da esse e da quanto le sottende cosa che il design né sa né ha l’ambizione di fare . W dunque Marco Papa ottimo designer come dice l’amico Parole al Vento con deliberata intenzione (per motivi o scopi che solo lui sa) di sminuire il suo raro (giusto Anna Laura) lavoro. E W Marco Papa artista serio con un lavoro articolato,costruito con sapiente grammatica visiva e capace di confrontarsi col mercato in senso lato.

      • Stray Dog

        Bel colpo Francesca Novello! Non male l’idea di servirti della mia pulciosa identità per rettificare il tuo precedente agiografico intervento senza dover riconoscere di esservi stata costretta. Cosa che avresti implicitamente fatto se fossi intervenuta col tuo vero nome. In ogni caso non me ne dispiaccio perché condivido in pieno quello che hai detto. Vorrei solo aggiungere alla fine del tuo commento una frase che nella tua posizione ti sarebbe stato probabilmente difficile o impossibile formulare.

        ……Detto questo Coniugi Project è un lavoro che si può prestare anche a delle critiche. Spero con il mio intervento di essere riuscita a fornire a chi le volesse avanzare un quadro di riferimento che, per quanto modesto, finora mancava.

        • Stray Dog

          Francesca Novello, rileggendo il mio post mi rendo conto che potrebbe essere letto come un’insinuazione da parte mia che l’artista con cui dici di lavorare ti abbia costretto a inserire il tuo commento. Non intendevo assolutamente questo e lo posto nuovamente con l’aggiunta di alcune parole chiarificatrici.

          Giuro che non lo faccio per far riguadagnare punti in classifica a questo commentario. Se poi lo vuol fare Parole al Vento sarei felice di rivederlo comparire. In fondo se sono rimasto su questo (è corretto dire blog? Non c’e una parola inglese per commentario?), che volevo soltanto visitare, è fondamentalmente grazie alle sue arguzie e al suo attacco ai Papaboys che ho pienamente condiviso. Se poi i Papaboys lo vogliono fare ugualmente (Parole al Vento non me ne volere) mica lo posso loro impedire.

          • Stray Dog

            Bel colpo Francesca Novello! Non male l’idea di servirti della mia pulciosa identità per rettificare il tuo precedente agiografico intervento senza dover riconoscere di esservi stata costretta DAL MIO “MA DEL LAVORO PARLANE” Cosa che avresti implicitamente fatto se fossi intervenuta col tuo vero nome. In ogni caso non me ne dispiaccio perché condivido in pieno quello che hai detto. Vorrei solo aggiungere alla fine del tuo commento una frase che nella tua posizione ti sarebbe stato probabilmente difficile o impossibile formulare.
            Detto questo Coniugi Project è un lavoro che si può prestare anche a delle critiche. Spero con il mio intervento di essere riuscita a fornire a che le volesse avanzare un quadro di riferimento che, per quanto modesto, finora mancava.

  • Esterrefatta

    Luca Rossi è informatissimo sul funzionamento della classifica dei commenti d’altronde commentare a vuoto è il suo lavoro in accordo con Marsala e Tonelli.
    Il circolo dei frustrati.

    • Stray Dog

      Tonelli non so minimamente chi sia. Di Luca Rossi so soltanto che sul commentario “Dialoghi di Estetica” gli davano dello shemo del villaggio ma, non essendo all’altezza di una discussione filosofica di quel tenore, profondamente garantista,e rispettoso degli altri mi sento tenuto
      a prendere a priori le difese del Sig. Rossi dalle accuse di quei gentili signori . Colgo l’occasione per scusarmi con Helga Marsala per averle dato di “foto- munita”. Giuro su quella quadrupede di mia mamma che non ho minimamente pensato alla rima che faceva con “sci-munita”.

    • Stray Dog

      Mi permetto di dissentire

      • Stray Dog

        Intendo con la politica di moderazione (presumo automatica) di Arttribune. Concordo perfettamente con voi che non debba essere accettabile pubblicare insulti. Ma non vedo perchè uno Stray Dog (cane randagio) non possa giurare sulla quadrupede di sua mamma volendo evitare, per quanto corretto e pertinente, un termine che il sistema potrebbe non considerare tale. Lo stesso vale per altri aggettivi con i quali mi rivolgo al fantastico trio. Non vedo perchè non posso prendere le difese del Sig. Rossi avvalendomi dello stesso termine utilizzato sul commentario “Dialoghi di Estetica” (peccato non sia più in classifica) e nemmeno cosa ci sia di male in munita di sci.
        Se i miei tre precedenti post risultassero accettabili ad un più accurato controllo umano dotato di ironia preferirei non venissero pubblicati al fine di evitare inutili ripetizioni.

  • 4ep

    no rossi è in accoro con altri, marsala e tonelli persone veraci, lui sta da un altra parte

  • west-

    Marsala sicuramente con rossi ce la vedo poco

  • west-

    Marsala è una persona seria, che non molla mai la presa, una donna che non ha mai cercato scorciatoie e situazioni di comodo, rossi nemmeno lo vede… non capisco il commento!!!

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    invidiosi

    • stray dog

      Signorina Whitehouse, ormai non posso più tacere i sentimenti che provo per Lei. La penna di Goethe dovrei avere per poter descrivere quell’immensa gioia che il mio cuore prova quando, ancor prima di vederla, il suo profumo conduce a me il dolce rumore dei suoi passi e il delicato fruscio delle sue vesti. Quando i miei occhi incrociano il suo sguardo timido vorrebbero quasi inondare il web al pensiero di quanto si potrebbero raccontare anche se solo per un attimo si incontrassero. Insomma io L’amo!

      • stray dog

        Ma per quanto la possa amare, Sig.na Whitehouse, trovo intollerabile che non delizi questo commentario con la capacità dialettica e solidità (come dicevo rispondendo a Esterefatta sono un garantista) di argomenti che dimostra di possedere in altri commentari come per esempio “in dialoghi di estetica” dove ha brillantemente confutato le tesi di un gruppo di polverosi intellettuali come si può ben evincere dai nostri prossimi post, copiati e incollati da quel commentario, che ricostruiscono il vostro intervento.

        • stray dog

          Sarebbe utile sintetizzare sia l’articolo di testa che gli interventi precedenti al suo. Purtroppo non so chi sia l’autore del libro del quale si parla e nemmeno riesco a districarmi nel sofisticato linguaggio degli autori che lo commentano. Posso solo dire che, tranne le K (che sembrano comunque avere una loro ragion d’essere) , gli interventi paiono avere un’ottima qualità a differenza , come precedentemente sottolineato, di quelli, compreso il suoi, postati su questo commentario e che dovrebbero trattare del lavoro di Marco Papa.

          whitehouse scrive:
          19 aprile 2013 alle 14:43
          Molto d’accordo con questo articolo. Nessuno si pone in questo modo, mentre l’opera è parificabile a qualsiasi cosa esistente e quindi presuppone un prima e un dopo, presuppone una motivazione. Titolo, contesto e opera in sè, dialogando fra loro ci dicono molto e quindi necessariamente ci dicono le intenzioni dell’artista (in quanto l’opera è abbandonata, il blog permette di non abbandonare mai l’opera restituendo una definizione di opere più attinente al presente).
          Ma perchè non criticate aspramente questo articolo come fate con Luca Rossi??
          “Nella filosofia classica l’arte è da sempre pensata in una prospettiva funzionale” ecc ecc
          http://www.artribune.com/2013/02/la-funzione-dellarte-ikea-evoluta-cyclette-e-microscopi/
          Ve lo dico io…è giusto che Luca Rossi rimanga lo scemo del villaggio per consolare la vostra presunta stupidità. Ed è giusto così.

  • stray dog

    Matteo Vanni scrive:
    19 aprile 2013 alle 15:46
    LR ve la butto lì, magari perchè questo articolo è davvero argomentato, ha un linguaggio preciso e non mediocre. Sicuramente l’originale in inglese è scritto in maniera corretta (a differenza di WH), tanto che il traduttore precisa alcuni passaggi per non tradirne il significato. Ci sono solide basi teoriche e soprattutto il soggetto rimane ben a fuoco.
    LR, voi producete cattivi testi che minano la vostra credibilità, non siete docente in un’università estera, non avete quindi dovuto confrontarvi con un sistema che valuta e forma qualitativamente chi scrive (PhD).
    Sostendo che non esiste critica anche all’estero ho la lampante dimostrazione di quanto scrivo quì sopra, decine di validissimi testi vengono pubblicati dalle univerisità di tutto il mondo, presentano riflessioni che sviluppano ricerche che successivamente vengono apliate da gli autori professionalmente dopo il loro percorso universitario.
    LR, credete di proporvi come critico o peggio ancora come artista, e questo perchè avete una superficiale conoscenza dei temi trattati.
    Però LR siete pubblico attento e partecipativo, di questo bisogna darvene atto,e la vostra volontà di arricchire il dibattito è giusto che sia presa in considerazione.
    Ma confondere il blogging amatoriale con la critica professionale è ben diverso (e non si tratta della scaramuccia sullo stipendio che avete fatto altrove)
    Per insegnare a Montreal e ricevere quello stipendio, un blog con traduzioni in inglese posticcio e neologismi da bar sport non sono assolutamente sufficenti, negare questo significa nuovamente dimostrare quanto sopra.

    • stray dog

      Vincenzo Merola scrive:
      19 aprile 2013 alle 15:58
      “Ma perchè non criticate aspramente questo articolo come fate con Luca Rossi?”
      Perché Davies propone una mediazione tra estetismo e prospettiva funzionale, dimostrando una conoscenza approfondita del dibattito filosofico a riguardo, mentre tu, tra cyclette e microscopi, continui a propinarci (con qualche decennio di ritardo rispetto a Ben Vautier) il ritornello ormai obsoleto del “tutto è arte”.
      P.S.: ad ogni modo non vedo proprio tutte queste aspre critiche, anzi, mi sembra che in genere si discuta con grande calma, correttezza e pazienza. Non darti ragione non significa criticarti aspramente, semplicemente vuol dire non essere completamente d’accordo!

  • stray dog

    Skippando due commenti di Saint Loop ed uno di Luca Rossi, che lasciano intravedere dei codici apparentemente interessanti, ma che potrebbero confondere il lettore, che invitiamo comunque a rprendere in esame, si giunge al seguente commento di un certo Matteo Vanni al quale va sicuramente riconosciuta della qualità ma che palesemente mostra la correttezza dell’assunto ossia che Whitehouse è brillantemente riuscita a confutare le tesi dei Daviesiani con un semplice quanto geniale cambio di paradigma che sta tutto in un nome: LUCA ROSSI.

    Matteo Vanni scrive:
    19 aprile 2013 alle 17:59
    LR anche il termine successo in questo caso è assolutamente fuoriluogo.
    Lo vedete che non vi è minimamente chiaro di cosa state parlando?
    Davies ha successo?!…o semplicemente fa il suo lavoro in maniera competente?
    WH vi sembra all’altezza di poter davvero essere parificato ad una cattedra universitaria? Ma stiamo scherzando?! Il vostro egocentrismo vi accieca a tal punto da non farvi vedere la realtà dei fatti al di fuori della vostra virtualità egomanicale?
    Cosa centra questa sciocchezza del successo poi?! Siete pietos* LR, e la cosa peggiore è che quando fareste meglio a tacere, non riuscite proprio a frenare le vostre sciocche e manie di protagonismo, senza le quali vi sentite spersonalizzat*. Corsi pratici….pedagogia da retrobottega, lezioni online a casa vostra…basta davvero, frenatevi almeno quì, giusto per non far scadere questo articolo e i buoni commenti che ci precedono.

  • uono

    Ma chi sei cane?

  • Chiara

    bella mostra bravi ragazzi, emozionante dal vivo, un lavoro ben costruito.

  • quenti

    molto contemporaneo, e che giro di denaro, chissà chi c è dietro

  • http://www.delirica.net Stray Dog

    Finish! Il mio tempo è scaduto. Prima di sparire per sempre e non tornare mai più vorrei dire chi sono. Sono Dante. Dai colli toscani, complice Bersani, quà capitai. La selva era sì scura che non poco faticai a raccapezzarmi finchè una folata ch’io pensai di poesia mi indicò la via e un rombo di complice tuono Beatrice evocò.

  • andrea beltrame

    belle anche le fotografie di Botticelli, fotografo trasversale

    • uono

      Non mi sembra

  • http://webdesigner20.wordpress.com/ roberta

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senz’altro a sperimentare quanto avete indicato… c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.